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Vivere con un partner depresso

partner depresso

Photo by Ben Blennerhassett on Unsplash

Ogni giorno ognuno di noi interagisce con numerose persone: sconosciuti, amici, familiari e colleghi. Li vediamo di sfuggita perché, noi come loro, andiamo sempre di fretta, facendo mille peripezie per far quadrare i soldi arrivare a fine mese. Non sempre siamo consapevoli di come stiamo e di cosa stanno provando gli altri…

LA RICERCA

Una ricerca inglese del 2014 (Adult Psychiatric Morbodity Survey, Stansfeld et al.), afferma che a circa il 3,3% degli adulti potrebbe essere diagnosticata una forma di depressione e che un terzo di questi non arriverà mai all’attenzione degli specialisti. Questo dato indicherebbe che molte delle persone che incontriamo ogni giorno potrebbe combattere una battaglia senza cercare o ricevere un aiuto.

Le conseguenze sono tante. Sul sistema sanitario nazionale ad esempio, dove queste persone convergono per tutta una serie di complicazioni fisiche e psicologiche dovute al mancato trattamento. Sul luogo di lavoro i costi in termini di sofferenza individuale sono elevati (assenze, riduzione della performance, ecc.).

Quali sono gli effetti sulla famiglia e sul partner di una persona depressa ?

Gonzalez (2010) parla della depressione come di una “malattia della famiglia”, espressione che sottolinea il profondo impatto che questo disturbo ha sulle persone che vivono assieme a chi è depresso.

Una recensione meta-etnografica più recente (Priestley & McPherson, 2016) ha esaminato gli studi sulle esperienze di vita con una persona depressa: di questi, solo tre si sono focalizzati sulla relazione tra partner!

Eppure è molto importante studiare la dinamica di coppia in quanto la relazione viene intensamente influenzata da uno stato di malessere, di rassegnazione, mancanza di motivazione e di desiderio presente nel partner depresso.

Si assiste ad un circolo vizioso in cui la depressione nella coppia è significativamente associata a stress nella relazione e, viceversa, lo stress di coppia può portare a depressione.

In una situazione tale, il peso di cui il partner non depresso fa esperienza può generare atteggiamenti negativi verso il partner depresso, con il rischio di sviluppare, esacerbare o far ritornare lo stato depressivo.

Priestley (et al., 2018), ha voluto approfondire gli aspetti critici della coppia: in particolare, l’esperienza di chi ha un partner con depressione cronica da almeno due anni, anche senza diagnosi ufficiale. Le coppie nello studio vivevano una relazione stabile della durata di almeno tre anni e rispondevano ad un’intervista semistrutturata che conteneva alcune macroaree: depressione del partner, cambiamenti nella relazione, pressione esperita a causa dello stato del partner, gestione di questa pressione, supporto esterno (se presente).

Lo studio evidenziò alcuni aspetti che avevano implicazioni importanti per il partner, la famiglia e il terapeuta, ovvero: l’importanza della diagnosi, della conferma da parte di uno specialista della presenza di depressione e della consapevolezza da parte del paziente che poteva iniziare a lavorare sul suo malessere in maniera strutturata.

Il sistema famiglia e quello coppia in cui è presente un partner depresso presentano aspetti differenti. Mentre i genitori, i figli o i fratelli di un adulto con depressione hanno maggiori possibilità di avere del tempo libero lontano dal paziente (ad esempio l’impegno a scuola o al lavoro) permettendo comunque ai membri di allontanarsi da casa e dividere le incombenze; la promessa di sostegno “in salute e in malattia” potrebbe non far sentire il partner libero di fare altrettanto.

Alcune famiglie non riescono a raccontare agli amici quello che accade al loro interno. Il rischio, qui, è ridurre i propri contatti sociali per paura del rifiuto, sentendosi quindi soli e isolati, non riuscendo poi a ricevere supporto dall’esterno se non in fasi molto avanzate della malattia, occasione in cui riescono anche a recuperare amicizie perse.

Nella coppia, in cui c’è una situazione di squilibrio tra sostegno ricevuto e donato,invece, il partner del paziente depresso potrebbe provare emozioni negative come il risentimento, con numerosi rischi sia per il partner (sviluppo di sintomi depressivi o depressione) che per la relazione (per esempio, la rottura).

Infine, i partner di una persona depressa riportano di sentirsi esclusi dagli specialisti nel percorso terapeutico, come se i professionisti della salute mentale non riconoscessero il significativo impatto della vita vivendo con una persona con depressione.

CONCLUSIONI

Tutti questi dati sottolineano la necessità di accostare al trattamento cognitivo-comportamentale per la depressione, una terapia di coppia. Questa, offrendo un supporto sia nella fase acuta della malattia che nei periodi di remissione, può sostenere la coppia nella trasformazione del circolo vizioso del risentimento e della rabbia della relazione al circolo virtuoso della consapevolezza necessario ad innescare il cambiamento tra i due. Il partner non depresso riceverebbe, in tal modo, al pari del partner depresso, il necessario sostegno e supporto.

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