Luce, meditazione e cioccolata contro la depressione invernale

Luce, meditazione e cioccolata contro la depressione invernale
Luce, meditazione e cioccolata contro la depressione invernale

Luce, meditazione e cioccolata contro la depressione invernale

Tutto partì da una conversazione tra lo psichiatra Norman E. Rosenthal e un suo collega che gli parlava di uno strano disturbo ricorrente che peggiorava in inverno e migliorava in estate. Rosenthal cominciò così un ampio studio che definì l’età d’esordio (alla fine dei 20 anni), la maggiore diffusione tra le donne e i sintomi piuttosto bizzarri: ricordavano la depressione, come tristezza, ansia e calo della libido ma, diversamente che nella depressione, l’appetito aumentava, con un curioso desiderio di carboidrati e conseguente aumento del peso. Quello che Rosenthal aveva cominciato a studiare era il Disturbo Affettivo Stagionale (Seasonal Affective Disorder, SAD), conosciuto anche come depressione d’inverno.

Secondo le persone con SAD, è come se il loro intero sistema si stesse spegnendo in vista dell’inverno. Come dar loro torto: il nostro corpo è impegnato contro freddo, batteri influenzali, vento, meno luce solare. E, mentre molti animali stanno andando in letargo, chiediamo a noi stessi di essere attivi come in estate. Soprattutto in concomitanza con una predisposizione genetica, gli alti livelli di stress, come le richieste lavorative ma anche quelle sociali delle feste natalizie potrebbero innescare il disturbo.

I sintomi non appaiono tutti insieme: alcuni, arrivando fin dal solstizio d’estate (da quando cioè le ore di buio aumentano), diventano degli utili predittori dello sviluppo del disturbo, come difficoltà a svegliarsi , ridotta energia, aumento del bisogno di cibo e di sonno, difficoltà di concentrazione, fino ad arrivare a ritiro sociale e sintomi depressivi più gravi. La natura ricorrente del disturbo è in realtà un’ottima cosa: possiamo lavorare di prevenzione intervenendo già ai primi sintomi.

Ci sono evidenze scientifiche che la meditazione è efficace, con la sua capacità di aumentare le onde alfa nel cervello (connesse a stati di calma e relax) e la prolattina, un ormone calmante rilasciato nelle madri che allattano. Intervenire con la Mindfulness Based Cognitive Therapy durante l’estate è utile alla prevenzione degli episodi depressivi quando essi sono in remissione.

La diminuzione delle ore di luce in autunno e inverno è oggi percepita meno drasticamente che in passato, grazie all’illuminazione artificiale. Ma non è un caso che, proprio con il Natale a fine Dicembre, abbiamo le festività più luminose dell’anno, in cui cerchiamo di compensare la mancanza di luce solare anche dovuta a condizioni meteo meno favorevoli.

Proprio per questo l’altra strategia per combattere il SAD è la fototerapia, che sembrerebbe compensare la mancanza di luce solare durante i mesi invernali. Questa terapia, di cui è stato pioniere il dott. Antonino Sciascia già alla fine del XIX sec., consiste nell’esposizione controllata alla luce di una lampada apposita per fototerapia. È descritta dalle persone affette da SAD come calmante, positiva e una delle più efficaci già dalla prima settimana per ridurre i sintomi principali e ottenere di nuovo un senso di controllo e speranza. Oltre ai sintomi del SAD, la fototerapia permette di intervenire anche sui propri ritmi circadiani, quando sono disequilibrati a causa di turni notturni a lavoro o del jetlag. La fototerapia è divenuta molto popolare ma, nonostante sia facile trovare una lampada per fototerapia anche nei comuni negozi di elettronica, è necessario contattare uno specialista per avere una diagnosi e la prescrizione di una terapia che consenta un uso appropriato ed eviti gli effetti collaterali. Inoltre, l’associazione della fototerapia con una terapia cognitivo-comportamentale sembra essere di maggior beneficio a coloro che lamentano una maggiore intensità di problemi cognitivi, come difficoltà di concentrazione, memoria e apprendimento.

Per finire, sembra che il triptofano sia efficace nel trattamento del SAD sia per chi non ha benefici con la fototerapia, sia per prolungare gli effetti antidepressivi di quest’ultima. La buona notizia è che il triptofano è contenuto nella cioccolata. Niente male come medicina del buonumore.

Benino Argentieri

Depressione invernale – Bibliografia: