Oltre le “fasi”: ripensare il lutto attraverso corpo e relazione

Oltre le “fasi”: ripensare il lutto attraverso corpo e relazione

Quando un legame profondo si spezza, che si tratti della morte di una persona cara, della perdita di un figlio o di un animale domestico, o della fine di un matrimonio, il mondo va bruscamente in frantumi. Per decenni la cultura psicologica ha offerto una risposta rigida: l’attraversamento obbligato di “fasi” sequenziali. La pratica clinica e la ricerca più recente ci dicono oggi che questa visione è una gabbia fuorviante.

La fluidità dell’oscillazione

Il dolore non è una scalinata da salire, ma un’oscillazione continua tra due poli biologicamente necessari:

  • L’orientamento alla perdita: il momento in cui il sistema nervoso richiede l’attraversamento del vuoto, della nostalgia e del pianto.
  • L’orientamento alla ricostruzione: il momento in cui la mente stacca la spina, permettendo all’organismo di riprendere fiato attraverso le incombenze quotidiane e la routine.

Alternare questi stati non significa “tornare indietro”, ma dare al proprio organismo il tempo di digerire l’impossibilità di ricongiungersi con ciò che è stato perduto.

La biologia del lutto e il ruolo del corpo

Il lutto non risiede solo nei pensieri: si iscrive direttamente nelle viscere e nel sistema nervoso.

  • La neurocezione in allarme: Perdendo la principale fonte di co-regolazione (la capacità di calmarsi attraverso il contatto con l’altro), il sistema nervoso interpreta l’assenza come una minaccia vitale, scatenando l’iperattivazione simpatica o il collasso dorso-vagale.
  • L’anestesia emotiva (numbing): Per proteggere la mente da un dolore intollerabile, l’organismo può attivare un distacco difensivo, facendoci muovere come dietro a un vetro. Riconoscere questa anestesia come una risposta di sopravvivenza — e non come freddezza o distacco intenzionale — è il primo passo per non colpevolizzarsi.

Dalla sopravvivenza alla trasformazione del legame

Curare una perdita non significa dimenticare o recidere i ponti, ma trasformare la relazione, spostandola dalla presenza fisica alla presenza interiore. Attraverso l’ascolto del corpo, l’uso consapevole del respiro per stimolare il freno vagale e strumenti pratici come la Connection Box, è possibile ricreare una base di sicurezza interna.

Il dolore della perdita ci attraversa, ma la guarigione passa attraverso l’accettazione flessibile del presente, permettendo al legame di evolvere e di restituire, un passo alla volta, significato e luce alla vita.

Riferimenti bibliografici

  • American Psychiatric Association. (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision (DSM-5-TR). Washington, DC: APA.
  • Boelen, P. A., van den Hout, M. A., & van den Bout, J. (2006). A cognitive-behavioral conceptualization of complicated grief. Clinical Psychology: Science and Practice, 13(2), 109-128.
  • Bonanno, G. A., Wortman, C. B., Lehman, D. R., et al. (2002). Resilience to loss and chronic grief: A prospective study from preloss to 18-months postloss. Journal of Personality and Social Psychology, 83(5), 1150-1164.
  • Bowlby, J. (1980). Attachment and Loss: Vol. 3. Loss: Sadness and Depression. London: Hogarth Press.
  • Carmassi, C., Shear, M. K., et al. (2023). Lutto: dalla reazione fisiologica al disturbo da lutto prolungato. Rivista di Psichiatria, 58(4), 154-159.
  • Komischke-Konnerup, K. B., Zachariae, R., Boelen, P. A., et al. (2024). Grief-focused cognitive behavioral therapies for prolonged grief symptoms: A systematic review and meta-analysis. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 92(4), 236-248.
  • Montano, A., & Iadeluca, V. (2023). La Teoria Polivagale in pratica. Wired to connect: un programma teorico-esperienziale per gruppi. Trento: Edizioni Centro Studi Erickson.
  • Onofri, A., & Dantonio, T. (2012). La terapia del lutto complicato: interventi preventivi, psicoeducazione, prospettiva cognitivo-evoluzionista, approccio EMDR. Milano: Franco Angeli.
  • Perdighe, C., & Mancini, F. (2010). Il lutto. Dai miti agli interventi di facilitazione dell’accettazione. Psicobiettivo, 30, 127-147.
  • Shapiro, F. (2001). Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR): Basic Principles, Protocols, and Procedures, 2nd Edition. New York: Guilford Press.
  • Stroebe, M., & Schut, H. (1999). The dual process model of coping with bereavement: Rationale and description. Death Studies, 23(3), 197-224.
  • Van der Kolk, B. (2015). Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Wray, A., Pickwell-Smith, B., Greenley, S., et al. (2022). Parental death: a systematic review of support experiences and needs of children and parent survivors. BMJ Supportive & Palliative Care, 0, 1-12.

Autore/i dell’articolo

Torna su
Cerca
Your Cart

Il tuo carrello è vuoto.