La masturbazione maschile prona: quando è una sindrome traumatica

La masturbazione maschile prona: quando è una sindrome traumatica

La masturbazione maschile prona

Photo by DANNY G on Unsplash

La masturbazione prona, o alternativa è un comportamento sessuale di autoerotismo che consiste nell’abitudine che certi uomini hanno di masturbarsi in posizione prona (“a faccia in giù”), strofinando il pene contro cuscini, materasso, altra biancheria da letto o il pavimento. Tale pratica masturbatoria fornisce sensazioni di forte pressione alla base del pene, le quali non sono facilmente replicabili durante un rapporto sessuale e per questa ragione, se si tratta di un comportamento abituale, esclusivo e messo in atto in modo persistente può compromettere la capacità degli uomini di avere rapporti sessuali e generare disfunzioni sessuali (ad es: eiaculazione ritardata, anorgasmia, disfunzione erettile).

Il primo articolo interamente dedicato ai pericoli della masturbazione prona è stato pubblicato dal dr. L.I. Sank nel 1998 nel Journal of Sex and Marital Therapy dal dr. L.I.Sank che coniò il termine di sindrome masturbatoria traumatica, specificando così che non si tratta semplicemente di una variazione innocua nella pratica masturbatoria ma di un comportamento i cui effetti si cumulano nel tempo, producendo una graduale perdita della funzione sessuale. Gli uomini che tendono a masturbarsi in posizione prona applicano una pressione e una stimolazione innaturali ai genitali a cui si abituano rendendo il sesso con altre persone insoddisfacente perché non in grado di riprodurre quelle stesse sensazioni.

Come intervenire?

Il trattamento della masturbazione prona prevede un addestramento dell’individuo alla masturbazione convenzionale manuale che richiede tempo e pratica, oltre chiaramente all’interruzione del comportamento disfunzionale appreso come modalità per raggiungere l’orgasmo. Si tratta dell’acquisizione di un’abilità sessuale di base necessaria a rendere la masturbazione più compatibile con l’attività sessuale con il/la partner. Nella raccolta delle informazioni relative alla storia sessuale dell’individuo è quindi fondamentale indagare le pratiche masturbatorie abituali per concettualizzare in modo più specifico la disfunzione sessuale, comprenderne le cause e pianificare un trattamento efficace.

 

Riferimenti

  • Bronner G., Ben Zion I.Z., (2014), “Unusual Masturbatory Practice as an Etiological Factor in the Diagnosis and Treatment of Sexual Dysfunction in Young Men” in The Journal of Sexual Medicine,11(7), 1798-1806
  • Sank LI. (1998), “Traumatic masturbatory syndrome” in Journal of Sexual and Marital Therapy, 24:37–42.

Autore/i dell’articolo

Marco Stefanelli
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  

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