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Il modello ESDM: il trattamento precoce dell’autismo

Il modello ESDM

Photo by Volodymyr Hryshchenko on Unsplash

Il modello Early Start Denver Model (ESDM): il trattamento precoce dell’autismo

L’ Early Start Denver Model (ESDM, Dawson et al., 2009; Rogers & Dawson, 2010) è uno tra i modelli di Special Education sviluppati per l’intervento psicoeducativo rivolto al trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico. Tale modello riveste un ruolo rilevante in quanto la sua efficacia è stata confermata da vari studi randomizzati (Dawson et al., 2012), ma anche perché lo si può utilizzare in una fascia d’età che garantisce la precocità dell’intervento. Quest’ultimo elemento viene considerato come uno dei principali indicatori degli esiti positivi del trattamento (Johnson & Myers, 2007) nella letteratura internazionale. Il modello ESDM, in questa prospettiva, è rivolto a bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico del range di età compreso tra i 18 e i 30 mesi (Rogers & Dawson, 2010).

Il modello ESDM

Il modello ESDM (Rogers & Dawson, 2010), prevede il rinforzo di ogni tentativo comunicativo o imitativo da parte del bambino, ed è caratterizzato dall’obiettivo di aumentare la motivazione alla comunicazione funzionale. Il tratto distintivo del modello ESDM, rispetto ad altri approcci naturalistici per l’intervento, è rappresentato dall’enfasi sulla comunicazione, nella convinzione che l’esposizione precoce a sequenze interattive strutturate possa indurre significative diminuzioni della disabilità sociale associata al disturbo (Dawson, 2008).

Tali sequenze prevedono:

  • Gesti comunicativi non verbali: l’indicazione di un oggetto, il sorriso, il saluto; inoltre i gesti non verbali devono essere appresi in ambienti naturali ed educativi, sfruttando le preferenze e i desideri del bambino ( ad esempio giocattoli in un ambiente preferito dal bambino).
  • Imitazione motoria: indicare un oggetto e prenderlo. L’imitazione motoria si estende in seguito al volto e alla bocca, per favorire l’imitazione dei suoni linguistici (Rogers & Dawson, 2010).
  • Linguaggio verbale: L’immediata consegna dell’oggetto subito dopo che il bambino lo ha indicato o denominato gli permette la discriminazione tra suoni diversi e l’associazione dei suoni verbali al loro significato (Dawson, 2008).
  • Apprendimento dei codici simbolici: al bambino sono presentati oggetti e simboli corrispondenti, che devono essere abbinati in funzione delle categorie di colore, forma, lunghezza, funzione. In seguito possono essere introdotti simboli grafici, per indicare che oggetti, azioni e persone possono essere rappresentati attraverso le immagini.

La ricerca

Il modello ESDM è stato recentemente validato secondo la prospettiva evidence-based, grazie a uno studio randomizzato condotto su un campione di 48 bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico, con età compresa tra i 18 e i 30 mesi al momento dell’inizio dell’intervento (Dawson et al., 2010). I bambini del gruppo sperimentale sono stati sottoposti all’intervento educativo derivato dal modello ESDM per un periodo di 24 mesi, nei quali l’intervento veniva condotto per 15 ore settimanali. Il gruppo di controllo era invece sottoposto a sistemi educativi derivati da altri modelli (Dawson et al. 2010). I risultati dell’applicazione sistematica del modello ESDM hanno evidenziato miglioramenti significativi in varie aree dello sviluppo rispetto al gruppo di controllo. In particolare, i bambini del gruppo sperimentale, presentavano significativi miglioramenti nel Quoziente Intellettivo, nelle competenze di comprensione e produzione linguistica e nella diminuzione dei comportamenti disadattivi. I bambini del gruppo di controllo, trattati con altri modelli di intervento, non presentavano miglioramenti in nessuno di tali ambiti (Dawson, 2008; Dawson et al., 2010). In base a tali risultati, l’applicazione precoce del modello ESDM  migliorerebbe l’orientamento dei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico verso gli stimoli sociali, diminuendo la disabilità sociale associata la disturbo (Dawson, 2008; Rogers & Dawson, 2010; Dawson et al., 2010; Dawson et al., 2012).

 

Bibliografia

  • Dawson, G. (2008).  Early behavioral intervention, brain plasticity, and the prevention of autism spectrum disorder.  Development and Psychopathology, 20, 775-803.
  • Dawson, G., Rogers, S., Munson, J., Smith, M., Winter, J., Greenson, J., Donaldson, A., & Varley, J. (2010). Randomized, controlled trial of an intervention for toddlers with autism: the Early Start Denver Model. Pediatrics, 125(1), 17-23.
  • Dawson, G., Jones, E. J. H., Merkle, K., Venema, K., Lowy, R. & Faja, S. (2012). Early behavioral intervention is associated with normalized brain activity in young children with autism. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 51 (11).
  • Rogers, S. J., & Dawson, G. (2010). Early Start Denver Model for young children with autism. New York, Guilford Press.
  • Johnson C. P. & Myers S. M. (2007) American Academy of Pediatrics, Council on Children with Disabilities. Identification and evaluation of children with autism spectrum disorders. Pediatrics, 120, (5), 1183–1215.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Giulia Gabelli - Psicologa - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio dal 17/09/2012 n. 19457. Esperta in psicopatologia dell’apprendimento e delle dipendenze. Negli anni ha maturato una esperienza clinica sia in ambito pubblico che in strutture private. Attualmente svolge attività clinica con pazienti adulti occupandosi prevalentemente di disturbi d’ansia, disturbi depressivi e disturbi di personalità. Per l’età evolutiva il suo lavoro si concentra prevalentemente sugli aspetti di  valutazione, diagnosi e trattamento dei disturbi cognitivi, dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e delle problematiche associate, quali difficoltà comportamentali, emotive e relazionali. Si è interessata a progetti di prevenzione di disagio durante l’infanzia e l’adolescenza sia a carattere regionale che per il Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). E’ inoltre Terapeuta EMDR di primo livello.
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