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Relazione tra disturbo borderline di personalità, disturbo post traumatico e ruminazione

processi cognitivi maladattivi

Photo by Jonatán Becerra on Unsplash

Il disturbo borderline di personalità (BPD) è caratterizzato da relazioni interpersonali problematiche, instabilità affettiva, impulsività pervasiva e comportamenti ricorrenti auto-lesivi di diverso tipo. La disregolazione emotiva è spesso indicata come la caratteristica principale del BPD, derivante da una vulnerabilità biologica che interagisce con un ambiente invalidante, stressante o traumatico. La rilevanza del trauma per la psicopatogenesi del BPD è suggerita da un ampio corpus di studi che sottolinea come una percentuale significativa di soggetti affetti da BPD riportano una storia di trauma infantile o di episodi altamente stressanti, perpetuati durante l’intera durata della vita (Zanarini et al., 2017). Oltre a fornire informazioni sul costrutto borderline, l’associazione con il trauma ha anche spinto ad esplorare la relazione tra sintomi tipici del disturbo post-traumatico ed il BPD. Alcuni autori hanno sottolineato come, anche il PTSD parziale o sottosoglia dovrebbe destare attenzione, perchè può associarsi ai sintomi dell’umore. Infatti, recenti ricerche hanno fatto luce sul ruolo potenziale della ruminazione nel BPD. ​​La ruminazione è un sintomo cognitivo che è in grado di mantenere, esacerbare e prevedere i sintomi depressivi. Inoltre, in risposta a eventi negativi della vita, la ruminazione sembra aumentare il rischio di sperimentare episodi depressivi ed è positivamente correlato alla lunghezza e alla gravità di un episodio depressivo.

Nonostante la ruminazione di solito sia associata a stati depressivi, la ricerca su questo argomento ha recentemente incontrato una varietà di condizioni cliniche come il disturbo borderline di personalità. Pazienti con BPD e disturbo depressivo maggiore hanno livelli più elevati di ruminazione depressiva rispetto a quelli con la sola diagnosi di depressione. Molte ricerche stanno mostrando l’importanza della ruminazione nello sviluppo di sintomi psicopatologici dopo l’esposizione a traumi, sollevando la questione della complessa relazione tra spettro dell’umore, ruminazione e sintomi post-traumatici in pazienti affetti da BPD. Sulla base di questo scenario, lo studio di Dell’Osso e colleghi (2019) aveva l’obiettivo di valutare la relazione tra sintomi di PTSD, ruminazione e sintomi dello spettro dell’umore in un campione di pazienti con BPD, con e senza disturbi dell’umore, cercando di determinare quale di queste dimensioni sia maggiormente associata alla diagnosi (Meaney., 2016). I risultati hanno mostrato che i pazienti con BPD hanno livelli di ruminazione più alti e che essa è ancora più intensa in presenza di un disturbo dell’umore. Come previsto, i pazienti con BPD, sia con che senza una depressione in comorbilità, hanno mostrato un numero maggiore di sintomi di PTSD.

Da una parte, i risultati di Dell’Osso e colleghi (2019) suggeriscono il ruolo putativo della ruminazione nella psicopatologia della BPD, mentre dall’altra confermano e rafforzano la relazione tra sintomi correlati al trauma e BPD oltre all’effetto dei sintomi dello spettro dell’umore. Anche se non sono incluse tra le caratteristiche definitive del BPD, le esperienze traumatiche, specialmente se prolungate o incorse nella prima fase della vita, si ritiene che giochino un ruolo significativo nello sviluppo della personalità borderline. Nell’ultimo decennio, infatti, è stato persino discusso se il disturbo borderline di personalità debba essere aggiunto allo spettro dei disturbi correlati al trauma, poiché l’entità clinica emergente chiamata PTSD Complex assomiglia molto ad un quadro clinico borderline, condividendone alcuni sintomi. Il PTSD Complex, in effetti, è caratterizzato dalla maggior parte dei sintomi principali del PTSD, insieme ad alcuni sintomi simili alla BPD, come la disregolazione affettiva, le credenze disgregate su sè stessi, il sentirsi privi di valore, difficoltà nello sviluppare relazioni e frequenti emozioni di colpa, vergogna o fallimento. Queste evidenze stimolano l’ipotesi che il BPD possa effettivamente derivare da un processo post-traumatico sviluppato su una vulnerabilità temperamentale, almeno in quei casi che riportano una storia di esposizione traumatica.

È interessante notare che molti studi indicano che la disfunzione emotiva nei pazienti con BPD può dipendere da un’ampia gamma di processi cognitivi maladattivi, tra cui la ruminazione. Il modello emozionale a cascata della BPD, ad esempio, propone che l’affetto negativo nei pazienti con BPD sia un fattore scatenante della ruminazione, che a sua volta intensifica l’affetto, inducendo un circolo vizioso che culmina in comportamenti disregolati che rappresentano un tentativo di distrarre l’attenzione dal negativo affetto (Selby et al., 2008). La ruminazione inasprisce i sintomi del BPD come comportamenti disregolati, autolesionismo e alimentazione incontrollata. Inoltre la ruminazione del paziente con BDP ha temi specifici, relativi agli aspetti interpersonali sfociando spesso in rabbia o in azioni che danneggiando le relazioni.

Queste evidenze confermano ulteriormente che la ruminazione ed il PTSD potrebbero avere un ruolo nella psicopatologia del BPD e possono suggerire piani di trattamento molto più sofisticati allo scopo di rendere giustizia alla complessità della patologia borderline.

 

Riferimenti

  • Dell’Osso, L., Cremone, M., Carpita, B., Dell’Oste, V., Muti, D., Massimetti, G., Barlati, S., Vita, A., Fagiolini, A., Carmassi, C., Gesi, C. (2019). Rumination, posttraumatic stress disorder, and mood symptoms in borderline personality disorder. Neuropsychiatric Disease and Treatment :15 1231–1238
  • Meaney R, Hasking P, Reupert A. Prevalence of borderline personality disorder in university samples: systematic review, meta-analysis and meta-regression. PLoS One. 2016;11(5):e0155439.
  • Selby EA, Anestis MD, Joiner TE Jr. Understanding the relationship between emotional and behavioral dysregulation: emotional cascades. Behav Res Ther. 2008;46(5):593–611
  • Zanarini MC, Temes CM, Ivey AM, et al. The 10-year course of adult aggression toward others in patients with borderline personality disorder and axis II comparison subjects. Psychiatry Res. 2017;252:134–13

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Virginia Valentino

Psicoterapeuta. Tratta disturbi d’ansia, depressione, disturbi sessuali e disturbi della personalità applicando la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e si occupa di neuropsicologia dell’adulto, occupandosi di valutazione e riabilitazione cognitiva in pazienti con malattie neurodegenerative.È autrice di lavori divulgativi di carattere scientifico su riviste nazionali ed internazionali su temi riguardanti la neuropsicologia e la psicologia clinica.


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