Quando per la donna arriva “l’ora X”

Quando per la donna arriva “l’ora X”

Ora X

Photo by Eder Pozo Pérez on Unsplash

Quando per la donna arriva “l’ora X”: le difficoltà emotive e sociali della menopausa

Introduzione

La menopausa rappresenta, nella vita della maggior parte delle donne, l’inizio di un periodo critico, non soltanto a causa dei sintomi che l’accompagnano: prime tra tutti le ben tristemente note vampate, ma anche irregolarità mestruali – che culminano poi nella scomparsa definitiva delle mestruazioni – disturbi del sonno, aumento di peso e umore volubile, cui contribuisce anche il calo del livello di estrogeni, con tendenza all’irritabilità, all’ansia e alla tristezza. Infatti, in culture “giovanicentriche” come la nostra, che strenuamente nega anziché accettare l’invecchiamento, la perdita della fertilità e, insieme, della prestanza fisica rischia di determinare nella donna una crisi d’identità e un drastico abbassamento dell’autostima: persino la sexy, sicura e dirompente Samantha Jones di Sex And The City, alle prese con le prime avvisaglie della menopausa, perde la consueta verve e diventa dipendente da cosmetici e pillole ormonali.

Menopausa tra lavoro…

Le possibili implicazioni negative della menopausa non riguardano solo il corpo e l’immagine di sé: secondo uno studio inglese, condotto su 2.000 donne di età compresa tra i 45 e i 67 anni, una donna su quattro che presenta i sintomi della menopausa è insoddisfatta del proprio lavoro a causa della mancanza di supporto e comprensione da parte del management e quasi una su cinque sta valutando di lasciarlo per questo motivo[1]. Introducendo, ad esempio, il lavoro flessibile e misure di sostegno medico-psicologico si potrebbe evitare che le donne più anziane siano costrette a rinunciare a lavorare a causa dell’impatto dei già citati sintomi sulla propria routine quotidiana, la produttività e le relazioni interpersonali… come è accaduto per alcune, in precedenza, dopo aver avuto dei figli.

…e legami sociali

Perdere il lavoro certo non gioverebbe: tralasciando le cause più ovvie – ovvero il venir meno della fonte di reddito e le aumentate difficoltà del ricollocarsi nel mondo del lavoro in età matura – tornare precarie o ritrovarsi disoccupate in menopausa potrebbe significare anche isolamento sociale, soprattutto laddove i figli, se presenti, ormai grandi e indipendenti, sono già usciti di casa e hanno costruito un proprio nucleo familiare. E, secondo una recente ricerca condotta da alcuni ricercatori dell’Università della California, sperimentare alti livelli di isolamento sociale e solitudine in post-menopausa[2] aumenta le probabilità di soffrire di malattie cardiache.

Come sopravvivere alla menopausa

Oltre alla possibilità di avvalersi, dietro consiglio medico, della Terapia Ormonale Sostitutiva per limitare il disagio dei sintomi vasomotori, gli approcci rivelatisi più efficaci nel trattamento non ormonale dei sintomi della menopausa sono la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) e quelli di riduzione dello stress basati sulla Mindfulness. Restano poi valide le raccomandazioni ad adottare uno stile alimentare sano e consapevole e a fare regolarmente attività fisica: praticare yoga o camminare, ad esempio, non richiede un grande sforzo fisico. Ci si può, inoltre, informare presso le associazioni presenti nel proprio territorio di riferimento sull’esistenza di gruppi d’incontro per donne in pre-menopausa e menopausa.

 

Riferimenti sito-bibliografici

  • Golaszewski NM, LaCroix AZ, Godino JG, et al. Evaluation of Social Isolation, Loneliness, and Cardiovascular Disease Among Older Women in the US. JAMA Netw Open. 2022;5(2):e2146461. doi:10.1001/jamanetworkopen.2021.46461.
  • Montano A., Vitali S. (2019) Tutto quello che vorresti sapere sulla menopausa. Strategie psicologiche per affrontarne sintomi e difficoltà, Erickson Ed., Trento. https://www.erickson.it/it/tutto-quello-che-vorresti-sapere-sulla-menopausa.
  • Salzillo, P.L., Binetti, A., Salzillo, M.E., & Cobellis, L. (2010). Menopausa: ruolo del ginecologo e dello psicologo nei casi di “umore nero”. Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia, 27: 237-241.

[1] Per saperne di più sullo studio, commissionato da commissionato da Koru Kids: https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-01-17/menopause-strains-u-k-workforce-with-women-planning-to-quit.

[2] Durante questo periodo, molti dei sintomi sperimentati prima della menopausa diminuiscono gradualmente ma, a causa di diversi fattori tra cui un livello più basso di estrogeni, le donne sono maggiormente a rischio di una serie di condizioni di salute, come l’osteoporosi e le malattie cardiache.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Roberta Borzì
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR. Socio AIAMC (Associazione Italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva.) e membro ISST (International Society of Schema Therapy).

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