Il protocollo ACT per le persone con disturbo da ansia di malattia

Il protocollo ACT per le persone con disturbo da ansia di malattia

protocollo ACT per le persone con disturbo da ansia di malattia

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Cos’è il disturbo da ansia di malattia?

Il disturbo da ansia di malattia è caratterizzato dalla presenza di ansia e preoccupazioni eccessive a causa di pensieri ossessivi e intrusivi di avere una malattia. È un disturbo molto diffuso (Weck et al., 2014) e tende a persistere nonostante la presenza di rassicurazioni da parte dei medici o dall’esclusione oggettiva di malattia. Le persone che ne sono affette spesso spendono tempo, energie e risorse economiche per effettuare esami e consulti con gli esperti della salute. In alcuni casi, invece, si assiste all’evitamento di ciò che potrebbe confermare la presenza di una malattia.

L’ACT per trattare l’ansia di malattia

Tra i trattamenti psicologici esistenti uno dei più studiati e di rinomata efficacia è la Terapia Cognitivo Comportamentale (Axelsson & Hedman-Lagerlof, 2019). Negli ultimi anni, inoltre, sta crescendo l’interesse verso il protocollo ACT (Acceptance and Commitment Therapy), che è un approccio TCC basato sull’accettazione (Hayes, 2016). L’ACT considera pensieri, emozioni e sensazioni fisiche come degli eventi che non sono direttamente sotto il nostro controllo, quindi gli interventi di trattamento sono volti a cambiare la relazione con tali esperienze interne. Facendo riferimento agli elementi specifici dell’ansia da malattia, l’ACT non si focalizza sui contenuti delle ruminazioni ossessive o sulle interpretazioni catastrofiche delle sensazioni fisiche, mira invece al cambiamento della risposta comportamentale ai pensieri e alle sensazioni fisiche legati alla salute. L’ACT è finalizzata ad aumentare quella che viene definita “flessibilità psicologica”, che rappresenta una risposta alternativa caratterizzata da azioni basate sui valori e da consapevolezza/accettazione di pensieri, emozioni e sensazioni spiacevoli del momento presente.

Gli studi clinici

Parecchi studi hanno suggerito che la flessibilità psicologica (che l’ACT aiuta a sviluppare e potenziare) possa rappresentare un elemento cruciale per la riduzione dei sintomi di persone con ansia per la salute (p.e., Eilenberg et al., 2017).

L’obiettivo dello studio di Frydendal e collaboratori (2023) è stato quello di valutare l’effetto dei cambiamenti nella flessibilità psicologica e nella non-reattività consapevole in persone che avevano partecipato via internet a un gruppo ACT per l’ansia sulla salute. I risultati hanno mostrato che i miglioramenti in queste due misure erano maggiori nel gruppo ACT rispetto al gruppo che aveva semplicemente partecipato a un forum online, e che il trattamento ACT avevano ridotto in maniera significativa i sintomi del disturbo. Inoltre, è stato riscontrato che sia la non-reattività che la flessibilità psicologica rappresentano dei mediatori degli effetti del trattamento ACT per l’ansia di malattia.

Riferimenti bibliografici

  • Axelsson, E. & Hedman-Lagerlof, E. (2019). Cognitive behavior therapy for health anxiety: Systematic review and meta-analysis of clinical efficacy and health economic outcomes. Expert Review of Pharmacoeconomics & Outcomes Research, 19(6): 663-676.
  • Eilenberg, T., Hoffmann, D., Jensen, J.S. & Frostholm, L. (2017). Intervening variables in group-based acceptance & commitment therapy for severe health anxiety. Behaviour Research and Therapy, 92: 24-31.
  • Frydendal, D.H., Rask, C.U., Jensen, J.S., Wellnitz, K.B. & Frostholm, L. (2023). Mindful non-reactivity and psychological flexibility mediate the effect of internet-delivered acceptance and commitment therapy for health anxiety. Journal of Contextual Behavioral Science, 28: 71-78.
  • Hayes, S.C. (2016). Acceptance and commitment therapy, relational frame theory, and the third wave of behavioral and cognitive therapies – republished article. Behavior Therapy, 47(6): 869-885.
  • Weck, F., Richtberg, S. & Neng, J.M. (2014). Epidemiology of hypochondriasis and health anxiety: Comparison of different diagnostic criteria. Current Psychiatry Reviews, 10(1): 14-23.

Autore/i dell’articolo

Cristina Marzano
Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).

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