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Relazione tra medicina e perfezionismo

Relazione tra medicina e perfezionismo

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La cura di un paziente è una questione estremamente delicata. Come tutti gli esseri umani anche i medici posso avere delle difficoltà personali che inficiano nella loro attività. Tra i fattori da prendere in considerazione rientrano anche elementi psicologici ed emotivi che possono essere attivi nel clinico, il quale può essere meno efficiente nel suo lavoro. Infatti non solo può venir leso l’aspetto interpersonale e relazionale nella diade medico-assistito ma, addirittura, possono essere commessi dei veri e propri errori se, ad esempio, il medico è depresso oppure è in uno stato di forte ansia oppure è in burnout per sovraccarico lavorativo.

Gli studenti che studiano medicina già in una primissima fase di formazione possono risentire dell’impatto di un ambiente stressante tanto è vero che sono stati riscontrati livelli significativi di stress e depressione più alti rispetto ai livelli misurati in studenti di altre facoltà. Il 27% degli studenti di medicina, supera i tassi di depressione di altri studenti e della popolazione generale (Dyrbye et al., 2006). Inoltre sembra che un’elevata espressione di perfezionismo corrisponda a livelli più elevati di sintomi depressivi e ansia negli studenti di medicina. Una relazione tra i sintomi della depressione e il perfezionismo è stata identificata spesso. Certo, sappiamo ormai che, entro certi limiti, il perfezionismo correla con variabili positive come la coscienziosità, l’adattamento e gli standard personali elevati, un comportamento che non può essere considerato problematico o patologico di per sé ed è collegato ad una maggiore tendenza allo studio e alla preparazione personale.

Il concetto di perfezionismo si è evoluto come costrutto multidimensionale relativamente alle caratteristiche della personalità, riconoscendo la presenza di forme diverse del perfezionismo e delle loro relative conseguenze. Uno dei modelli più importanti ha permesso lo sviluppo della Scala del perfezionismo multidimensionale postulata da Frost e colleghi nel 1990. Essa individua costrutti ben precisi come gli standard personali, le capacità di organizzazione, la preoccupazione per errori, i dubbi sulle azioni e le aspettative di ricevere critiche da parte dei genitori. Un altro modello di perfezionismo appartiene a Hewitt e Flett (1991) e comprendente tre scale: perfezionismo auto-orientato, perfezionismo socialmente prescritto e perfezionismo orientato verso l’altro. Entrambi gli autori hanno definito il confine tra il perfezionismo sano e quello disfunzionale. Quest’ultimo correla con il nevroticismo e con l’insoddisfazione per il rendimento scolastico negli studenti di medicina i quali tendono a notare di più gli errori.

Visto che sia la depressione che il perfezionismo impattano sulla carriera universitaria e ha conseguenze importanti sulle carriere dei ragazzi che decidono di diventare medici, Bußenius e Harendza (2019) hanno tentato di valutare i punteggi dei candidati alla scuola di medicina per le due variabili, il perfezionismo e i sintomi della depressione, per chiarire se differenze in queste dimensioni correlano con l’ammissione al corso di formazione. I risultati hanno mostrato che gli studenti con alti punteggi di perfezionismo e depressione hanno avuto risultati peggiori ai test, si sentivano significativamente più colpiti dai sintomi depressivi nella vita quotidiana e affermavano che i sintomi depressivi rendevano molto difficile lavorare e andare d’accordo con altre persone.

Ciò è in linea con la letteratura che afferma che l’estroversione è associata a una migliore prestazioni in quanto è un tratto sociale necessario per far fronte alle esigenze dell’istruzione medica universitaria e, ancor di più, per quel che riguarda la gestione della carriera lavorativa, a stretto contatto con pazienti e familiari di pazienti.

Il perfezionismo disadattivo comprende le seguenti dimensioni: il perfezionismo socialmente prescritto (la convinzione che gli altri possano avere standard elevati su sé stessi), preoccupazione per gli errori e relative reazioni negative, dubbi su azioni (la convinzione che la prestazione non possa mai portare alla soddisfazione). Tutti questi aspetti impattano notevolmente sulla performance.

Pertanto, le scuole di medicina devono riconoscere l’aumento dei sintomi depressivi durante l’istruzione medica universitaria e promuovere la resilienza negli studenti che potrebbero essere raggiunti, ad esempio, offrendo programmi e corsi creativi sulla gestione di un ambiente stressante (Pathipati e Cassel , 2018) così come è necessario promuovere la relazione medico-paziente, l’auto-demarcazione e l’autoconsapevolezza allo scopo di mantenere una buona salute mentale di base ad una buona pratica medica.

Riferimenti

  • Bußenius, L., & Harendza, S. (2019). The relationship between perfectionism and symptoms of depression in medical school applicants. BMC medical education19(1), 1-8., S. (2019). The relationship between perfectionism and symptoms of depression in medical school applicants. BMC medical education19(1), 1-8.
  • Dyrbye LN, Thomas MR, Shanafelt TD. Systematic review of depression, anxiety, and other indicators of psychological distress among US and Canadian medical students. Acad Med. 2006;81(4):354–73.
  • Frost RO, Marten P, Lahart C, Rosenblate R. The dimensions of perfectionism. Cognit Ther Res. 1990;14(5):449–68
  • Hewitt PL, Flett GL. Perfectionism in the self and social contexts: conceptualization, assessment, and association with psychopathology. J Pers Soc Psychol. 1991;60(3):456–70
  • Pathipati AS, Cassel CK. Addressing student burnout: what medical schools can learn from business schools. Acad Med. 2018;93(11):1607–9.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Virginia Valentino

Psicoterapeuta. Tratta disturbi d’ansia, depressione, disturbi sessuali e disturbi della personalità applicando la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e si occupa di neuropsicologia dell’adulto, occupandosi di valutazione e riabilitazione cognitiva in pazienti con malattie neurodegenerative.È autrice di lavori divulgativi di carattere scientifico su riviste nazionali ed internazionali su temi riguardanti la neuropsicologia e la psicologia clinica.


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