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Tre fratellini scappano di casa per maltrattamenti

Maltrattamenti

La polizia di Arezzo ha denunciato una coppia di genitori per i maltrattamenti che avrebbero inflitto ai loro tre figli minorenni, il più piccolo dei quali ha solamente sei anni.

Il caso è arrivato all’attenzione delle forze dell’ordine quando un passante è stato fermato da un bambino di dieci anni, uno dei tre fratellini: il piccolo sarebbe scappato di casa senza neanche mettersi le scarpe e portandosi dietro i due fratelli. Avrebbe raccontato ai poliziotti che i genitori li maltrattavano e li aggredivano verbalmente e fisicamente, usando un bastone e il manico di una scopa; per punizione, sarebbero stati anche rinchiusi in una stanza al buio e costretti a tenere per ore dei pesi.

La decisione di scappare via sarebbe stata presa dopo l’ennesimo evento violento in cui la madre li avrebbe minacciati con un coltello.
Questi bambini sono ora al sicuro in una casa famiglia e il tribunale dei minori di Firenze farà i dovuti accertamenti. Purtroppo quello raccontato dai tre fratellini non è un caso sporadico.

Il Cesvi è un’organizzazione umanitaria che opera nella solidarietà internazionale e a giugno scorso ha presentato un report sui dati regionali dei maltrattamenti all’infanzia in Italia. Lo studio evidenzia le regioni che offrono meno servizi e dove si concentra un numero maggiore di fattori di rischio. Il report purtroppo restituisce l’immagine di un Paese con una forte differenza tra nord e sud: l’Emilia Romagna risulta prima per protezione, prevenzione e contrasto del maltrattamento sui bambini, seguita da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Toscana e Valle d’Aosta; in fondo alla classifica troviamo Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, con Campania ultima.

Purtroppo la casa, che dovrebbe rappresentare il primo luogo di protezione e benessere, è invece il posto in cui si vivono episodi di violenza tra il 60% e il 70% dei bambini tra i 2 e i 14 anni. Tra familiari e amici di famiglia, inoltre, si nascondono gli “orchi”, ovvero chi abusa sessualmente dei bambini, nel 90% dei casi.

Secondo l’indagine Cesvi, vi sono delle caratteristiche della famiglia che mettono il bambino a rischio di maltrattamenti: elevato livello di povertà, disoccupazione e svantaggi socioeconomici, basso livello di istruzione dei genitori, alto consumo di alcool e droghe.

Il report non è l’unico passo fatto dalla Onlus: il Cesvi ha infatti presentato anche un elenco di proposte concrete per le autorità e gli organi competenti che si occupano di protezione dell’infanzia. Tra queste, troviamo un grosso lavoro di prevenzione tramite un sistema informativo, strumenti di monitoraggio e dialogo tra Stato e Regioni, l’attenzione a politiche intergenerazionali e l’implementazione delle risorse già esistenti.

Riferimenti:

 

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