skip to Main Content

Obesità infantile! Papà, giochi con me? Gli effetti sull’obesità infantile

  • Pubblicato il:
Obesità infantile! Papà, giochi con me? Gli effetti sull'obesità infantile
Obesità infantile! Papà, giochi con me? Gli effetti sull'obesità infantile

Papà, giochi con me? Gli effetti sull’obesità infantile

L’obesità, anche nei bambini, si misura con l’indice di massa corporea (BMI). Il BMI è un indice che si calcola dividendo il proprio peso espresso in chilogrammi per la propria altezza espressa in metri, elevata al quadrato. Si definisce obesa una persona che ha un indice di massa corporea che supera il 95° percentile riferito al proprio genere di appartenenza, ovvero un individuo che ha un BMI superiore al 95% delle persone che hanno stesso genere e stessa età.

Un’obesità estrema si riferisce, invece, ad un indice di massa corporea che è superiore del 120% al 95° percentile (Krebs et al., 2007). Circa il 9% dei bambini americani tra i 2 e i 5 anni sono obesi e tale percentuale arriva fino al 18% nella fascia di età compresa tra i 6 e gli 11 anni (Skinner et al., 2016).

In Italia il 20,9 % dei bambini della fascia di età 7/9 anni è in sovrappeso, il 9,8% è in una condizione di obesità, circa il 25% non consuma né frutta né verdura quotidianamente.

Diversi studi condotti su bambini hanno suggerito che coloro che avevano un alto BMI erano a maggior rischio di avere elevata pressione sanguigna, ed elevata presenza di glucosio e lipidi nel sangue (Kelly et al., 2013). Inoltre, i bambini con obesità ed obesità estrema hanno una qualità della vita associata alla salute più bassa rispetto ai bambini normopeso (Modi et al., 2008). Anche il benessere psico-sociale viene colpito, in quanto i bambini obesi sono a maggior rischio di vittimizzazione da parte dei loro pari (Puhl et al., 2013).

Uno studio di Wong et al., (2017) ha mostrato che i padri che condividono molto tempo con i loro bambini, possono aiutarli a ridurre il rischio di obesità.

Lo studio ha esaminato quanto tempo i papà di circa 10.700 bambini nati nel 2001 partecipassero alle attività di parenting, come prendersi cura dei figli, preparare il pranzo, aiutarli a vestirsi, a fare il bagno, giocare con loro e quanto contribuissero alle decisioni legate alla loro nutrizione, salute e disciplina. Tali rilevazioni sono avvenute in due tempi diversi. La prima raccolta dati è stata effettuata quando i bambini avevano 2 anni, mentre la seconda è avvenuta due anni dopo. Tutti i papà dello studio vivevano a casa con i loro bambini insieme alla madre, ma non erano i caregiver primari. In media, infatti, i papà lavoravano circa 46 ore a settimana mentre le mamme appena 18 ore.

I risultati dello studio hanno evidenziato che i bambini avevano il 30% in meno di probabilità di diventare obesi all’età di 4 anni se i loro padri avevano aumentato il tempo trascorso con loro nei due anni successivi, rispetto ai bambini i cui padri non avevano aumentato il tempo passato insieme. I papà che avevano aumentato il tempo trascorso con i loro figli sono stati circa il 25%, mentre addirittura circa il 30-40% di loro aveva ridotto il tempo speso nello svolgere attività con i loro bambini. Sebbene tale studio mostri che il rischio di obesità infantile si riduce all’aumentare del tempo che i padri trascorrono con i loro figli, i suoi risultati non ci spiegano quali sono i processi alla base di tale relazione.

Una prima possibile spiegazione che tuttavia dovrebbe essere testata, potrebbe essere la seguente: quando i padri sono più coinvolti, e quindi entrambi i genitori si prendono cura dei bambini, la qualità del parenting miglioria, riducendo la probabilità di condotte alimentare poco salutari. Tra i limiti dello studio va, tuttavia evidenziato che i bambini coinvolti nella ricerca avevano tutti entrambi i genitori e quindi i risultati non sono generalizzabili ai bambini che vivono con uno solo dei genitori, o perché separati o perché orfani di madre o padre. Futuri studi dovrebbero, quindi, includere tipologie familiari più varie oltre che focalizzarsi sui processi alla base della relazione tra quantità/qualità della relazione padre-figli e obesità infantile.

Obesità infantile: Ti potrebbe anche interessare

Obesità infantile: Riferimenti

  • Kelly  AS, Barlow  SE, Rao  G,  et al; (2013). American Heart Association Atherosclerosis, Hypertension, and Obesity in the Young Committee of the Council on Cardiovascular Disease in the Young, Council on Nutrition, Physical Activity and Metabolism, and Council on Clinical Cardiology.  Severe obesity in children and adolescents: identification, associated health risks, and treatment approaches: a scientific statement from the American Heart Association.  Circulation, 128(15), 1689-1712.
  • Krebs  NF, Himes  JH, Jacobson  D, Nicklas  TA, Guilday  P, Styne  D.  (2007). Assessment of child and adolescent overweight and obesity.  Pediatrics, 120(suppl 4), S193-S228
  • Modi  AC, Loux  TJ, Bell  SK, Harmon  CM, Inge  TH, Zeller  MH. (2008). Weight-specific health-related quality of life in adolescents with extreme obesity.  Obesity (Silver Spring),16(10), 2266-2271.
  • Ogden, C. L., Carroll, M. D., Lawman, H. G., Fryar, C. D., Kruszon-Moran, D., Kit, B. K., & Flegal, K. M. (2016). Trends in obesity prevalence among children and adolescents in the United States, 1988-1994 through 2013-2014. Jama315(21), 2292-2299.
  • Puhl  RM, Peterson  JL, Luedicke  J.  (2013). Weight-based victimization: bullying experiences of weight loss treatment-seeking youth.  Pediatrics, 131(1), e1-e9.
  • Skinner, A. C., Perrin, E. M., & Skelton, J. A. (2016). Prevalence of obesity and severe obesity in US children, 1999‐2014. Obesity24(5), 1116-1123.
  • Wong, M. S., Jones‐Smith, J. C., Colantuoni, E., Thorpe, R. J., Bleich, S. N., & Chan, K. S. (2017). The longitudinal association between early childhood obesity and fathers’ involvement in caregiving and decision-Making. Obesity.
Scarica i nostri opuscoli gratuiti
Opuscolo Parent and teacher training
Opuscolo Parent and teacher training
Opuscolo I disturbi d'ansia in età evolutiva
Opuscolo I disturbi d'ansia in età evolutiva
Back To Top