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Lo stress fa ingrassare: ecco perché

Lo stress fa ingrassare: ecco perché
Lo stress fa ingrassare: ecco perché

Lo stress fa ingrassare: ecco perché

Il nostro corpo è una macchina imperfetta ma meravigliosa e funziona con una serie di reazioni chimiche che, in definitiva, ci tengono in vita. Proprio come un’automobile ha bisogno di benzina da carburare per muoversi, anche il nostro corpo necessita del giusto apporto di calorie e nutrienti per funzionare al meglio. Alcune persone hanno difficoltà dal punto di vista metabolico e ormonale e possono provare a risolvere questo problema con l’aiuto di un nutrizionista e di un medico. Molte, invece, potrebbero essere sovrappeso non per cause legate al proprio metabolismo ma per fattori esterni. Ci riferiamo allo stress.

Cosa è lo stress? Lo stress è una forma di adattamento a sollecitazioni esterne. Anche se non ce ne rendiamo conto, molte volte al giorno siamo in una condizione di stress: pensate a quando dobbiamo attraversare di corsa la strada ed evitare le macchine, quando scattiamo per prendere un vaso prima che cada a terra, quando ci accorgiamo che sta piovendo e dobbiamo ritirare i vestiti appesi sul balcone. L’elenco potrebbe continuare all’infinito ma il punto è che, da una situazione di equilibrio, entriamo in una di attivazione: il corpo agisce una serie di cambiamenti (battito cardiaco, impulsi nervosi, respirazione, sangue ai muscoli, ecc.) per fronteggiare il problema. Poi ritorna alla situazione di equilibrio.

Cosa accade quando le sollecitazioni stressanti sono continuative? Come quando siamo costantemente nervosi per il lavoro, per i viaggi sui mezzi pubblici, per i mille impegni di cui condiamo le nostre vite? Il corpo va in modalità attivazione senza possibilità di rilassarsi, con conseguenze negative a livello sia fisico che psicologico. Questa condizione ha un nome: distress. Poiché non possiamo stare costantemente in allerta (sarebbe come pretendere di tenere i pugni serrati per tutto il giorno), mente e corpo cercano soluzioni che spesso si rivelano disadattive.

Per esempio, mangiare molti zuccheri. Questo perché la situazione di allerta necessita di energia nei muscoli, è come se dovessimo scampare un pericolo. Per questo il corpo rilascia glucosio nel sangue. Tuttavia, siccome non usiamo i muscoli per correre (anzi, spesso viviamo una vita sedentaria), il corpo combatte l’eccesso di glucosio secernendo insulina. Il problema è che bassi livelli di glucosio nel sangue stimolano la fame e, per questo motivo, tendiamo a mangiare cibi ad alto contenuto di zuccheri se siamo stressati.

Ma non solo: i pensieri negativi e le situazioni stressanti possono interferire con il sonno e ritardare l’addormentamento, causando quella che scientificamente è chiamata deprivazione parziale del sonno. Anche dormire poco ci spinge a mangiare più carboidrati e zuccheri semplici, come forma di compensazione. Poiché l’eccesso di calorie non viene smaltito ma immagazzinato, ne consegue un aumento del peso.

Purtroppo viviamo vite stressanti in una società stressata e sarebbe utopico pensare di poter cambiare la realtà. Quello che però possiamo fare è imparare a gestire le esperienze stressanti e modificare il nostro atteggiamento verso di esse. Per questo ci viene incontro la Mindfulness, ovvero la meditazione di consapevolezza, e in particolare il Mindfulness-Based Stress Reduction, il protocollo della riduzione dello stress basato sulla Mindfulness che insegna a essere consapevoli delle situazioni stressanti, delle nostre reazioni automatiche a esse e come reagire diversamente senza venirne assorbiti.

La Mindfulness è empiricamente provato che aiuti a ridurre lo stress percepito. Accanto alla meditazione, però, c’è bisogno di una corretta alimentazione, di uno stile di vita attivo che includa esercizio fisico regolare e una routine giornaliera che preveda un numero sufficiente di ore di sonno. La sinergia di tutti questi fattori ci aiuta a vivere una vita meno stressante e più piacevole.

Riferimenti:

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