Non binarismo di genere e psicoterapia

Non binarismo di genere e psicoterapia

Non binarismo di genere e psicoterapia

Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

Il modello GALA

Le persone con identità transgender stanno avendo sempre maggiore visibilità negli ultimi anni, spesso però accompagnata da una visione strettamente binaria dell’identità di genere -maschile/femminile, uomo/donna- (Richards et al., 2016). Gli individui non binari si ritrovano quindi a dover affrontare lo stigma e la discriminazione, sia dalla società più ampia che all’interno della comunità transgender, a causa di stereotipi che considerano la loro mancanza di identificazione binaria di genere come qualcosa che li rende non “veramente” transgender (National LGBT Health Education Center, 2017). Ciò determina peggiori condizioni di salute degli individui transgender non binari rispetto sia alle persone transgender binarie che a quelle cisgender (https://www.istitutobeck.com/beck-news/non-binarismo-di-genere-e-salute-mentale).

Sebbene sia cresciuta l’attenzione verso i problemi di salute mentale, di stigma e di minority stress all’interno della comunità transgender, la poca consapevolezza e conoscenza rispetto alle identità di genere non binarie (Matsuno & Budge, 2017) si traducono in scarsa competenza professionale nel lavoro con questo gruppo di individui nei contesti di cura e assenza di opportunità di formazione sul tema. Anche se esistono vari documenti professionali (ad esempio, linee guida APA 2015) che forniscono le indicazioni per la pratica professionale nell’ambito della salute mentale degli individui transgender, pochi menzionano specificatamente come approcciarsi alle persone non binarie e ai loro bisogni specifici.

Due recenti pubblicazioni sono la prima scheda informativa sull’identità di genere non binaria, che fornisce le raccomandazioni cliniche per i professionisti della salute mentale (Webb et al., 2017), pubblicata dall’American Psychological Association’s Society for the Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity e la guida introduttiva redatta dal National LGBT Health Education Center (2017) riguardo l’assistenza sanitaria affermativa rivolta ai pazienti non binari.

E per la psicoterapia esiste una cornice teorica di riferimento?

Breve panoramica del modello GALA

L’approccio GALA (Gender Affermative Lifespan Approach- Berg et al., 2017, descritto in Spencer & Vencill, 2017) rappresenta un modello di psicoterapia trans-affermativa, esplicitamente inclusivo delle persone con identità di genere non binaria e formulato appositamente allo scopo di offrire alle persone transgender assistenza e cure sanitarie basate su un modello evidence-based alternativo a quello tradizionale, cisgender ed eteronormativo. L’approccio GALA rientra tra gli interventi terapeutici che sono finalizzati a migliorare il benessere mentale delle persone con genere non conforme attraverso la riduzione dello stigma interiorizzato. L’approccio si regge su cinque fondamenti di base, che rappresentano i valori ispiratori dell’intervento clinico e prevede cinque componenti principali, che descrivono le aree di intervento su cui focalizzare il trattamento individuale.

I cinque fondamenti filosofici

I valori su cui si basa il GALA lo rendono un approccio:

  • trans-affermativo: contrasta i modelli di cura gatekeeping (“guardiani” del genere) e afferma che essere transgender è un’identità, non un disturbo;
  • intersezionale: l’identità di genere è intrecciata con altri aspetti culturali del vissuto soggettivo derivanti dall’etnia, dalla classe sociale, dall’orientamento sessuale, dallo stato di abilità/disabilità;
  • trasparente: favorisce l’accesso all’assistenza sanitaria, contrasta la transfobia e le narrazioni patologizzanti, promuovendo la comprensione dei concetti e delle procedure attraverso consenso informato e condivisione chiara tra clinico e paziente;
  • evolutivo: pone attenzione alle differenze generazionali e alle fasi di sviluppo, per tutto il ciclo di vita, riguardo l’identità e l’espressione di genere;
  • interdisciplinare: prevede il coinvolgimento di varie figure professionali.

Nell’articolo del prossimo mese verranno illustrate le cinque componenti nucleari su cui si focalizzano gli interventi secondo l’approccio GALA e verrà fornito un elenco di raccomandazioni che i professionisti della salute mentale possono seguire nel loro lavoro clinico con le persone non binarie.

 

Bibliografia

  • Berg, D., et al. (2017), “The Gender Affirmative Lifespan Approach: Promoting positive identity by building resiliency, increasing gender literacy, moving beyond the binary, and developing sex-positive pleasure and satisfaction” In G. Knudson (Chair), WPATH presents: The inaugural USPATH Scientific Conference. Symposium conducted at the meeting of the United States Professional Association of Transgender Health, Los Angeles, CA.
  • Matsuno, E., & Budge, S. L. (2017), “Non-binary/genderqueer identities: A critical review of the literature”, Current Sexual Health Reports, 9, 116–120
  • National LGBT Health Education Center. (2017), “Providing affirmative care for patients with non-binary gender identities”. Boston, MA: The Fenway Institute
  • Richards, C., et al. (2016), “Non-binary or genderqueer genders”, International Review of Psychiatry, 28(1), 95–102.
  • Rider Nic G. et al, (2019), “The gender affirmative lifespan approach (GALA), A framework for competent clinical care with nonbinary clients”, International Journal Of Transgenderism, Vol. 20, n.2–3, 275–288
  • Spencer, K. G., et al. (2017), “Treating sexual problems in transgender clients”. In Z. D. Peterson (Ed.), The Wiley handbook of sex therapy (pp. 291–305).
  • Webb, A., et al. (2017), “Non-binary gender identities: Fact sheet”. The Society for the Psychological Study of Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender Issues.

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  

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