skip to Main Content

Mindfulness per un mondo che invecchia

  • Pubblicato il:
Mindfulness per un mondo che invecchia
Mindfulness per un mondo che invecchia

Mindfulness per un mondo che invecchia

La popolazione umana sta rapidamente invecchiando: le proiezioni dicono che entro il 2050 le persone sopra i 60 anni saranno più del doppio, mentre quelle oltre gli 80 anni saranno più che triplicate. Le ragioni di questo progressivo invecchiamento sono da identificare in migliori condizioni di vita, minore fertilità e nell’arrivo all’età anziana della generazione del baby boom (quella successiva alla seconda guerra mondiale). Questo fenomeno si attesta come una delle più significative sfide del 21° secolo e coprirà praticamente ogni settore della società.

L’invecchiamento è una fase evolutiva che porta con sé la possibilità di attribuire significato e completezza alle esperienze di vita ma anche declino delle facoltà fisiche e cognitive. Questi cambiamenti potrebbero indurre a depressione, ansia, ritiro sociale, nonché rigidità nell’affrontare le nuove situazioni. Risulta dunque necessario provvedere a un preciso e lungimirante intervento per poter assicurare il benessere di tutta la popolazione umana e, in particolare, di quella più avanti con l’età.

Il nostro cervello mantiene per tutta la vita la capacità di svilupparsi: stiamo parlando della plasticità neuronale, grazie alla quale vengono create nuove connessioni tra i neuroni. Ma a una condizione: che si rimanga mentalmente attivi.

Per queste ragioni i ricercatori si sono recentemente focalizzati sull’uso della Mindfulness nella popolazione anziana. Questo tipo di pratica aiuta a osservare i propri vissuti in maniera non giudicante: è dunque particolarmente adeguata sia per tenere il cervello attivo che per leggere le proprie esperienze di vita con lenti diverse. Nel 2014 è stato sviluppato il Mindfulness-Based Cognitive Approach for Seniors (MBCAS), ovvero un programma che, partendo dal classico Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR), offre una serie di modifiche create appositamente per questa fascia d’età, come una frequenza di incontri minore e una durata più lunga per permettere di abituarsi alle richieste del programma.

I risultati sono molto incoraggianti. Prima di tutto, quelli strettamente relativi all’uso della Mindfulness: osservare le esperienze in maniera non giudicante, capire che i pensieri non sono la realtà, identificare i comportamenti automatici e poco adattivi, sviluppare le proprie capacità di coping nelle difficoltà quotidiane. Ma non solo: nei partecipanti, tutti di almeno 70 anni d’età, il programma migliora l’autostima, le competente sociali grazie al lavoro in gruppo, quelle verbali e di scrittura.

Una nuova ricerca sembra corroborare l’impatto positivo della Mindfulness negli anziani. In questa fascia d’età sono molto spesso presenti problemi di memoria e di accesso al proprio bagaglio verbale, nonché sintomi depressivi e stress. Ancora una volta, la pratica della Mindfulness ha evidenziato un significativo miglioramento nei sintomi di depressione e ansia, nella capacità di ricordare le parole in una lista e le informazioni in una storia. Inoltre, nei praticanti con alti livelli di cortisolo, si è osservata una significativa riduzione di questo ormone secreto durante esperienze stressanti: il risultato è particolarmente importante in quanto bassi livelli di cortisolo, non danneggiando le cellule dell’ippocampo, non interferiscono con le capacità di memoria e cognitive.

Potremmo dunque concludere che, in condizioni di salute sufficientemente buone, non vi è alcun limite d’età per la pratica della Mindfulness. Anzi, aiutando gli anziani a vivere in maniera più consapevole e non giudicante contribuiamo a cambiare il progressivo invecchiamento della popolazione da problema a risorsa, soprattutto se medici e psicologi orientano alla pratica della Mindfulness fin dalla giovane età.

Benino Argentieri

Mindfulness-Based Cognitive Approach for Seniors – Ti potrebbe anche interessare:

Mindfulness-Based Cognitive Approach for Seniors – Bibliografia

Back To Top