Psicosi sintetiche e psicosi endogene, come riconoscerle

Psicosi sintetiche e psicosi endogene, come riconoscerle

Psicosi sintetiche e psicosi endogene

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Attualmente circa il 50% dei pazienti che si rivolgono ai servizi di salute mentale presenta manifestazioni psichiatriche indotte dall’uso di nuove tipologie di stupefacenti; tale fenomeno riguarda soprattutto i più giovani. I quadri patologici che derivano dall’utilizzo di queste sostanze psicoattive, sembrano essere meno severi delle psicosi connesse a disturbi psichiatrici puri (psicosi endogene), pertanto è utile comprenderne le differenze per pianificare il trattamento più adatto al caso.

Differenze tra psicosi sintetiche e psicosi schizofreniche

Molto spesso le psicosi indotte dalle nuove sostanze stupefacenti (psicosi sintetiche) vengono confuse con quelle di tipo endogeno e l’impiego di antipsicotici tradizionali rischia di offuscare ulteriormente l’eziopatogenesi tossica del sintomo.

I pazienti con psicosi causata da sostanze chimiche, in realtà, pur andando incontro ad una significativa alterazione dell’esame di realtà, sono in grado di analizzare i propri sentimenti e se trattati nella maniera adeguata, hanno una prognosi migliore rispetto ai pazienti schizofrenici.

La psicosi da uso di stupefacenti, a differenza di quella endogena, si manifesta con esperienze di tipo sensoriale, il soggetto resta un osservatore partecipe dei propri sintomi, mantiene una discreta autonomia, un comportamento adeguato, le allucinazioni si presentano in modo particolarmente vivido, sotto forma di stimoli visivi, aspetto tipico dei quadri patologici organici.

La psicosi classica, invece, si palesa attraverso disturbi del pensiero, preoccupazioni orientate al proprio mondo interiore, disorganizzazione delle funzioni cognitive e del comportamento, fusione totale con l’esperienza delirante e allucinazioni uditive.

Conclusioni

Da alcuni anni, soprattutto tra i pazienti più giovani, sta emergendo una nuova tipologia di disturbo mentale, quello causato dall’uso di sostanze chimiche, si parla pertanto di psicosi sintetiche, molto più simili alle patologie di origine organica. È importante che il personale sanitario sia preparato a riconoscere i segni tipici delle psicosi indotte da sostanze stupefacenti, per poter così offrire al paziente il trattamento adeguato alla sua condizione.

Riferimenti

  • Vento A. E, Ducci G. (2022). Manuale pratico per il trattamento dei disturbi psichici indotti da uso di sostanze. Giovanni Fioriti Editore.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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