Narcisismo e cicli interpersonali: terza parte

Narcisismo e cicli interpersonali: terza parte

Narcisismo e cicli interpersonali

Photo by Adi Goldstein on Unsplash

Continuando ad esplorare le relazioni interpersonali dei narcisisti abbiamo sentito l’odore acre della competizione rabbiosa capace di coprire il delicato profumo di gelsomino che hanno i desideri. Siamo sempre a Pripyat e continuiamo a restarci. Vediamo come.

Siamo desiderosi dell’ammirazione da parte di chi l’ha già ampiamente elargita, solo che tic tac l’orologio si ferma. L’altro non ci ammira più. Si ribella. Fa capolino l’umiliazione, mi sento tradito, voglio che mi venga riconosciuto il mio diritto. Ora la relazione, dove l’altro sta sull’altalena della sottomissione e richiesta di riconoscimento, assume le sembianze del protagonista di Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij, dove la danza tra soffrire e far soffrire è il muro portante. Per i narcisisti le relazioni sono complicate. Si adattano, ma non è il loro punto di forza. L’intimità è rischiosa. La vicinanza e la cura roba da cui stare lontani. Riconoscere di aver bisogno di aiuto e sostegno significa sostare nell’attaccamento e fermare la macchina lì fa esplodere un’immagine del Sé come sofferente. Il costo è altissimo: l’altro potrebbe essere controllante.

Arrivati a questo punto le cose possono solo che complicarsi. Alla prossima news.

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Riferimenti

 

 

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Mariangela Ferrone - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Psicoterapeuta TMI (terapia metacognitiva interpersonale) livello EXPERT. Per molti anni è stata Coordinatrice del Centro di Psichiatria Perinatale e Riproduttiva, del Servizio di Psicoterapia e Counseling Universitario presso la UOC di Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Attualmente è docente per l’insegnamento di “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sede Sant’Andrea presso la Facoltà di Medicina e Psicologia – Sapienza Università di Roma, nonché docente interno e supervisore clinico dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Socio Aderente della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva).

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