La meditazione, una medicina priva di effetti collaterali

La meditazione, una medicina priva di effetti collaterali

Meditazione

Prasanth Inturi on Pexels

Negli ultimi anni la pratica della meditazione ha generato un crescente interesse tra le persone, soprattutto perché gli stili di vita che l’odierna società ci impone, mettono a dura prova il nostro organismo, chiamato a rispondere a sollecitazioni di vario tipo.

Benefici delle pratiche meditative

Le neuroscienze hanno studiato i benefici fisici e psicologici che le tecniche di meditazione producono, dato confermato da un’ampia bibliografia.

Quando si medita, si porta l’attenzione a determinati stimoli (che possono essere di tipo somatico, sensoriale, cognitivo) in maniera prolungata e ripetuta, in modo da allenare la mente a sviluppare un certo tipo di capacità osservativa.

Negli ultimi trent’anni le pratiche di meditazione sono state sempre più impiegate nei protocolli di cura psicoterapici, dal momento in cui incrementano nelle persone la capacità di auto-osservazione e promuovono un senso di calma e benessere.

Le meditazioni di tipo mindfulness, ideate dal medico John Kabat-Zinn, hanno la finalità di insegnare ad essere consapevoli di ciò che accade nel qui ed ora, nel corpo e nella mente, in maniera non giudicante ma accogliente. La mindfulness consente di assumere un atteggiamento aperto verso la propria esperienza interiore e gli eventi di vita, riducendo così il processo di ruminazione mentale, potente fattore di mantenimento delle emozioni spiacevoli.

Come cambiano il corpo e la mente che meditano

Le neuroscienze hanno ampiamente documentato come le meditazioni siano in grado di incidere su numerosi disturbi, in base anche alla durata ed alla frequenza degli esercizi. (G.M. Manzoni, F. Pagnini 2008).

Di seguito un elenco dei numerosi effetti positivi che la meditazione ha sulla salute:

 

  • Miglioramento dell’efficienza del sistema immunitario
  • Abbassamento della frequenza del respiro e della pressione sanguigna
  • Incremento della flessibilità cognitiva
  • Miglioramento della regolazione emotiva
  • Aumento della produzione di dopamina
  • Miglioramento delle prestazioni della memoria
  • Aumento delle emozioni positive
  • Diminuzione della stanchezza
  • Abbassamento dei livelli di cortisolo
  • Incremento della produzione di beta endorfine ed oppioidi, i quali promuovono la sensazione di gioia, danno luogo ad analgesia e riduzione dell’ansia.

Conclusioni

Gli studi mirati ad approfondire gli effetti positivi delle pratiche meditative hanno consentito alla comunità scientifica di rendere nota l’importanza di tali strumenti di benessere, non a caso le meditazioni da millenni  sono utilizzate dall’uomo per raggiungere un equilibrio interiore.

Le pratiche meditative svolte regolarmente possono essere dunque considerate molto utili, ai fini delle prevenzione di disturbi a livello psicologico ed organico.

 

Riferimenti bibliografici

  • https://www.neuroscienze.net/cervello-e-meditazione/

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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