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Lupus Eritematoso Sistemico: una mano ce la dà la Mindfulness

Lupus Eritematoso Sistemico

Photo by Surachet khaoropwongchai on Unsplash

Il Lupus Eritematoso Sistemico è una malattia autoimmune infiammatoria che comporta affaticamento cronico, dolori articolari, rigidità e gonfiore. Inoltre, i pazienti mostrano spesso lesioni cutanee che appaiono o peggiorano con l’esposizione al sole. È una malattia rara, con un’incidenza più frequente nelle giovani donne. Il LES causa una morbilità e una mortalità significative dovute all’attività infiammatoria della malattia, processi infettivi secondari all’immunosoppressione indotta dalla malattia e al suo trattamento, e complicanze cardiovascolari, renali, neurologiche.

Il LES è considerato una malattia correlata allo stress e, in molti casi, i sintomi peggiorano in concomitanza di eventi stressanti. Le manifestazioni neurologiche e psichiatriche colpiscono quasi la metà dei pazienti con LES, infatti nel corso della loro vita, al 65% dei pazienti con lupus viene diagnosticato un disturbo dell’umore o d’ansia, tra cui depressione maggiore (47%), fobia specifica (24%), disturbo di panico (16%), disturbo ossessivo-compulsivo (9%), e disturbo bipolare (6%). Pertanto, gli effetti psicologici legati al LES sono significativi e hanno un impatto considerevole sulla qualità della vita dei pazienti.

Una recente meta-analisi (Horesh et al., 2017) ha dimostrato che gli interventi psicologici possono ridurre i livelli di ansia, depressione, stress e attività della malattia nei pazienti affetti da LES: la maggior parte dei programmi di mindfulness comprendono diverse tecniche di base, tra cui la scansione del corpo (spostando l’attenzione tra le parti del corpo con apertura e curiosità), esercizi di respirazione e pratica pienamente consapevole durante le attività quotidiane. In questo modo si incoraggia il paziente ad osservare da vicino il suo stato emotivo e fisiologico con un invito ad accettare, piuttosto che ad evitare sentimenti dolorosi distanziandosi dalle sensazioni fisiche.

L’intervento ha avuto luogo presso il Centro Zabludowicz per le malattie autoimmuni allo Sheba Medical Center in Israele: sei pazienti affetti da LES hanno partecipato a un programma di 8 settimane. Il miglioramento è stato osservato in diverse aree: maggiore capacità dei pazienti di differenziare tra se stessi e la malattia; maggiore capacità di accettare, piuttosto che combattere attivamente, il fatto che si deve convivere con la malattia; riduzione dell’evitamento comportamentale.

Queste osservazioni parlano del significativo potenziale terapeutico della pratica di mindfulness tra i pazienti affetti da LES. Con la sua enfasi sull’accettazione non giudicante di stati fisici ed emotivi negativi, la pratica della mindfulness con questi pazienti è un’opzione di trattamento promettente che deve essere ulteriormente studiata e sviluppare un protocollo specifico è un obiettivo importante, in particolare in questa era della medicina personalizzata, caratterizzata dallo sforzo di identificare modi più accurati e specifici per il trattamento del singolo paziente.

Riferimenti:

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