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Neurodivergenza e neuroqueer: conosciamo il significato di queste diversità

Neurodivergenza e neuroqueer

Photo by Delia Giandeini on Unspalsh

Prima di cominciare la lettura delle news che seguiranno, è importante definire i termini che verranno utilizzati, specialmente per chi si affaccia per la prima volta a questo ambito. Il paradigma della neurodiversità (den Houting, 2019) afferma che vi siano molti neurotipi (tipi neurologici): alcuni più rari, detti neurodivergenti, come le persone dello spettro autistico. Tutti quelli che, invece, non sono neurodivergenti vengono detti neurotipici.

Le persone con autismo si possono o meno identificare anche come carenti, possono considerarsi non capaci in alcune aree ma non in altre, e spesso si considerano tali non come caratteristica di ciò che sono ma a causa dell’ambiente in cui vivono. Usando il modello sociale della disabilità, una persona viene vista come disabile non per delle proprie menomazioni, ma per il fallimento dell’ambiente di accomodare i bisogni di individui diversi dalla tipicità (Oliver, 1996). Una persona neurodivergente interna alla comunità LGBT+ (come ad esempio un individuo autistico e trans) viene detta neuroqueer. Trans o transgender è chiunque si identifichi in un genere che non corrisponde con il sesso biologico assegnato alla nascita, cisgender invece è qualunque persona in cui identità di genere e sesso biologico coincidono.

All’interno dei transgender esistono transgender binari (MtF e FtM, ovvero donna trans a cui è stato assegnato il sesso maschile alla nascita e uomo trans a cui è stato assegnato il sesso femminile alla nascita), e transgender non-binari o genderqueer (chiunque non si identifichi né nel genere maschile, né nel genere femminile).

Riferimenti bibliografici

  • den Houting J. Neurodiversity: An insider’s perspective. Autism. 2019 Feb;23(2):271-273.
  • Gratton Finn V. Supporting Transgender Autistic Youth and Adults. Jessica Kingsley Publishers, 2019.
  • Oliver, M. Understanding Disability: from Theory to Practice. Mackays of Chatham, 1996.

Autore/i dell’articolo

Alberto Infante
  • Dottore in Psicologia
  • Redattore Volontario per la ONLUS Il Vaso di Pandora - La Speranza dopo il Trauma
  • Content Creator per l'Istituto Beck

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