skip to Main Content

Istituto A.T. Beck - Centro Psicoterapia Roma

Piazza San Bernardo, 109
Roma 00187
+39 06 4819817
info@istitutobeck.it

Istituto A.T. Beck - Centro di Formazione e Psicoterapia Roma

Via Gioberti, 54
00185 Roma
+39 06 44703820
info@istitutobeck.it

Istituto A.T. Beck - Centro di Formazione e Psicoterapia Caserta

Corso Trieste, 33
8100 Caserta
+39 06 44703820
info@istitutobeck.it

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l'Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
puoi compilare il modulo sottostante.

Si, acconsento a ricevere informazioni, promozioni e offerte esclusive e all'invio di materiale informativo e promozionale tramite email o posta

Ecco come la musica nei ristoranti influenza quel che scegliamo dal menù

Musica nei ristoranti

L’anno scorso un ristorante italiano nel North Carolina è salito agli onori della cronaca non per la qualità dei suoi piatti ma per la decisione di vietare l’ingresso ai bambini. Questo a causa di due genitori che si sono rifiutati di abbassare il volume dell’iPad della loro bambina. Molte manifestazioni di segno contrario si sono sollevate a seguito di questa decisione, con numerose critiche negative e altrettanto numerose chiamate per riservare i tavoli di questo ristorante.

Senza entrare nel merito del “In questo locale non sono ammessi cani e bambini”, è doveroso sottolineare come l’ambiente di un ristorante abbia numerosi fattori che possono influenzare non solo il benessere percepito dagli avventori ma anche quello che andranno a ordinare, come illuminazione, odori, arredamento. Un fattore particolarmente importante è il livello di rumore e uno studio di quest’anno (Biswas & al., 2018) ha trovato che più è alto il volume della musica proposta nel locale, più le persone facevano scelte poco salutari dal menù.

La ricerca si è svolta in un bar a Stoccolma, dove gli altoparlanti hanno diffuso differenti generi musicali in diversi momenti della giornata e a due livelli di volume: 55 decibel e 70 decibel. Le scelte contenute nel menù spaziavano da proposte salutari a non salutari a neutre (come caffè o tè).

Ecco i risultati:

Categoria di cibo55Db70Db
Cibo sano32%25%
Cibo non sano42%52%
Cibo neutro26%23%

 

I risultati mostrano quindi che il 20% in più dei clienti ha ordinato cibo non sano se esposti alla musica a volume più alto. Secondo gli autori dello studio, è scientificamente provato che il volume dei suoni intorno a noi ha un impatto diretto su frequenza cardiaca e arousal e, dunque, un’influenza sulle decisioni che prendiamo.

Il livello di volume nei locali pubblici ha, ovviamente, un effetto su chi ci lavora, spesso costretto a passare ore in un ambiente rumoroso con decibel superiori ai 70, con il rischio di danni all’udito. Stiamo parlando di livelli equivalenti a quelli di un’aspirapolvere, una falciatrice o addirittura un tir alla distanza di un metro.

Comunque, il messaggio più importante di questa ricerca è che i ristoratori possono influenzare quello che andremo a ordinare e mangiare. Non dovremmo quindi stupirci se in molte catene di fast-food come McDonald’s e Burger King il volume della musica è così alto: significa una più alta probabilità di vendere patatine fritte.

L’importante è esserne consapevoli.

 

Riferimenti:

È online il primo video corso dell'Istituto A.T. Beck

Cacca addosso (encopresi)
Scopri di più sul video corso
Back To Top