La validazione come ingrediente essenziale delle relazioni umane

La validazione come ingrediente essenziale delle relazioni umane

Validazione

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Ogni essere umano necessita di calore, ascolto e comprensione. Attraverso la validazione accogliamo ed empatizziamo con il vissuto dell’altro, facendolo sentire meritevole di attenzioni. Non a caso la validazione è uno dei principali elementi che contribuiscono a creare una solida alleanza tra paziente e terapeuta.

Come essere validanti

Per far sentire una persona validata, non occorre essere d’accordo con ciò che pensa o ciò che prova ma semplicemente occorre dare importanza a ciò che ci comunica, ovvero al proprio vissuto. Ad es., se un nostro caro prende una decisione che non condividiamo, la validazione è un modo per offrire il nostro sostegno, pur mantenendo un’opinione diversa. In tal modo stiamo veicolando il messaggio che teniamo alla relazione con l’altro, anche senza trovarci d’accordo con la sua scelta.

Secondo la dottoressa Marsha Linehan, ideatrice della terapia dialettico-comportamentale (DBT) utilizzata per il trattamento dei pazienti con disturbo borderline di personalità, la validazione prevede 6 livelli:

  • Primo livello: ascolto sincero e attento
  • Secondo livello: riflessione accurata sull’esperienza dell’altro e riassunto del suo vissuto in modo non giudicante
  • Terzo livello: “lettura della mente dell’altro”, empatia
  • Quarto livello: comprensione rispetto alle cause remote della reazione dell’altro (la sua storia personale, il temperamento
  • Quinto livello: comprensione rispetto alle cause nel presente
  • Sesto livello: normalizzazione dell’esperienza interiore dell’altro (“Ciò che provi non è strano, è un sentimento condivisibile!”)

La validazione durante l’infanzia

I caregiver sono le figure che hanno il compito di prendersi cura del bambino non solo dal punto di vista dei bisogni primari (nutrizione, vestizione etc…) ma anche di quelli emotivi.

Il genitore ha la preziosa funzione di insegnare al figlio a riconoscersi la presenza delle emozioni per poterle poi regolarle. Cosa accade quando il genitore non è in grado di essere validante verso il proprio piccolo, perché magari lui stesso non ha potuto ricevere questa preziosa attenzione all’interno della sua famiglia d’origine? Un ambiente familiare non supportivo, ha potenti ripercussioni sulla capacità di regolazione degli stati emotivi del figlio. Nei casi in cui l’esperienza emotiva del bambino venga in più occasioni svalutata o giudicata, egli impara a non dare valore a se stesso ed ai propri vissuti e sviluppare un senso di vergogna, auto-biasimo, bassa autostima, in poche parole diventa auto-invalidante verso le proprie emozioni, evitandole o minimizzandole.

Conclusioni

La validazione è un ingrediente fondamentale per poter creare un clima relazionale sereno,  in quanto comunica all’altro che i suoi stati d’animo, i suoi pensieri e le sue azioni, sono importanti ed hanno senso.

Un clima familiare validante ottimizza le possibilità di uno sviluppo psicologico sereno nel bambino, che da grande potrà così essere con maggior  probabilità una persona con una buona capacità di regolazione emotiva e dunque in grado di costruire relazioni serene.

 

Riferimenti bibliografici

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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