La relazione tra breve durata del sonno e rischio di suicidio

La relazione tra breve durata del sonno e rischio di suicidio

Relazione tra breve durata del sonno e rischio di suicidio
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I disturbi del sonno e il rischio di suicidio

Il rischio di suicidio è influenzato da un ampio range di fattori. La presenza di alterazioni del sonno rappresenta un marker predittivo del comportamento suicidario sia nella popolazione generale che nei pazienti affetti da diversi disturbi psichiatrici.

L’insonnia è uno dei disturbi del sonno maggiormente prevalenti ed è caratterizzata da difficoltà di addormentamento, incapacità di mantenere il sonno e/o risvegli anticipati al mattino. I pazienti affetti da insonnia riferiscono, inoltre, la presenza di un sonno non ristoratore.

Numerosi studi hanno rilevato che l’insonnia rappresenta un fattore di rischio indipendente per la suicidalità (p.e., Lin et al., 2018). L’insonnia, tuttavia, si presenta spesso in persone affette da disturbi psichiatrici come la depressione e l’ansia, e alcuni studi hanno mostrato che la relazione tra insonnia e suicidalità è mediata dalla presenza di disturbi psichiatrici (p.e., Nadorff et al., 2013).

La quantità di sonno

Lo studio di Karin e collaboratori (2021) ha cercato di chiarire la relazione tra insonnia e rischio di suicidio.  I risultati dello studio hanno mostrato che l’insonnia era associata al rischio di suicidio nel gruppo dei brevi dormitori, mentre non è stata rilevata alcuna associazione significativa nel gruppo costituito da persone che dormivano 7 ore o più a notte. La breve durata del sonno aumentava il rischio di suicidio, incidendo anche sull’aumento dei sintomi depressivi.

Conclusioni

Questi risultati sottolineano la necessità di valutare la presenza di insonnia o di alterazioni nella durata del sonno in fase di valutazione del rischio di suicidio. Risulta cruciale aumentare la comprensione dei fattori coinvolti nel comportamento suicidario al fine di effettuare una più accurata valutazione del rischio e per sviluppare delle migliori strategie di intervento. Studi aggiuntivi dovranno necessariamente chiarire la relazione esistente tra insonnia, durata del sonno e depressione, individuandone anche le basi fisiologiche sottostanti.

 

 

Riferimenti bibliografici

  • Karin H.A., Hossjer O., Bellocco R., Ye W., Trolle L.Y. & Akerstedt T. (2021). Insomnia in the context of short sleep increases suicide risk. Sleep, 44(4): 1-7.
  • Lin H.T., Lai C.H., Perng H.J., Chung C.H., Wang C.C., Chen W.L. & Chien W.C. et al. (2018). Insomnia as an independent predictor of suicide attempts: a nationwide population-based retrospective cohort study. BMC Psychiatry, 18(1): 117.
  • Nadorff M.R., Friske A., Sperry J.A., Petts R. & Gregg J.J. (2013). Insomnia symptoms, nightmares, and suicidal ideation in older adults. J Gerontol B Psychol Sci Soc Sci, 68(2): 145-152.

Autore/i dell’articolo

Cristina Marzano
Psicologa, Dottore di Ricerca (PhD) in Psicologia Cognitiva, Psicofisiologia e Personalità, e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. E’ docente interno dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Conduce gruppi di Dialectical Behavior Therapy (DBT). Le principali aree di interesse sono l’insonnia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi associati al Trauma. E’ iscritta all’Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED).

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