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Sotto due arcobaleni: i più recenti aggiornamenti sulla relazione tra autismo e identità di genere

Relazione tra autismo e identità di genere.

Photo by David Brooke Martin on Unsplash

Glossario

Sesso biologico: determinato da elementi genetici, ormonali e anatomici; il sesso biologico viene distinto in maschio, femmina e intersex (quest’ultimo termine si riferisce a condizioni in cui non è possibile definire l’appartenenza esclusiva al sesso maschile o femminile)

Identità di genere: senso di appartenenza al genere maschile o femminile, o di non appartenenza a nessuno di essi, con identificazione nel genere non binario

Cisgender: persona in cui il sesso biologico e l’identità di genere coincidono

Transgender: persona in cui sesso biologico e identità di genere non coincidono, che può scegliere di intraprendere un percorso di transizione (sociale, ormonale, chirurgica o una combinazione di esse)

Introduzione

Data la mancanza di dati significativi rispetto al legame tra autismo, o tratti autistici, e identità di genere, Warrier e collaboratori (2020) hanno realizzato uno studio con lo scopo di verificare se le persone transgender e con diversità di genere mostrino realmente una maggiore incidenza di diagnosi di autismo, rispetto a individui cisgender.

Le stime più recenti indicano che l’autismo è presente nell’1-2% della popolazione generale, tenendo conto, però, delle differenze che si riscontrano, ad esempio, a seconda del Paese e dell’età al momento della diagnosi. Mentre sono stati realizzati numerosi studi sull’incidenza dei tratti autistici in maschi e femmine (sappiamo infatti che la proporzione è di 4:1), non si hanno dati utili sull’incidenza dei disturbi dello spettro autistico negli individui transgender e gender non conforming.

 

Lo studio

Warrier e colleghi hanno reclutato 641,860 partecipanti allo studio, e hanno richiesto loro di fornire informazioni su genere, presenza di diagnosi psichiatriche o del neurosviluppo inclusa quella di autismo, e sono stati rilevati dati rispetto alla presenza di tratti connessi all’autismo (in particolare, empatia, capacità di sistemizzare, sensibilità sensoriale). I dati raccolti sono stati poi analizzati rispetto all’identità di genere dei partecipanti. Ciò che è emerso è, innanzitutto, che gli individui transgender e con diversità di genere tendono ad avere, in media, un’incidenza più elevata di diagnosi di autismo (da 3 a 6 volte maggiore rispetto a individui cisgender) e altri disturbi del neurosviluppo e psichiatrici. Inoltre, sia le persone autistiche sia quelle neurotipiche che si identificavano come transgender o con diversità di genere hanno ottenuto punteggi più elevati rispetto alle misure auto-riportate di tratti autistici, sistematizzazione e sensibilità sensoriale, e hanno mostrato in media livelli inferiori di empatia. Infine, si è anche visto che i partecipanti trangender o con diversità di genere avevano maggiori probabilità di riportare il sospetto di avere un disturbo dello spettro autistico non diagnosticato.

Conclusioni

E’ molto importante leggere correttamente i risultati di questo studio: essere a conoscenza del fatto che le persone non cisgender possono presentare con maggiore probabilità una diagnosi di autismo o altri disturbi del neurosviluppo o psichiatrici non deve infatti portare a un’ulteriore discriminazione della categoria, ma ad una più spiccata sensibilità nell’intervento, sia medico sia psicoterapeutico. Questi dati, infatti, possono aprire la strada alla facilitazione dell’accesso ai servizi per le persone transgender e gender non conforming, e a cure adeguate che vadano incontro alle loro reali necessità.

Riferimenti

  • Warrier, V., Greenberg, D.M., Weir, E., Buckingham, C., Smith, P., Lai, M.-C., Allison, C., Baron-Cohen, S. (2020). Elevated rates of autism, other neurodevelopmental and psychiatric diagnoses, and autistic traits in transgender and gender-diverse individuals. Nature Communications, 11(1):3959. doi: 10.1038/s41467-020-17794-1.

 

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Roberta Bacchio - Psicologa, terapista specializzata nell’ambito dell’autismo, specializzanda in terapia cognitivo-comportamentale presso l’Istituto A.T. Beck.
Psicoterapeuta. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.
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