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Le origini storiche del body scan meditation

Le origini storiche del body scan meditation

Photo by Life of Pix on Pexels

Per gli appassionati di mindfulness potrebbe essere interessante conoscere l’origine del body scan meditation, pratica di consapevolezza utilizzata nel protocollo per la riduzione dello stress (MBSR) ideato da John Kabat-Zinn.

Il body scan è l’esplorazione guidata e sequenziale delle parti anatomiche del corpo che inizia dall’alluce sinistro, culmina con la testa e con l’attenzione che include l’intero corpo. Si pratica da sdraiati e ha l’obiettivo di promuovere un atteggiamento di attenzione curiosa e non giudicante delle sensazioni corporee.

Rispetto a come ha sviluppato il body scan, Kabat-Zinn (1990) riferisce di essere stato influenzato da Robert Hover (1920-2008), un ingegnere aerospaziale che diventò insegnante di meditazione della tradizione di U Ba Khin.

In occasione di un ritiro condotto da Hover, Kabat-zinn racconta di aver sperimentato, durante le molte ore di pratica in cui si impegnava a rimanere immobile, un dolore molto intenso ma allo stesso qualcosa che non aveva mai sperimentato prima che descrisse come un’esperienza di accoglimento e spaziosità delle sensazioni dolorose provenienti dal corpo (Analayo, 2020).

In relazione a quest’esperienza, comprese che praticare la consapevolezza delle sensazioni del corpo avrebbe prodotto benefici in chi soffre di dolori cronici e invalidanti.

L’idea iniziale di proporre il body scan, e il successivo sviluppo dell’MBSR, avvenne nel contesto di un ritiro di due settimane, di tradizione Vipassanā, presso l’Insight Meditation Society di Barre (Massachusetts).

Kabat-Zinn racconta di aver avuto un insight: “mentre ero seduto nella mia stanza un pomeriggio durante il decimo giorno di ritiro, ho avuto una visione durata forse 10 secondi”. Quel momento rappresentò l’inizio di tutto perché in quei 10 secondi, da straordinario visionario, egli percepì l’enorme potenziale trasformativo di una pratica di meditazione sul corpo e le sue implicazioni a lungo termine.

Grazie a quell’insight decise di portare avanti l’idea geniale di rendere la meditazione qualcosa di praticabile da qualsiasi persona.

Sviluppò il protocollo MBSR, che prevede al primo incontro proprio il body scan, fornendo, in modo rivoluzionario, una concreta possibilità di sollievo dalla sofferenza per tutti quei pazienti dell’ospedale presso il quale lavorava.

Ebbe ragione perché oggi sono tantissime le persone che praticano la meditazione appresa nei gruppi MBSR in tutto il mondo, traendone numerosi benefici.

 

Riferimenti

  • Bhikkhu Anālayo (2020), Buddhist Antecedents to the Body Scan Meditation. Mindfulness 11:194–202. Springer Nature

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Daria D’Alia
Psicologa - Psicoterapeuta Docente Istituo A.T. Beck di Roma e Caserta. Ha lavorato per 15 anni nei Servizi Psichiatrici del Lazio. Specializzata nei Disturbi dell’Alimentazione e nelle terapie Mindfulness-Based. Conduce gruppi di Mindful Eating e DBT (Dialectical behavior therapy).  
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