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Psicoterapia e spiritualità: Mindfulness, preghiera e benessere psicologico

Psicoterapia e spiritualità

Photo by Orkhan Farmanli on Unspalsh

Il presente è un’esperienza che trascende il tempo e lo spazio ed è connotata, non di rado, da un senso di sacralità – N. Papachristou e C. Pensa

Quale relazione intercorre tra spiritualità e psicoterapia?

Quando parliamo di spiritualità e psicoterapia non si può non citare il contributo di Carl Gustav Jung che ha esplorato in modo approfondito la relazione esistente tra psicoterapia e spiritualità considerandole entrambe aspetti fondamentali del processo che conduce all’individuazione.

In tempi moderni la relazione tra psicoterapia e spiritualità è testimoniata da incontri tra leader spirituali e psicoterapeuti: il padre della terapia cognitiva Aaron T. Beck ha più volte incontrato il Dalai Lama, autorità religiosa, leader politico e spirituale del popolo tibetano, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale. Le loro conversazioni documentate sui social includono un confronto sulle rispettive visioni della mente umana e sui modi di gestione della sofferenza mentale.

Da una prospettiva ampia ciò che accomuna la psicoterapia e la spiritualità è il loro interesse per l’esperienza umana e per il prendersi cura della sofferenza alimentando un percorso di crescita e di ricerca interiore.

La spiritualità si configura come un modo d’essere che si distacca dalla materialità e tende ad esplorare un livello dell’esistenza che porti armonia ed equilibrio tra corpo, mente e spirito. Può includere il trascendente o il divino (Dio, Brahma, Allah ecc.) declinato in varie religioni ma può esistere una spiritualità sganciata dalla religione che crede nell’amore, nella cura di sé, delle persone, degli animali e del pianeta, nell’armonia e nella cooperazione e nel rendersi utili alla comunità.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si muove in modo scientifico attraverso il ricorso a tecniche di comprovata validità. In ambito clinico il terapeuta può suggerire la preghiera come tecnica utile alla persona per autoregolarsi. Porges (2014), sostiene che la preghiera, insieme alla meditazione e al canto, sono vie d’accesso alla trasformazione delle vie vagali che supportano il benessere, la crescita e la riparazione.

Nel social skills training della DBT (Dialectical Behavior Therapy) la preghiera è utilizzata come tecnica per tollerare la sofferenza e sopravvivere ai momenti di crisi. La Linehan (2015) descrive l’essenza della preghiera come completa apertura al momento presente.

La mindfulness largamente utilizzata in psicoterapia, che deriva dal Buddhismo Theravada, utilizza come strumento principale la meditazione, una tecnica che ha lo scopo di ampliare la consapevolezza e che è simile a preghiere contemplative come la preghiera centrica cristiana, il rosario, lo shema ebraico, la pratica islamica del sufi e il raya yoga indiano.

La mindfulness da una prospettiva spirituale è stata inserita da Marsha Linehan nell’ultima revisione del suo manuale di skills training. La psicologa statunitense spiega che l’introduzione di questa nuova parte ha lo scopo di aiutare le persone che coltivano una dimensione spirituale o un interesse per la spiritualità a innestare saldamente la pratica della mindfulness nell’insieme delle loro pratiche spirituali. Gli obiettivi a cui tende la mindfulness da una prospettiva spirituale sono: fare esperienza della realtà così com’è, conoscere uno spazio interiore sul quale far affidamento, diventare consapevoli di una connessione profonda con l’intero universo, crescere in saggezza, fare esperienza di libertà lasciando andare l’attaccamento a desideri, bisogni ed emozioni intense, accettare radicalmente la realtà così com’è, aumentare l’amore e la connessione verso sé stessi e gli altri.

Il tema del benessere spirituale è stato l’oggetto di una ricerca del 2018 (Kristeller & Jordan) nell’ambito del training MB-EAT (Mindfulness based-Eating Awareness Training), volta ad indagare il ruolo della mindfulness nel coltivare la saggezza e la spiritualità.

I risultati di questo studio indicano che le pratiche di mindfulness conducono ad un coinvolgimento spirituale significativo che a sua volta ha un impatto sulla capacità delle persone di migliorare e mantenere il proprio autocontrollo.

Coltivare la spiritualità vuol dire avere uno strumento in più per accrescere il benessere mentale.

 

Riferimenti

  • Kristeller J.L. and Jordan K.D. (2018) Mindful Eating: Connecting With the Wise Self, the Spiritual Self. Frontiers in Psychology.
  • Linehan M. (2015). DBT Skills training Manuale. Raffaello Cortina Editore.
  • Porges S.W. (2014). La terapia polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione. Giovanni Fioriti Editore.
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