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Narcisismo e sogni ad occhi aperti: la fantasia come rifugio dal dolore

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Narcisismo e sogni ad occhi aperti: la fantasia come rifugio dal dolore
Narcisismo e sogni ad occhi aperti: la fantasia come rifugio dal dolore

Narcisismo e sogni ad occhi aperti: la fantasia come rifugio dal dolore

Con il termine narcisismo ci si riferisce a un funzionamento psichico caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia (APA, 2013). A livello interpersonale il narcisista richiede continuamente ammirazione, ha difficoltà a entrare in relazione con l’altro ed è spesso percepito come arrogante e svalutante.

La presenza di questi aspetti può assumere la forma di un vero e proprio Disturbo di Personalità quando si manifesta in modo rigido e pervasivo in più contesti, rappresentando un ostacolo al raggiungimento di obiettivi di vita importanti e nella costruzione di relazioni.

Il narcisismo sembra essere maggiormente diffuso nella società occidentale e risulta un fenomeno in crescita nelle nuove generazioni. Sebbene non sia sempre patologico, studi indicano come i tratti narcisistici siano associati a una maggiore probabilità di sviluppare problemi di salute, tra cui depressione, disturbi d’ansia o disturbi da uso di sostanze.

Diversi autori concordano nel considerare la grandiosità del narcisista una modalità di regolazione di stati emotivi dolorosi, frutto di una visione di sé come profondamente vulnerabile. Per gestire questo dolore, il narcisista è impegnato in una costante autoregolazione tramite strategie interpersonali, ossia attraverso continue richieste di ammirazione che, purtroppo per lui, poiché non sempre possibili da ottenere, gettano l’individuo in un estenuante circolo vizioso.

Il narcisista, infatti, pur di sostenere l’immagine di sé grandiosa, si impegna in una vera e propria fatica di Sisifo, che momentaneamente allevia il suo dolore, ma che lo costringe a lungo termine nella solitudine e nella sofferenza. Ad esempio, quando in una storia d’amore, il narcisista ricerca continuamente l’attenzione di altri potenziali partner e presenta se stesso come speciale, nonostante questi suoi comportamenti entrino in contrasto con i modelli sociali dominanti e mettano a serio rischio la relazione. Ancora, anche coloro che mostrano tratti subclinici di narcisismo, quando impegnati in attività, tendono ad aggiungere volontariamente ostacoli al raggiungimento dei propri obiettivi, per indurre nell’altro sentimenti di stima. Il narcisista resta dunque in questo modo imprigionato in una ragnatela invisibile e asfissiante tessuta delle sue stesse mani.

Oltre alle strategie interpersonali, il narcisista sembra utilizzare anche strategie autoregolatorie intrapersonali, ossia flussi di pensiero autogenerati, con l’obiettivo di mantenere un’immagine di sé grandiosa e nascondere a se stesso la propria vulnerabilità. Il narcisista si impegna dunque in pensieri fantasiosi che raccontano di incredibili conquiste e successi.

Perdersi in sogni a occhi aperti è un processo che appartiene a tutti gli esseri umani e sebbene alcuni studi indichino come circa il 50% del nostro tempo sia dedicato al fantasticare, allo stesso modo, elevati livelli di “wandering mind” sembrano associati a una peggiore salute mentale.

Recentemente un gruppo di studio ha voluto indagare quali siano i temi dominanti presenti nei flussi di pensiero del narcisista, con lo scopo di approfondire la natura delle strategie autoregolatorie intrapersonali.

In questo studio svolto da Kanske, Sharifi (2017), i partecipanti sono stati suddivisi in base ai livelli di narcisismo e successivamente sottoposti prima a un compito semplice, poi a uno altamente impegnativo.  Durante lo svolgimento dei compiti, a intervalli specifici, venivano poste loro delle domande che indagavano se la mente avesse vagato e quali temi relativi a sei diverse dimensioni fossero più presenti: 1) legati all’altro, 2) legati a se stessi, 3) a valenza negativa, 4) a valenza positiva, 5) orientati al passato, 6) orientati al futuro.

I risultati della ricerca hanno rivelato una maggiore tendenza a vagare con la mente e contenuti più legati a se stessi, a valenza positiva e orientati al futuro in individui con più alti livelli di narcisismo rispetto a quelli con meno tratti narcisistici. Allo stesso tempo il narcisismo è risultato essere associato a pensieri complessivamente più negativi, legati all’altro e orientati al passato e a una maggiore tendenza a fantasticare anche durante il compito che richiedeva alti livelli di concentrazione e impegno.

Un individuo con tratti narcisistici risulta, quindi, avere una maggiore tendenza a fantasticare e a staccarsi dal momento presente. Questi processi di pensiero, in modo analogo alla ruminazione e al rimuginio, sembrano essere dei tentativi di soluzione messi in atto per regolare stati emotivi dolorosi. Purtroppo, nonostante queste modalità possano risultare nel brevissimo termine efficaci, a medio-lungo termine sembrano rappresentare in realtà degli importanti fattori di vulnerabilità che rendono la persona più esposta allo sviluppo di vere e proprie psicopatologie.

Intervenire con la terapia sui processi di pensiero risulta quindi essere una possibilità importante per operare su aspetti connessi alla struttura di personalità. Sia la TCC standard, focalizzata sui contenuti di pensiero, che gli approcci della cosiddetta Terza Onda, orientati a lavorare sui processi disfunzionali, sembrano rappresentare degli strumenti preziosi per lavorare sulla prevenzione e sui fattori di mantenimento della psicopatologia.

Filippo Perrini

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Narcisismo: Referenze

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: American Psychiatric Publishing.
  • Kanske P, Sharifi M, Smallwood J, Dziobek I, Singer T. (2017) Where the Narcissistic Mind Wanders: Increased Self-Related Thoughts are More Positive and Future Oriented. J Pers Disord. Aug;31(4):553-566.
  • Morf, C. C., Torchetti, L., & Schürch, E. (2011). Narcissism from the perspective of the dynamic self-regulatory processing model. In W. K. Campbell & J. Miller (Eds.), The handbook of narcissism and narcissistic personality disorder: Theoretical approaches, empirical findings, and treatment (pp. 56–70). Hoboken, NJ: Wiley.
  • Stinson, F. S., Dawson, D. A., Goldstein, R. B., Chou, S. P., Huang, B., Smith, S. M., . . . Grant, B. F. (2008). Prevalence, correlates, disability, and comorbidity of DSM-IV narcissistic personality disorder: Results from the wave 2 national epidemiologic survey on alcohol and related conditions. Journal of Clinical Psychiatry, 69(7), 1033–1045.
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