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Nuovi rischi associati a Tv e internet per gli adolescenti esposti ai contenuti sessuali

Nuovi rischi associati a Tv e internet per gli adolescenti esposti ai contenuti sessuali
Nuovi rischi associati a Tv e internet per gli adolescenti esposti ai contenuti sessuali

Nuovi rischi associati a Tv e internet per gli adolescenti esposti ai contenuti sessuali

Lo strumento di marketing più potente ed efficace è il sesso: usare immagini di uomini o donne nude in una pubblicità attira l’attenzione e incrementa le vendite. Ne consegue una massiccia presenza di contenuti che ammiccano al sesso praticamente in ogni canale mediatico, dalla televisione alla radio, a internet.  La naturale curiosità degli adolescenti verso la sessualità è sfruttata in molti contenuti mediali popolari tra gli adolescenti: per esempio, nei reality show dell’emittente MTV, “Jersey Shore”, “Geordie Shore” e “Ex on the beach”, i giovani protagonisti sono seguiti durante le loro vacanze estive.

L’analisi sulle offerte televisive e sul web mostra come venga fornita una immagine distorta della sessualità umana. Prima di tutto, solo un ristretto range di tipologie di corpi maschili e femminili viene mostrato come desiderabile e attraente sessualmente. Inoltre, soprattutto nei contenuti pornografici ai quali gli adolescenti hanno facile accesso tramite gli smartphone, nell’atto sessuale viene data enfasi alla performance, tralasciando il lato esperienziale dell’affettività e dell’intimità.

La ricerca si è focalizzata sull’internalizzazione degli ideali corporei veicolati dai media, ovvero il livello con cui gli standard sociali di apparenza vengono incorporati nel proprio sistema di credenze. Secondo la letteratura, questa internalizzazione porterebbe a cambiamenti nell’atteggiamento verso la sessualità e nei comportamenti sessuali. Per quanto riguarda l’esposizione a contenuti sessualizzati, negli adolescenti possono innescarsi due distinti processi.

  • Auto-oggettificazione: vedere il proprio corpo dalla prospettiva di un osservatore esterno. L’auto-oggettificazione avviene quando gli individui applicano la prospettiva di un osservatore sul loro corpo. Gli individui auto-oggettivanti si vedono come oggetti considerati esclusivamente per il loro aspetto esteriore (per es. peso, forme) a scapito della competenza (ad es. livello di energia, resistenza). Inoltre, un concetto di sé oggettivato è caratterizzato dalla sorveglianza continua del corpo, cioè un monitoraggio incessante del proprio aspetto fisico. Questo processo è collegato ad alti livelli di comportamento sessuale, inclusi comportamenti a rischio come rapporti non voluti.
  • Consapevolezza corporea sessuale: preoccupazioni dell’apparenza del proprio corpo durante i rapporti sessuali. Il confrontarsi agli standard corporei irrealistici o molto difficilmente raggiungibili veicolati dai media incentiva alla sorveglianza del corpo, aumentando ansia e preoccupazioni con il risultato di sentirsi inibiti all’intimità sessuale a causa del gap tra realtà e standard mediatici. Questi timori di come bisognerebbe apparire per essere desiderabili sessualmente porterebbero gli adolescenti a evitare l’approccio sessuale.

Sebbene l’apporto dei media sia solamente uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo della sessualità negli adolescenti, è comunque molto provata l’influenza dei contenuti sessualizzati dei media. Non ci si può realisticamente aspettare che le strategie di marketing diventino improvvisamente responsabili, in quanto il loro fine non è il benessere della popolazione ma arrivare ai possibili compratori\utilizzatori in maniera precisa utilizzando qualsiasi mezzo lecito. È dunque necessario che vengano realizzati programmi all’interno delle scuole che aiutino gli adolescenti a prevenire l’internalizzazione degli ideali mediatici. Oltre al ruolo della scuola, quello che possono fare i genitori è discutere criticamente con i propri figli dei contenuti e dei messaggi che vengono proposti nei media: le ricerche hanno già dimostrato numerose volte che la mediazione genitoriale ha una forte influenza sugli effetti dei media sul comportamento sessuale dei più giovani.

Benino Argentieri

Riferimenti:

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