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Avete mai ascoltato il suono di un acino d’uva? : Relazione tra mindful eating e riduzione dei sintomi depressivi

Mindful Eating

Avete mai ascoltato il suono di un acino d’uva?

Se vi è accaduto avete vissuto un’esperienza di mindful eating che, molto sinteticamente, vuol dire mangiare con consapevolezza.

La mindful eating è un’abilità che può far parte del nostro bagaglio esperienziale, consentirci di prenderci cura di noi stessi e di nutrirci saggiamente.

Può essere appresa attraverso il protocollo MB-EAT (Mindfulness-based Eating Awarennes Training) nel quale i principi della mindfulness e gli esercizi di meditazione vengono applicati all’alimentazione.

Mangiare un acino d’uva passa con consapevolezza, utilizzando tutti e 5 i sensi, anche l’udito è il celebre esercizio ideato da John Kabat-Zinn nell’ambito del protocollo MBSR (Mindfulness-based Stress Reduction). Quando, nei protocolli mindfulness-based, si svolge l’esercizio, i partecipanti manifestano sorpresa, i loro volti si illuminano perché il più delle volte vivono un’esperienza nuova come quella di udire il crepitio schioppettante di un chicco d’uva passa quando lo si manipola con le dita vicino all’orecchio.

La minduf eating si occupa del processo che guida la scelta degli alimenti, la loro preparazione e il momento della consumazione del pasto. Consente di esplorare con curiosità le nostre reazioni al cibo e i segnali corporei interni di fame e sazietà.

Che tipo di esperienza viviamo attraverso la mindful eating?

Quando facciamo un’esperienza di mindful eating focalizziamo tutta la nostra attenzione su ogni morso, siamo completamente presenti e viviamo il nostro pasto consapevoli di eventuali distrazioni. Questo tipo di alimentazione ci consente di partecipare appieno all’esperienza del mangiare, godendo del profumo, della visione, del gusto, del tatto e anche del suono del cibo.

Il tipo di attenzione a cui ci riferiamo coltiva l’astensione da posizioni giudicanti e rigide rispetto a sensazioni, pensieri, emozioni e comportamenti che riguardano il nostro modo di nutrirci. Questo aspetto è fondamentale per imparare a sviluppare un atteggiamento di amorevole gentilezza in contrasto con quegli atteggiamenti colpevolizzanti che spesso esistono nei confronti del cibo. Fare esperienza di mindful eating consente di strutturare delle solide basi per apprendere l’arte del lasciare andare e dell’essere più accettanti.

Molte ricerche hanno dimostrato in ambito clinico l’efficacia della mindful eating nel ridurre i sintomi depressivi in persone con disturbo da binge eating e obesità (Dalen et al., 2010; Kristeller et al., 2014). Tuttavia, ad oggi non erano disponibili dati riguardanti la popolazione generale. Un gruppo di ricercatori Olandesi si è occupato di questo aspetto in una ricerca pubblicata nel 2018 che ha coinvolto 4500 individui di 3 paesi europei: Danimarca, Spagna e Olanda.

I risultati hanno evidenziato alti livelli di minful eating associati ad un basso livello di sintomi depressivi e a una bassa probabilità di soffrire di depressione.

Gli stessi studiosi hanno realizzato una ricerca longitudinale su un campione di 946 individui confermando questa relazione e osservando una riduzione dei sintomi depressivi nell’arco di 3 anni.

Nell’ambito di questa ricerca è stato indagato anche il ruolo di alcuni stili alimentari. Il dato emerso è che l’alimentazione esterna, cioè mangiare in risposta alla piacevolezza sensoriale del cibo indipendentemente dal livello di fame e sazietà, rappresenta un fattore di mediazione tra mindful eating e riduzione dei sintomi depressivi. Bassi livelli di alimentazione esterna sono risultati associati ad un alto livello di mindful eating e alla riduzione di sintomi depressivi.

I risultati di queste ricerche stimolano alcune riflessioni che riguardano il potenziale della mindful eating quale strumento in grado di fornire un fattore di protezione rispetto ai sintomi depressivi favorendo modalità alimentari sane e consapevoli opposte a modalità alimentari basate sull’appetibilità del cibo.

Se ascoltiamo il suono di un acino d’uva passa potremmo avere uno strumento in più per prevenire la depressione e proteggere il nostro benessere!

 

RIFERIMENTI:

  • Dalen J., Smith B.W., Shelley B.M., Sloan A.L., Leahigh L., Begay D. Pilotstudy: mindful Eating and Living (MEAL): weight, eating behavior, and psychological outcomes associated with a mindfulness-based intervention for people with obesity. Complement Ther. Med. (2010)
  • Kristeller J., Wolever R.Q., Sheets, V. Mindfulness-based eating awareness training (MB-EAT) for binge eating: a randomized clinical trial. Mindfulness (2014)
  • Winkens LHH, van Strien T., Brouwer IA., Penninx BWJH., Visser M., Lähteenmäki L. Associations of mindful eating domains with depressive symptoms and depression in three European countries. Journal of Affective Disorders (2018, March 1).
  • Winkens LHH, van Strien T., Brouwer IA., Penninx BWJH., Visser M., Mindful eating and change in depressive symptoms: Mediation by psychological eating styles. Appetite (2018, November 13).
  • https://www.istitutobeck.com/mindfulness/mindful-eating
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