Quando la scuola cambia volto

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Quando la scuola cambia volto: accompagnare la crescita tra timori e speranza
L’ingresso in un nuovo ciclo scolastico, dalla primaria alla secondaria, o dal biennio al triennio delle superiori, è un momento che segna un vero passaggio di crescita. Non si tratta soltanto di libri diversi o orari più lunghi: è un’esperienza che tocca la sfera emotiva, sociale e identitaria di bambini e ragazzi.
La ricerca evidenzia come la transizione da un ciclo all’altro sia percepita tra gli eventi più stressanti dell’età evolutiva. Gli studenti si trovano ad affrontare paure legate all’accettazione da parte del nuovo gruppo, alla perdita dei vecchi amici o alla necessità di costruire legami da zero. Lange e colleghi (2024) hanno osservato che la transizione dalla primaria alla secondaria comporta un forte carico emotivo, proprio perché coinvolge la necessità di ridefinire il proprio posto nella rete sociale.
Il benessere psicologico in questa fase dipende molto dal senso di appartenenza. Sentirsi accolti, riconosciuti nei propri punti di forza e valorizzati nella nuova classe sostiene la motivazione e il rendimento. Quando ciò non accade, il rischio è di sperimentare cali di autostima, disimpegno scolastico e un aumento del senso di solitudine. Borman et al. (2019) hanno mostrato che le preoccupazioni relative al “non sentirsi a casa” nella nuova scuola possono incidere sul coinvolgimento accademico e sul benessere generale.
Oltre alle sfide relazionali, c’è anche il fronte organizzativo. Un nuovo ciclo implica aspettative più alte: maggior autonomia, compiti complessi, valutazioni più strutturate. Evans e colleghi (2018), in uno studio longitudinale, hanno rilevato che le preoccupazioni legate a questi cambiamenti sono correlate a livelli più alti di ansia negli studenti di 11-13 anni. Allo stesso tempo, il cambiamento rappresenta anche un terreno fertile per la crescita: i ragazzi imparano a organizzarsi, a gestire la responsabilità, a esplorare nuovi interessi e a costruire un’identità più definita. In questo scenario emergono anche differenze di genere. Diversi studi segnalano che le ragazze tendono a manifestare più spesso ansia anticipatoria e preoccupazione per la performance scolastica, mentre i ragazzi esprimono il disagio in modo esternalizzante, attraverso oppositività, distrazione o calo di impegno (Rice et al., 2015). Ciò significa che i segnali da osservare non sono sempre gli stessi: nelle ragazze possono comparire silenzi, somatizzazioni o un eccesso di perfezionismo; nei ragazzi, comportamenti impulsivi, rifiuto delle regole o disinteresse. In entrambi i casi, dietro modalità diverse, c’è il bisogno comune di sentirsi sostenuti nell’affrontare un passaggio che mette alla prova.
Alcuni segnali precoci meritano attenzione: lamentele fisiche frequenti senza causa medica, rifiuto di andare a scuola, pianti o irritabilità al mattino, calo improvviso del rendimento, isolamento dai compagni o perdita di interesse per attività prima gradite. Demkowicz et al. (2023) hanno evidenziato che, secondo i ragazzi stessi, il sentirsi esclusi o non ascoltati è uno dei fattori che più alimenta il malessere nelle transizioni scolastiche. Intervenire precocemente significa aprire spazi di dialogo, normalizzare le emozioni (“è normale sentirsi agitati all’inizio”) e offrire strumenti concreti: routine rassicuranti, supporto organizzativo, occasioni per socializzare nel nuovo contesto. Il coinvolgimento degli insegnanti è decisivo, perché il sostegno percepito dagli adulti di riferimento riduce drasticamente l’ansia e favorisce un senso di appartenenza. Quando il disagio persiste o si intensifica, è importante coinvolgere figure professionali – psicologi scolastici o consulenti esterni – così da costruire percorsi di supporto mirato.
Il primo giorno nel nuovo ciclo scolastico può sembrare una montagna da scalare: nuovi spazi, nuovi compagni, nuove regole. Ma se adulti e ragazzi lo affrontano insieme, con attenzione ai segnali di fatica e riconoscendo le diverse modalità con cui il disagio può manifestarsi, quel passaggio si trasforma da ostacolo a opportunità. È proprio in queste soglie che bambini e adolescenti imparano a fidarsi di sé stessi, a scoprire di poter affrontare l’ignoto e a costruire passo dopo passo la propria resilienza.
Riferimenti
- Borman, G. D., Grigg, J., Rozek, C., & Hanselman, P. (2019). Reappraising academic and social adversity improves belonging and well-being during middle school transition. Journal of Educational Psychology, 111(5), 787–805.
- Demkowicz, O., Hanley, T., Ashworth, E., O’Neill, C., Pert, K., & Stapley, E. (2023). “It’s scary starting a new school”: Children and young people’s perceptions of what supports wellbeing during educational transitions. British Journal of Educational Psychology, 93(3), 1041–1060.
- Evans, D., Borriello, G. A., & Field, A. P. (2018). A review of the academic and psychological impact of school transition. Frontiers in Psychology, 9,
- Lange, A. M. C., et al. (2024). Supporting children transitioning to secondary school. Educational Psychology.
- Rice, F., Frederickson, N., & Seymour, J. (2015). Assessing pupil concerns about transition to secondary school. British Journal of Educational Psychology, 85(2), 318–333.
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