Nuova ricerca collega la Mindfulness a maggiori comportamenti prosociali

Nuova ricerca Mindfulness
Nuova ricerca Mindfulness

Nuova ricerca collega la Mindfulness a maggiori comportamenti prosociali

L’empatia è la capacità di riconoscere le emozioni vissute da un altro, sentendo un’emozione congruente e, se possibile, facendo qualcosa di appropriato. È questa una proprietà molto importante di molti esseri viventi, non solo gli umani: infatti, solamente attraverso l’empatia possiamo riconoscere l’altro come un essere che può soffrire, che vuole vivere, che vuole essere felice, proprio come noi stessi. L’empatia è dunque fondamentale per la creazione di gruppi, dalla famiglia, che include persone ben conosciute e consanguinei, a comunità più estese che comprendono anche estranei.

Proprio dell’empatia verso estranei si è occupata la ricerca di Berry et al. (2018). Gli sperimentatori hanno mostrato ai soggetti della ricerca un gioco di palla al computer, dicendo loro che i tre giocatori virtuali sullo schermo rappresentavano tre persone reali che giocavano in una stanza vicina. Il gioco mostrava che due dei giocatori escludevano il terzo passandosi la palla solamente tra loro. Dopo la visione, ai partecipanti veniva chiesto di scrivere delle email a ogni giocatore e venivano somministrati loro strumenti per misurare due costrutti: la preoccupazione empatica, ovvero il desiderio di aiutare gli altri, e lo stress empatico, che invece spesso porta a tentativi di risolvere le proprie emozioni negative relative a situazioni spiacevoli vissute da altri. A questo punto, i partecipanti hanno giocato una partita virtuale con i giocatori e i ricercatori hanno valutato la gentilezza mostrata nell’email inviata al giocatore escluso e il numero di passaggi di palla verso lo stesso.

La ricerca è stata portata avanti in quattro studi.
Lo studio 1 ha evidenziato che la Mindfulness disposizionale, sarebbe a dire la propensione innata alla consapevolezza intenzionale, era associata a maggiore preoccupazione empatica e a più comportamenti di aiuto verso il giocatore emarginato, nella natura di email con più parole gentili e un numero maggiore di passaggi di palla.
Per lo studio 2 è stata assegnata prima del gioco una breve pratica guidata di Mindfulness focalizzata sull’esperienza somatica, cognitiva ed emozionale. Lo studio ha mostrato che anche in questo caso c’era una maggiore risposta da parte dei partecipanti ad aiutare il giocatore ostracizzato e maggiore preoccupazione empatica.
Lo studio 3 ha introdotto un gruppo di controllo, che non riceveva istruzioni, con l’obiettivo di evidenziare l’assenza di altre spiegazioni: il gruppo “Mindfulness” non mostrava rabbia empatica o desiderio di punizione dei due giocatori; inoltre l’esperimento non sembrava provocare riduzione della reattività prosociale nel gruppo di controllo.
Infine, lo studio 4 ha evidenziato come le istruzioni di rilassamento muscolare progressivo somministrate non avevano la stessa influenza delle istruzioni di Mindfulness.

Dunque, in tutti gli studi, è stato trovato che essere istruiti nella pratica della Mindfulness e la Mindfulness disposizionale aumentano la preoccupazione empatica che attiva i comportamenti di aiuto senza peraltro incrementare né lo stress empatico né la rabbia empatica. La natura stessa dello studio, che utilizzava un gioco virtuale, suggerisce di ampliare la ricerca anche in contesti di vita reale. Tuttavia la sua forza sta anche nell’essere vicino alle caratteristiche dei social media e dei loro fenomeni, come il cyberbullismo.

Riferimenti: