Non solo movimento ma anche sentimento

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Sentimento

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Il coinvolgimento del cervelletto nei processi cognitivo-affettivi

Il cervelletto è una struttura sottocorticale notoriamente implicata nella funzione motoria, tuttavia alcuni studi hanno evidenziato come questa parte del nostro sistema nervoso centrale sia coinvolta anche in processi cognitivi e affettivo-comportamentali

Anatomia e funzioni del cervelletto

Il cervelletto è localizzato nella parte posteriore del cervello, la sua anatomia prevede la presenza di una zona centrale allungata, il verme, e due emisferi cerebellari (Kandel, Schwart, Jessell, 2014), all’interno dei quali sono presenti più del 50% dei neuroni dell’intero cervello.

Il cervelletto è connesso al tronco dell’encefalico tramite tre peduncoli cerebellari ed è destinatario di varie afferenze: somatosensitive dal midollo spinale; motorie dalla corteccia cerebrale; inerenti all’equilibrio dagli organi vestibolari dell’orecchio interno.

Il cervelletto ha il compito di mantenere la postura del nostro corpo, regolare la coordinazione e la motricità fine, non a caso lesioni di tipo cerebellare provocano difficoltà nella coordinazione dei movimenti, alterazione del tono muscolare e deficit relativi all’apprendimento motorio.

Il ruolo del cervelletto nei processi cognitivo-affettivi

Per tanto tempo il cervelletto ha avuto la fama di essere considerato una parte del sistema nervoso coinvolta principalmente nella funzione motoria ma in realtà negli ultimi anni si è scoperto come abbia un ruolo anche nella modulazione di processi relativi alla sfera cognitiva ed affettivo-comportamentale.

Alcuni circuiti che connettono il cervello al cervelletto, permettono a quest’ultimo di collegarsi alle cortecce motorie, la corteccia associativa e le regioni paralimbiche dell’emisfero cerebrale (Kandel, Schwart, Jessell, 2014). La struttura centrale del cervelletto, ovvero il verme, sarebbe deputato all’elaborazione emotiva ed il cervelletto posteriore consentirebbe lo svolgimento di funzioni cognitive complesse, grazie al suo collegamento con la corteccia prefrontale, temporale, parietale posteriore e limbica (Schoch et al., 2006).

E’ stato dimostrato come alterazioni del linguaggio possano essere causate da un danno dell’emisfero cerebellare destro, implicato nella modulazione dei processi linguistici di tipo non motorio e le funzioni cognitive.

Una lesione che coinvolga il collegamento tra cervelletto e lobo frontale è causa di una riduzione della comprensione dell’espressione emotiva, soprattutto per quanto riguarda al tristezza. (Schmahmann et al., 2007). È stato inoltre coniato il termine “Sindrome cerebellare cognitivo affettiva” in pazienti con un danno ad entrambi gli emisferi cerebellari (Schmahmann e Sherman, 1998),  tale quadro morboso darebbe luogo ad una compromissione delle funzioni esecutive (pianificazione, ragionamento astratto, memoria di lavoro), unita a distrazione, alterazione della cognizione spaziale (organizzazione visuo-spaziale e memoria visuo-spaziale), mutamenti della personalità (appiattimento affettivo, comportamenti disinibiti, difficoltà nell’eloquio).

Una ricerca condotta da Tavano e colleghi (2007) ha permesso di analizzare un campione di 27 pazienti, bambini e adulti, con anomalie cerebellari congenite.  Nel gruppo oggetto di studio è stata osservata la presenza di deficit riguardanti differenti domini inerenti le funzioni cognitive ed affettive, ciò ha fatto sì che venisse confermata l’ipotesi del coinvolgimento del cervelletto in processi non relativi esclusivamente alla sfera motoria. La ricerca di Tavano ha evidenziato, inoltre, come i deficit motori tendano ad essere meno severi ed abbiano prognosi migliore, rispetto agli effetti della sindrome cerebellare cognitivo affettiva.

Conclusioni

La scoperta dei diversi ruoli del cervelletto ancora una volta mette in luce i meccanismi sofisticati del nostro cervello, organo complesso e ancora in parte misterioso.

 

 

Riferimenti bibliografici

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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