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Le regole della pennichella ideale per i ragazzi

Regole della pennichella

La commistione in ricerca è spesso portatrice di risultati molto utili, come lo sono i confronti tra culture diverse. È stato il caso di alcuni ricercatori cinesi all’University of Delaware, negli Stati Uniti (Ji X., Li J. & Liu J., 2018). Il gruppo di scienziati ha voluto approfondire un argomento molto interessante, quello della pennichella negli adolescenti. I motivi che hanno spinto a questa scelta sono essenzialmente due: il sonnellino pomeridiano non è stato sufficientemente esplorato in questa fascia d’età come lo è stato finora negli adulti; le notevoli differenze tra gli usi nordamericani e quelli cinesi.

Il sonno monofasico è quello che avviene una volta al giorno, solitamente durante la notte. Nella cultura occidentale, è un segno di maturazione cerebrale: infatti, assistiamo al sonno polifasico nel neonato e quello bifasico nel bambino, per poi arrivare a un sonno continuo da sera a mattina nell’adulto.
In Cina, al contrario, è normale assopirsi dopo il pranzo, tanto che sia i luoghi di lavoro che le scuole avvantaggiano questa usanza e i bambini sono incoraggiati a mantenere questa abitudine.

Anche in altre parti del mondo è comune fare un breve riposo dopo il pranzo. Famosa è la siesta, diffusa in Spagna e nell’America Latina (ma anche nell’Italia meridionale), dovuta alla normale sonnolenza postprandiale e al fatto che, per un lungo periodo durante l’anno, le temperature pomeridiane sono talmente alte da rendere difficoltosa qualsiasi attività, soprattutto all’aperto. La parola “siesta” proviene dal latino “hora sexta”, ovvero “ora sesta” corrispondente al mezzogiorno di oggi. La siesta è comunque meno diffusa durante il periodo invernale, anche per la minore quantità delle ore di luce durante il giorno.

Quello dell’adolescenza è un periodo in cui viene richiesto molto ai ragazzi dal punto di vista cognitivo, soprattutto a scuola e negli altri luoghi dell’istruzione. Per diverse ragioni, il ritmo circadiano di questa età si sposta avanti di due ore: i ragazzi vanno a letto più tardi e, allo stesso tempo, devono alzarsi presto per andare a scuola e questo significa che potrebbero avere una deprivazione di sonno cronica. Quali sono i rischi? Difficoltà nelle funzioni neurocognitive, nella memoria e nell’abilità di ragionamento.

La ricerca di Ji e colleghi ha coinvolto 363 adolescenti della città cinese di Jintan ai quali è stato chiesto di compilare alcuni questionari su qualità e durata sia del sonno notturno che di quello pomeridiano. Inoltre sono stati raccolti i dati sulle funzioni neurocognitive.

Dallo studio è emerso che:
coloro che dormono di pomeriggio dalle 5 alle 7 volte alla settimana hanno migliori livelli di attenzione, abilità di ragionamento non verbale e memoria spaziale;
la durata ideale del sonnellino pomeridiano è tra i 30 e i 60 minuti, tempo che è correlato con migliore attenzione e tempi di reazione più brevi. Dormire più di un’ora interferirebbe con il naturale ritmo circadiano;
sarebbe meglio non dormire dopo le 4 p.m.;
dormire di pomeriggio sarebbe correlato con una maggiore qualità del sonno notturno.

Quest’ultimo punto, in particolare, sembra in contraddizione con altre ricerche precedenti svolte negli Stati Uniti. Per i ricercatori, ciò potrebbe essere spiegato col fatto che i nordamericani utilizzano il sonno pomeridiano per recuperare quello perso durante la notte.

 

Riferimenti:

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