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Le ossessioni sessuali nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Le ossessioni sessuali nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Img: Photo by Johannes Plenio on Pexels

Introduzione

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione diffusa (2-3% della popolazione generale) di natura cronica, che si caratterizza per la presenza di due elementi: le ossessioni e le compulsioni.

Le ossessioni si configurano come intrusive e arrivano all’improvviso, senza che la persona lo desideri; spesso comportano vissuti di intensa ansia, rabbia o frustrazione, ma anche vergogna e colpa. Si possono manifestare nella forma di pensieri, immagini o impulsi, ed è molto difficile distrarsi da esse: la tendenza è quella di ricomparire continuamente, indipendentemente da quanto la persona cerchi di ignorarle, sopprimerle o combatterle.

Le compulsioni sono definite come comportamenti (incluse le azioni mentali) che l’individuo mette in pratica per contrastare le ossessioni, e i vissuti emotivi che ne derivano; a differenza di queste ultime, le compulsioni sono volontarie, per cui la persona sceglie attivamente di realizzarle, e possono poi assumere un carattere di automatismo. Inoltre, questi comportamenti e azioni devono essere svolte sempre allo stesso modo, secondo schemi precisi, assumendo le caratteristiche di veri e propri rituali, che se non svolti nel modo corretto perdono l’efficacia percepita da chi le mette in atto. A lungo andare le compulsioni vengono percepite dal soggetto come delle costrizioni da cui è impossibile liberarsi, e si ha la sensazione di non riuscire più a controllare il proprio comportamento.

Le ossessioni a tematica sessuale

Il DOC di tipo sessuale include la comparsa di pensieri e/o immagini intrusivi a carattere sessuale non volute dal soggetto, che possono comprendere tematiche quali abuso infantile, attività sessuali con persone della famiglia, paura di avere un determinato orientamento sessuale (il paziente può avere il timore di essere omosessuale o di essere considerato tale dagli altri), attività sessuali inappropriate (per esempio con bambini o animali) o comportamenti di aggressione sessuale. Questo tipo di ossessioni appaiono da sole (si definiscono “autogene”), e sono percepite come estremamente disturbanti per contenuto e pervasività, fino a essere considerate pericolose: spesso, infatti, c’è la paura del significato di queste ossessioni, delle loro implicazioni a livello del comportamento e delle conseguenze morali che possono derivarne. Anche in questo caso, il paziente cerca di tenere a bada i pensieri e le immagini indesiderate attraverso compulsioni o azioni mentali, di cui alcuni esempi sono: controllare il proprio livello di eccitazione (es., tenendosi a distanza da altre persone), e mettere in atto azioni mentali specifiche, come pregare (Kuty-Pachecka, 2021). La prevalenza delle ossessioni sessuali nel DOC è stimata tra il 20 e il 30%; in alcuni casi sono state identificate anche nei bambini, e in altri si è vista una correlazione con passate esperienze di molestie sessuali. Un’ultima considerazione è di fondamentale importanza: i pensieri intrusivi a carattere sessuale sono molto comuni, e interessano circa l’80-93% della popolazione generale; i contenuti, inoltre, risultano molto simili a quelli delle ossessioni. Ciò che è significativo, dunque, non è tanto la presenza di pensieri e/o immagini intrusivi a carattere sessuale, quanto l’importanza e il significato che viene dato loro dalla persona che li sperimenta (Salkovskis, 2007).

Come distinguere le ossessioni dal desiderio sessuale

Uno dei primi fattori da considerare è che le ossessioni sessuali sono estremamente sgradevoli per la persona, e non rappresentano sue fantasie o desideri dal punto di vista sessuale, e i comportamenti messi in atto in seguito non hanno lo scopo di ricercare il piacere, ma di alleviare l’ansia. Quest’ultima, e in generale lo stress percepito dai pazienti, non derivano soltanto dalla paura delle conseguenze legali e/o morali (come può avvenire nelle parafilie), ma anche dalla frustrazione connessa alla mancanza di senso logico delle ossessioni e al tempo che queste consumano. Nelle parafilie e nei comportamenti sessuali compulsivi, infine, le emozioni provate sono tendenzialmente piacevoli, e possono portare alla realizzazione del comportamento sessuale, mentre nel DOC ciò difficilmente avviene (Real et al., 2013).

Trattamento

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è quella che si è mostrata più efficace nel trattamento del DOC (Eddy et al., 2004), incluso quello a tematica sessuale. In particolare, una delle tecniche più utili sembra essere l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP), che mira a modificare la convinzione secondo cui svolgere le compulsioni impedirà a eventi catastrofici di accadere, riportando la concezione delle probabilità degli eventi in un range realistico. Pur essendo utilizzata anche per il DOC sessuale, questa tecnica da sola può rivelarsi non sufficiente, dato che questo particolare tipo di disturbo è caratterizzato da una maggiore presenza di ossessioni, rispetto alle compulsioni. Si è visto quindi che può essere utile considerare anche metodi basati sull’attenzione e l’accettazione, in aggiunta all’ERP (Berman, 2019).

 

 

Riferimenti

  • Berman N. (2019). Chase treating taboo or forbidden thoughts: Integrating mindfulness, acceptance, and emotion regulation into an exposure-based intervention. Journal of Cognitive Psychotherapy, 33(3):196–212.
  • Eddy, K.T., Dutra, B.R., Westen, D. (2004). A multidimensional meta-analysis of psychotherapy and pharmacotherapy for obsessive compulsive disorder. Clinical Psychology Review, 24(8): 1011–1030.
  • Kuty-Pachecka, M. (2021). Sexual obsessions in obsessive-compulsive disorder. Definitions, models and cognitive-behavioural therapy. Psychiatria Polska, 55(1): 39-52.
  • Real, E., Montejo, A., Alonso, P., Menchón, J.M. (2013) Sexuality and obsessive-compulsive disorder: The hidden affair. Neuropsychiatry, 3(1): 23–31.
  • Salkovskis, P.M. (2007). Psychological treatment of obsessive-compulsive disorder. Psychiatry, 6(6): 229–233.
  • https://www.istitutobeck.com/disturbo-ossessivo-compulsivo

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Roberta Bacchio - Psicologa, terapista specializzata nell’ambito dell’autismo, specializzanda in terapia cognitivo-comportamentale presso l’Istituto A.T. Beck.
Psicoterapeuta. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.
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