Le preoccupazioni sull’insonnia mantengono e alimentano il disturbo

Le preoccupazioni sull’insonnia mantengono e alimentano il disturbo

Le preoccupazioni sull’insonnia

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I pensieri disfunzionali sul sonno

Sono molti i fattori che contribuiscono allo sviluppo dell’insonnia: genetici, fisiologici e psicologici (Tang et al., 2023). Anche i fattori di mantenimento dell’insonnia sono numerosi, e tra questi si rintracciano le credenze negative sul proprio sonno e sulle conseguenze legate al non riuscire a dormire.

Le persone che soffrono d’insonnia sviluppano delle convinzioni che, nel tempo, peggiorano notevolmente i sintomi. Si tratta di credenze e pensieri rigidi, catastrofici e considerati come veri e certi.

È stato rilevato (Cha et al., 2024) che i pensieri disfunzionali maggiormente associati a punteggi più marcati d’insonnia sono quelli legati alle conseguenze negative (p.e., “l’insonnia sta rovinando la mia vita”), alla perdita di abilità (p.e., “ho perso la capacità di addormentarmi”),  all’imprevedibilità (p.e., “non posso prevedere come e se dormirò”). Quindi, più in generale, i pensieri che tipicamente mantengono e peggiorano i sintomi d’insonnia sono quelli di preoccupazione sul proprio sonno e sull’impossibilità di modificarlo.

Dati sperimentali hanno mostrato che i pensieri disfunzionali sul sonno non si presentano solo negli adulti ma anche nei bambini (Schneider et al., 2019).

La TCC-I

La TCC-I (Terapia Cognitivo-Comportamentale per l’Insonnia) è un intervento di rinomata efficacia per il trattamento dei sintomi d’insonnia. Questo protocollo prevede delle tecniche comportamentali (tecniche di rilassamento, restrizione del sonno, controllo degli stimoli) e cognitive (psicoeducazione, ristrutturazione cognitiva).

Nel protocollo sono previste delle tecniche specifiche che hanno l’obiettivo di individuare e mettere in discussione i pensieri disfunzionali, dal momento che ristrutturare questi pensieri aiuta a interrompere il circolo vizioso dell’insonnia. Il cambiamento delle convinzioni sull’assenza di sonno determina spesso un abbassamento dell’ansia e della paura legate all’insonnia.

Riferimenti bibliografici

  • Cha, E. J., Hong, S., Kim, S., Chung, S., & Jeon, H. J. (2024). Contribution of dysfunctional sleep-related cognitions on insomnia severity: a network perspective. Journal of Clinical Sleep Medicine, jcsm-11006.
  • Schneider, M. N., Kovas, Y., & Gregory, A. M. (2019). Dysfunctional beliefs about sleep and insomnia symptoms in early adulthood: A twin and sibling study. Journal of Sleep Research, 28(4), e12834.
  • Tang, N. K. Y.,  Saconi, B.,  Jansson-Fröjmark, M.,  Ong, J. C., &  Carney, C. E. (2023).  Cognitive factors and processes in models of insomnia: A systematic review. Journal of Sleep Research, 32(6), e13923.

Autore/i dell’articolo

Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).
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