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Esiste una relazione tra personalità e orientamento sessuale?

Relazione tra personalità e orientamento sessuale

Photo by Rebecca Diack on Pexels

Possiamo collegare la personalità di un individuo al suo orientamento sessuale? L’orientamento sessuale può essere associato con le differenze che si manifestano tra i vari elementi della teoria dei Big Five? Una nuova ricerca di Allen e Robson, pubblicata nel numero di ottobre 2020 del Journal of Sex Research, fornisce alcune risposte interessanti.

Introduzione

Secondo il modello di personalità dei Big Five, ognuno di noi possiede un certo grado di questi cinque tratti: gradevolezza, coscienziosità, estroversione (o introversione), nevroticismo e apertura all’esperienza.

Gli aggettivi seguenti descrivono le persone con questi tratti di personalità elevati:

Gradevole: socievole, cooperativo, comprensivo, fiducioso.

Coscienzioso: ordinato, autodisciplinato, rispettoso.

Estroverso: loquace, socievole, assertivo, energico.

Nevrotico: nervoso, lunatico, ansioso.

Aperto all’esperienza: curioso, di mentalità aperta, incline all’immaginazione e alla fantasia.

Gli individui con determinati tratti (o modelli di tratti) possono essere più attratti da occupazioni o ruoli sociali che enfatizzano quei tratti della personalità.

A titolo di esempio, una persona molto coscienziosa potrebbe essere attratta dalla medicina perché, rispetto alla media, è più probabile che senta sue caratteristiche come: senso del dovere, disciplina, e capacità di sostenere gravose responsabilità.

Allo stesso modo, una persona altamente estroversa potrebbe avere più successo come venditore perché i venditori di successo sanno utilizzare in modo strategico tutte le loro doti di persuasione (entusiasmo, carisma, furbizia).

La ricerca

Lo studio di Allen e Robson ha indagato la possibile relazione tra i tratti di personalità dei Big Five e l’orientamento sessuale degli individui attraverso due studi.

Nello Studio 1, i ricercatori hanno esplorato la relazione in un campione di australiani rappresentativo a livello nazionale: 13.351 individui (6.193 uomini; età media di 45 anni, range di 15-100 anni).

Circa il 93 % si è identificato come eterosessuale, l’1,4 % come gay/lesbica, l’1,3 % come bisessuale, lo 0,7 % come altro, lo 0,8 %o come incerto e il 2,3 % ha scelto di non rivelare la propria identità sessuale.

I partecipanti hanno poi completato, successivamente, una valutazione della personalità, che consisteva nel testare la descrittività di 28 aggettivi relativi ai tratti della personalità dei Big Five.

Per lo Studio 2, i ricercatori hanno condotto una meta-analisi e una revisione sistematica della personalità e dell’orientamento sessuale in 21 indagini: 377.951 individui; 47,4 % donne; l’età media di 30,4 anni.

Risultati

L’analisi dei dati ha rivelato differenze di personalità (dimensioni dell’effetto medio-piccole) tra i diversi orientamenti sessuali.

La più grande differenza tra individui omosessuali ed eterosessuali era nell’apertura all’esperienza, con gli omosessuali che erano più aperti all’esperienza rispetto agli eterosessuali, in media. I bisessuali tendevano a ottenere punteggi più alti sull’apertura rispetto agli individui sia omosessuali che eterosessuali, ma inferiori a questi gruppi sulla coscienziosità.

La moderazione sessuale è stata osservata anche per l’estroversione, la gradevolezza, la coscienziosità e il nevroticismo. In altre parole, le differenze di sesso (maschio vs. femmina) hanno influenzato la relazione tra orientamento sessuale e tratti della personalità, come descritto di seguito.

Estroversione: maggiore nelle donne lesbiche rispetto a quelle eterosessuali; nessuna differenza negli uomini.

Gradevolezza: inferiore nelle donne lesbiche rispetto a quelle eterosessuali; maggiore negli uomini gay rispetto agli eterosessuali.

Coscienziosità: inferiore nelle donne lesbiche rispetto a quelle eterosessuali; maggiore negli uomini gay rispetto agli eterosessuali.

Nevroticismo: nessuna differenza tra donne lesbiche ed eterosessuali; maggiore negli uomini gay rispetto agli eterosessuali.

Questi effetti di moderazione sessuale forniscono un certo supporto alla cosiddetta “ipotesi del cambiamento di genere”. Questa ipotesi suggerisce che le donne lesbiche hanno una maggiore probabilità di assomigliare al tipico uomo eterosessuale in termini di personalità, mentre i tratti della personalità degli uomini gay hanno una probabilità relativamente elevata di assomigliare a quelli della tipica donna eterosessuale.

Per essere chiari, anche se i tratti della personalità degli uomini gay e delle donne lesbiche indicano cambiamenti, secondo la teoria, non ne consegue che gli uomini gay siano solo “come le donne” e le donne lesbiche siano solo “come gli uomini”. In realtà, lesbiche e gay tendono a “segnare un punteggio intermedio tra uomini e donne eterosessuali su vari tratti della personalità”.

Conclusioni

Alla luce di questi risultati, i ricercatori si sono chiesti quali potessero essere i meccanismi responsabili del rapporto tra orientamento sessuale e personalità, e, hanno vagliato diverse possibili risposte.

Una possibilità era che vari fattori, come i geni, l’ambiente o la genitorialità, potevano influenzare sia la personalità che l’orientamento sessuale.

Una seconda era che l’orientamento sessuale potesse influenzare la personalità, almeno in una certa misura. Ma con quale modalità?

Essere una minoranza sessuale può determinare che la persona sperimenti lo stigma e la discriminazione sociale, e che oltretutto riceva risposte negative dalla propria famiglia.

Questi fattori potrebbero influenzare lo sviluppo e il comportamento della personalità dell’individuo di minoranza sessuale. Ad esempio, fin dalla tenera età, l’individuo potrebbe sentirsi obbligato a comportarsi secondo gli stereotipi gay (come una certa tendenza ad apparire in sembianze più femminili).

Oppure può sentirsi spinto a negare gli stereotipi e mettere in atto comportamenti più da “uomo virile”.

Una terza possibilità è che la personalità influenzi l’identità sessuale. Per capire come, dobbiamo fare riferimento alla visione basata sulla fase della formazione dell’identità sessuale, che suggerisce che lo sviluppo dell’identità sessuale è un processo riflessivo, che coinvolge l’autodefinizione, l’accettazione di sé e l’eventuale rivelazione o coming out.

L’apertura è importante in questo processo perché, come notano Robson e Allen, coloro che sono più aperti hanno “meno probabilità di essere scoraggiati dal tumulto emotivo che potrebbe portare alla preclusione dell’identità, prendendo un impegno senza una piena esplorazione”. E poiché l’apertura all’esperienza è influenzata dalle esperienze di vita, l’aumento dell’apertura potrebbe contribuire allo sviluppo dell’identità sessuale.

 

 

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