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Perdonare il partner: istruzioni per l’uso. Una nuova ricerca mostra i passaggi emotivi necessari per ottenere il vero perdono.

Perdonare il partner

Photo by Pablo Heimplatz on Unsplash

Introduzione

Tu il tuo lui e lo sfondo di un tramonto. Mano nella mano a progettare un futuro insieme. Ormai sono passati mesi e anni dal quel primo incontro. Ti mostri senza trucco, manifesti tutte le sfumature del tuo carattere, parti belle e parti brutte: c’è fiducia tra voi, c’è un patto di complicità e rispetto, tu inizi le frasi e lui le finisce. Tutto perfetto.

Poi un giorno, uno dei tanti ti confidi con lui. Riporti una informazione che riguarda una tua amica, di lei e del suo fidanzato. Ovviamente sai che lui non lo riferirà a nessuno ma lo puntualizzi lo stesso. Passano i giorni e anche i mesi fino al momento in cui la tua amica ti chiama e ti dice: “l’avevo detto solo a te, come hai potuto”!

Ecco che, come un boomerang, ripercorri il momento in cui ti sei confidata con lui. Ti ricordi i suoi occhi, il suo abbraccio. Ti fidavi di lui e delle sue parole. Come ha potuto, il tuo partner, essere così distratto da lasciarsi scappare un’informazione cosi importante con i suoi amici non ascoltando il tuo bisogno di privacy e venendo meno alla parola data?

È naturale fidarsi di una persona con cui abbiamo uno rapporto stretto. Questa è la persona che conosce i nostri segreti, sporchi e non, perché abbiamo costruito un legame solido attraverso la condivisione e il supporto reciproco. Ripensando ai dettagli di quella infelice rivelazione, il tuo sgomento nel tuo partner e i tuoi sentimenti di dispiacere non fanno che peggiorare. Ripeti l’evento più e più volte nella tua mente, e nulla sembra essere in grado di fermare la ruminazione, non importa quanto sforzo mentale fai per allontanarlo dai tuoi pensieri. Ora che il legame è compromesso, il presente difficile e il futuro sfumato….come è possibile recuperare il rapporto? E’ possibile il perdono?

La ricerca

Secondo uno studio recentemente pubblicato dagli autori britannici Saima Noreen e Malcolm MacLeod (2020), della De Montfort University e dell’Università di Stirling, è quello sforzo indotto per dimenticare che rende il perdono sempre meno realizzabile.

Notando il cosiddetto aspetto “ironico” della memoria, Noreen e MacLeod sostengono che più si cerca di dimenticare qualcosa, più diventa difficile. Nelle loro parole, l’esistenza di tali effetti ironici nella memoria suggerisce che tutti i nostri sforzi per dimenticare i ricordi indesiderati possono quindi “scivolare su un terreno roccioso” (p. 1). Se riuscissimo a uscire da questa trappola, la memoria potrebbe svanire, e, saremmo pronti a intravedere la tua strada per il perdono.

Cosa ci permetterebbe, in questo caso, di “dimenticare” di “perdonare”?

Dal punto di vista teorico noto come “Teoria Costruttiva“, è la creazione della distanza psicologica che può fornire la chiave per superare l’effetto memoria ironico.

Una volta che la trasgressione viene riposta sempre più lontano nello specchietto retrovisore, non dovremmo più cercare di spingerla fuori dalla nostra memoria. Tuttavia, c’è un problema: avviare il ciclo del perdono è l’unico modo per guadagnare quella distanza psicologica. Il perdono dovrebbe, secondo questo ragionamento, rendere l’oblio molto più facile.

Come possiamo, allora, attivare l’interruttore del perdono, quello che offuscherà i nostri ricordi?

Per rispondere a questa domanda, lo studio Noreen e MacLeod ha testato un modello per scoprire se potevano indurre sperimentalmente la distanza psicologica tramite diversi tipi di istruzioni di perdono. Il loro campione online di partecipanti adulti ha letto scenari in cui si sono immaginati nell’ ipotetica situazione di scoprire il partner che ha una relazione.

In una condizione di manipolazione sperimentale del perdono, gli autori britannici hanno incaricato i loro partecipanti di impegnarsi nel compito apparentemente impossibile di provare empatia verso il partner ribelle. Un secondo studio prevedeva, infine, che i partecipanti immaginassero di essere empatici dopo un’effettiva trasgressione in cui erano il bersaglio dell’offesa dell’altra persona.

La domanda era se, dopo essere stati incoraggiati a usare l’empatia, i partecipanti potessero iniziare a guadagnare una distanza psicologica, misurata dall’ melemento “Se l’offesa ti è accaduta, quanto percepisci che è avvenuta nel tempo?” l’elemento potrebbe variare da una scala da 1 (sembra ieri) a 10 (sembra molto tempo fa).

Risultati

I risultati hanno supportato le previsioni della teoria costruttiva. I partner istruiti a impegnarsi nel perdono emotivo hanno trovato più facile dimenticare quando la loro distanza psicologica aumentava. Nelle parole degli autori, una volta messe in moto le ruote del perdono emotivo, seguiva un “circolo virtuoso” che promuoveva un perdono ulteriore e più profondo. Alla fine, i fatti problematici si perdevano .

In un altro aspetto dello studio, Noreen e MacLeod hanno notato che non è sufficiente impegnarsi in un semplice “perdono decisionale“, dove si continuava a nutrire rancore ma si decideva di non cercare vendetta. Si può, infatti mantenere una relazione con il trasgressore, ma non si sperimenterà un ripristino della fiducia. Questo tipo di perdono potrebbe essere sufficiente per permetterci di andare d’accordo con un collega o un parente che ci ha fatto un torto, ma non funzionerà necessariamente con il nostro partner.

Conclusioni

I risultati di questo studio complesso e affascinante suggeriscono che il vero perdono implica una variante della massima “perdona e dimentica”. 

Il percorso verso il vero perdono è “perdonare, dimenticare e poi perdonare ancora un pò ‘”. 

Dovremmo esercitare uno sforzo mentale maggiore per avviare il processo nonostante quella che per noi è stata un’esperienza dolorosa. La realizzazione di relazioni strette può richiedere la volontà occasionale di scavare più a fondo nelle nostre riserve di empatia, ma una volta fatto, sarà molto più facile ripristinare l’armonia emotiva.

“Perdona gli altri, non perché loro meritano il perdono ma perché tu meriti la pace” Buddha.

Riferimenti

  • Susan Krauss Whitbourne September 19 , 2020, “What Would It Take for You to Forgive Your Partner? New research shows the emotional steps needed to achieve true forgiveness.” www.psychologytoday.com
  • Noreen, S., & MacLeod, M. D. (2020, September 3). Moving On or Deciding to Let Go? A Pathway Exploring the Relationship between Emotional and Decisional Forgiveness and Intentional Forgetting. Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition. Advance online publication. http://dx.doi.org/10.1037/xlm0000948

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