È brutto tempo dentro di me: la meteoropatia

È brutto tempo dentro di me: la meteoropatia

Meteropatia

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Siamo tutti un po’ meteoropatici

Avanti, siate sinceri: chi – anche tra i più acerrimi odiatori dell’estate – non si è sentito un po’ triste o malinconico al sopraggiungere delle prime giornate di pioggia e del freddo? Okay, una parte di voi si starà già dedicando alle tipiche attività che producono un’atmosfera hygge[1] come preparare dolci, chiacchierare tra amici davanti al camino acceso, accendere candele, leggere un libro annidati sotto un plaid caldo – se vi suona stranamente familiare, sarà perché in quarantena non si è fatto altro! Una schiera di sfortunati invece, voltate le pagine della loro estate, ha cominciato a presentare mal di testa, mal di stomaco, dolore alle articolazioni, sonnolenza e facilità a stancarsi, umore volubile caratterizzato da irritabilità, malinconia, apatia, calo della libido e difficoltà a concentrarsi.

La meteoropatia

Con meteoropatia si fa riferimento a un quadro morboso associato ai cambiamenti del tempo atmosferico – in termini di temperatura, pressione e umidità – ad esempio al variare delle stagioni o del clima[2]: queste modificazioni richiedono al nostro organismo uno sforzo di adattamento, sottoponendolo quindi a uno stress; coloro che, in ragione della loro età, sesso biologico o perché affetti da altre patologie quali reumatismi, cefalea, ipertensione o depressione, non compensano prontamente o efficacemente alle suddette alterazioni e sperimentano un maggiore malessere, che si manifesta solitamente 48-72 ore prima dell’arrivo di una perturbazione e dura fino a quando il meteo si stabilizza o cambia di nuovo, con il rischio d’incorrere in più gravi disturbi psico-fisici. È possibile distinguere, a tal proposito, una meteoropatia primaria, che può interessare chiunque in quanto dipendente esclusivamente dalle variazioni meteorologiche e una meteoropatia secondaria, in cui i sintomi di una malattia preesistente si acuiscono in risposta a un cambiamento del tempo.

Il Disturbo Affettivo Stagionale

Una nota azienda produttrice di giocattoli educativi italiana ha persino ideato e prodotto un board game adatto a tutta la famiglia, nel quale i partecipanti sono viaggiatori meteoropatici alquanto esigenti il cui umore, appunto, cambia in base al meteo e che hanno l’obiettivo di organizzare la loro vacanza ideale sulla base delle condizioni climatiche preferite. Un’idea simpatica (soprattutto nei pomeriggi di pioggia!), ma ricordiamoci che la meteoropatia non è un gioco! In alcuni casi, infatti, con il sopraggiungere delle stagioni invernale ed estiva essa si configura come un vero e proprio disturbo dell’umore: la Sindrome affettiva stagionale o Seasonal Affective Disorder (SAD), definita e teorizzata per la prima volta da Norman E. Rosenthal nel 1984 e inserita nella quinta edizione del DSM come Disturbo Depressivo Maggiore ricorrente, con andamento stagionale[3].

 

Riferimenti sito-bibliografici

  • American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Rosenthal, N.E., Sack, D.A., Gillin, J.C., Lewy, A.J., Goodwin, F.K., Davenport, Y., Mueller, P.S., Newsome, D.A., & Wehr, T.A. (1984). Seasonal affective disorder: A description of the syndrome and preliminary findings with light therapy. Archives of General Psychiatry, 41, 72-80.

[1]Termine danese traducibile, nella nostra lingua, con intimità, conforto, relax, serenità… in altre parole, lo stare bene.

[2]Puoi trovare un approfondimento al link: https://www.istitutobeck.com/beck-news/risposte-umane-e-cambiamento-climatico?fbclid=IwAR3UXVpZ3Z-NKZew-Zmxj1jfiOzj289lBHpgZqwGspdqSyaeOLTMbJz_frE.

[3]Per saperne di più: https://www.istitutobeck.com/beck-news/winter-blues.

Autore/i dell’articolo

Roberta Borzì
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR. Socio AIAMC (Associazione Italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva.) e membro ISST (International Society of Schema Therapy).

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