Maternità al tempo del COVID-19: effetti psicologici della pandemia durante la gravidanza

Maternità al tempo del COVID-19:

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Nonostante i media ormai da mesi continuamente ci ricordano i rischi relativi alla salute fisica legati alla pandemia mondiale, sempre troppo poco spazio viene dato ai rischi connessi alla salute mentale. Un sondaggio condotto in Cina ha mostrato che il 53,8% degli intervistati ha valutato l’impatto psicologico dell’epidemia come moderato o grave e il 28,8% ha riferito sintomi di ansia da moderati a gravi e livelli di stress (Wang et al., 2020).

La gravidanza è di per sé un momento di profondo cambiamento. Intense emozioni convivono in contrasto tra loro, in un periodo che possiamo descrivere come un vero e proprio ginepraio di speranze, gioie, sfide e paure. Per alcune donne la gravidanza può aumentare la vulnerabilità a sviluppare malattie psichiatriche come la depressione prenatale che infatti colpisce circa il 10% delle donne nei paesi sviluppati e il numero di donne incinte a cui sono stati prescritti antidepressivi è aumentato nell’ultimo decennio (Noordam et al., 2015). I livelli di stress e l’assetto umorale a cui le future mamme sono sottoposte, possono poi naturalmente aumentare o subire maggiori alterazioni durante i periodi di focolai di malattie infettive. L’isolamento, l’allontanamento sociale e i cambiamenti estremi nella vita quotidiana che la pandemia ci ha costretto a mettere in atto, possono aumentare il rischio di depressione in una popolazione così delicata e vulnerabile come le donne in gravidanza. Pertanto, è di fondamentale importanza valutare l’impatto psicologico dell’epidemia di COVID-19 in questa popolazione.

Purtroppo però, come riportato da uno studio condotto recentemente all’Università di Napoli e pubblicato sulla rivista internazionale American Journal of Obstetrics and Gynecology (Saccone et al., 2020), attualmente, la comunità scientifica possiede poche informazioni sull’impatto psicologico e sociale delle donne in gravidanza durante l’epidemia COVID-19. Lo studio partenopeo ha avuto quindi l’obiettivo di far luce sulla questione.

La ricerca ha visto come protagoniste 100 donne alle quali è stata somministrata una piccola batteria di test in un periodo che è intercorso tra il 15 Marzo e il 1 Aprile 2020. 17 donne erano al primo trimestre di gravidanza, 35 al secondo e 48 al terzo. Nessun soggetto aveva in passato sofferto di depressione post partum né aveva una storia di malattie psichiatriche pregresse.

Lo studio ha dimostrato che l’epidemia di COVID-19 ha avuto un impatto psicologico da moderato a grave sulle donne in gravidanza. Più di due terzi ha riferito infatti di provare un’ansia superiore al normale. Quasi la metà delle donne (46%) ha riportato un’elevata ansia relativa alla possibile trasmissione verticale della malattia.

I ricercatori hanno anche rilevato che il 52,9% delle future mamme che erano nel primo trimestre ha optato per effettuare un maggior numero di test prenatali non invasivi. Tale dato può essere spiegato dal fatto che la valutazione del rischio del primo trimestre per la trisomia 21 è associata a una maggiore rassicurazione materna e a una minore ansia rispetto allo screening standard del primo trimestre basato sulla traslucenza nucale. Delle 18 donne che hanno partorito durante il periodo di studio, i ricercatori riportano che 16,7% dei parti cesarei sono stati effettuati su esplicita richiesta della mamma. Questo tasso è significativamente superiore al tasso che va dal 5 al 10% riportato in letteratura (Robson et al., 2009). I motivi di tale scelta sembrerebbero essere l’ansia per possibili lesioni fetali o morte fetale e l’assetto emotivo della madre al momento del parto.

I ricercatori concludono affermando che tra le donne in gravidanza del loro campione preso in esame, più della metà ha valutato l’impatto psicologico dell’epidemia di COVID-19 come grave e circa due terzi hanno riferito livelli di ansia più alti del normale. L’impatto psicologico e l’ansia dell’epidemia di COVID-19 sembrano essere più gravi nelle donne che si trovano nel primo trimestre rispetto alle future mamme più avanti nel percorso di gravidanza. La speranza dei ricercatori è che tali dati possano essere utilizzati per formulare interventi psicologici mirati, atti a migliorare la salute mentale e la resilienza psicologica delle future mamme durante l’epidemia purtroppo ancora in corso.

 

Bibliografia

  • Noordam R, Aarts N, Verhamme KM, Sturkenboom MCM, Stricker BH, Visser LE. Prescription and indication trends of antidepressant drugs in the Netherlands between 1996 and 2012: a dynamic population-based study. Eur J Clin Pharmacol 2015;71:369–75.ª2020.
  • Robson SJ, Tan WS, Adeyemi A, Dear KB. Estimating the rate of cesarean section by maternal request: anonymous survey of obstetricians in Australia. Birth 2009; 36:208–12.6.
  • Saccone G, Florio A, Aiello F, Venturella R, de Angelis M, Locci MV, Bifulco G, Zullo F, Di Spiezio Sardo A, (2020). Psychological Impact of COVID-19 in pregnant women. American Journal of Obstetrics and Gynecology. 223. 10.1016/j.ajog.2020.05.003.
  • Wang C, Pan R, Wan X, et al. Immediate psychological responses and associated factors during the initial stage of the 2019 coronavirus disease (COVID-19) epidemic among the general population in China. Int J En-viron Res Public Health 2020;17:1729.2.

Autore/i dell’articolo

Roberta Rubbino
Psicologa-Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnostica, Responsabile Area Età Evolutiva "Beck for Kids" e docente dell'Istituto A.T.Beck .Si occupa prevalentemente di clinica relativa all’infanzia e all’ adolescenza. Per anni ha lavorato nell'ambito della neuropsicologia dell'età adulta e dell'età evolutiva in strutture ospedialiere in Italia e all'estero sia ai fini clinici che di ricerca. In Istituto si occupa anche della organizzazione e realizzazione dei gruppi di Mindfulness per pazienti oncologici (MBCT-CA). La dott.ssa Rubbino è full member della Società Internazionale di Schema Therapy (SIST) e membro fondatore della Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED). Di recente insieme alla dott.ssa Montano ha curato l'edizione italiana del protocollo di Mindfulness per bambini ansioni (MBCT-C).
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