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Mindfulness e flessibilità dei network cerebrali

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Mindfulness e flessibilità dei network cerebrali
Mindfulness e flessibilità dei network cerebrali

Mindfulness e flessibilità dei network cerebrali

La Mindfulness, e dunque la tendenza ad essere mindful ossia focalizzati sul qui ed ora e disponibili alla sospensione di un atteggiamento giudicante nei riguardi della realtà circostante, sembrerebbe associarsi a una maggiore flessibilità di differenti network cerebrali nei bambini e negli adolescenti. E’ quanto emerso da uno studio di prossima pubblicazione in cui si analizza la relazione tra Mindfulness e connettività cerebrale, incentrato sul ruolo dei correlati neurali e della disposizione alla Mindfulness nel favorire la salute mentale nei bambini.

Nello specifico, Marusak et al. (Jen 2018) hanno studiato le connessioni fra tre importanti network cerebrali, correlati ai processi dell’attenzione, e il modo in cui questi centri appaiono connessi ai livelli di Mindfulness riportati dai bambini e alla salute mentale degli stessi.

I network cerebrali ed i rispettivi correlati presi in considerazione sono stati il Default Mode Network (DMN), associato con il vagare con la mente, il Salience and Emotion Network (SEN), associato con la consapevolezza di avere un focus nel presente (qui ed ora), ed infine il Central Executive Network (CEN), correlato al mantenere o ripristinare il focus dell’attenzione.

Questi network sono connessi in modo funzionale e modificano la loro attività in maniera coordinata, bilanciando la loro espressione in un funzionamento positivo o negativo contrapposto, in modo che all’aumentare del funzionamento di uno se ne osservi il decremento di un altro e viceversa.

Lo studio ha fatto riferimento ad un campione di 42 bambini e adolescenti, con una età media compresa tra i 6 e i 17 anni, esposti a situazioni critiche e disfunzionali per un idoneo sviluppo psicofisico, a causa di difficoltà familiari economiche ma anche per l’esposizione a violenze o abusi, ossia a una condizione di neglect.

Nel campione è stata rilevata una misura self-report del grado di ansia, depressione e Mindfulness: il 65% dei partecipanti ha rivelato livelli patologici di ansia e/o depressione; inoltre, i bambini hanno anche effettuato una fMRI in condizione di riposo ovvero in assenza di stimoli esterni, al termine della quale hanno risposto a una serie di domande focalizzando il loro pensiero sul passato, presente e futuro e, infine, a una serie di domande mentre erano sottoposti alla fMRI e focalizzavano il loro pensiero sul sé e il proprio corpo.

Le analisi dei dati hanno consentito di identificare cinque distinti stati di connettività cerebrale funzionale e dinamica ma soprattutto hanno rivelato che elevati livelli di predisposizione alla Mindfulness si collegano a più bassi livelli di ansia ed elevati pensieri centrati sul presente durante la fMRI: essere mindful si collega a un elevato numero di transizioni fra i cinque stati e ad una scarsa tendenza a persistere nel DMN, ossia uno stato in cui si tende alla vigilanza passiva e al pensiero non finalizato. Viceversa, nei bambini che hanno dimostrato elevati livelli di ansia è stato osservato un numero minore di transizioni tra i vari stati, e quindi una minore flessibilità così come la persistenza nel DMN.

Concludendo, sono emerse associazioni significative tra la tendenza ad avere un pensiero centrato nel qui ed ora ed il proprio essere mindful, ragion per cui è possibile sostenere che bambini mindful hanno una maggiore abilità a direzionare l’attenzione dal divagare con il pensiero ad un focus sul proprio corpo e nel presente: tale flessibilità rappresenta un fattore di prevenzione verso condizioni sociali disfunzionali.

Sara Carone

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Mindfulness e flessibilità dei network cerebrali – Bibliografia:

  • Marusak, H. A., Elrahal, F., Peters, C. A., Kundu, P., Lombardo, M. V., Calhoun, V. D., … & Rabinak, C. A. (2018). Mindfulness and dynamic functional neural connectivity in children and adolescents. Behavioural Brain Research336, 211-218.

 

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