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Il ruolo della disregolazone emotiva intrapersonale e interpersonale nel disturbo borderline di personalità

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Il ruolo della disregolazone emotiva intrapersonale e interpersonale nel disturbo borderline di personalità
Il ruolo della disregolazone emotiva intrapersonale e interpersonale nel disturbo borderline di personalità

Il ruolo della disregolazone emotiva intrapersonale e interpersonale nel disturbo borderline di personalità

La regolazione emotiva è un’abilità fondamentale nello sviluppo della persona e nella relazione individuo-ambiente. Le reazioni agli eventi e le relazioni con gli altri richiedono infatti una costante regolazione dei propri vissuti emotivi e della loro espressione.

La regolazione emotiva può essere definita come un costrutto multidimensionale che riguarda la consapevolezza, la comprensione e l’accettazione delle proprie emozioni e, allo stesso tempo, coinvolge le abilità di controllare gli agiti impulsivi, di mettere in atto comportamenti efficaci anche quando vengono esperite emozioni dolorose, l’uso flessibile di strategie appropriate per modulare l’intensità e la durata delle risposte emotive e la disponibilità a provare emozioni indesiderate e spiacevoli quando impegnati nel raggiungimento di propri obiettivi (Gratz & Tull, 2010).

Una regolazione emotiva efficace permette quindi di rispondere flessibilmente alle perturbazioni ambientali e di gestire l’esperienza emozionale associata.

La difficoltà nel regolare le emozioni viene definita disregolazione emotiva. In letteratura è possibile rintracciare diverse definizioni di disregolazione emotiva, in base alla cornice teorica di riferimento e agli scopi degli autori.

In accordo con Linehan (2015), con questo termine possiamo riferirci alla “incapacità, anche quando impieghiamo il massimo impegno, di cambiare o regolare le informazioni, le esperienze, le azioni, le risposte verbali e non verbali legate alle emozioni”. La disregolazione emotiva è ormai considerato un importante costrutto transdiagnostico (Gratz et al., 2015), in quanto alla base di diversi comportamenti disfunzionali, quali l’aggressività auto e etero diretta, l’uso di sostanze, i comportamenti sessuali a rischio, e in quanto presente in differenti forme di psicopatologia.

Grazie ai report clinici e alla ricerca scientifica è stato possibile individuare diversi indicatori comportamentali ed emotivi che suggeriscono la presenza di disregolazione emotiva, tra cui un più alto livello base di attivazione emotiva, un’ipervigilanza a stimoli negativi, una bassa soglia per la messa in atto di risposte emotive, la presenza di emozioni dolorose più intense, rapidi cambiamenti di umore da positivo a negativo, difficoltà nell’esperire e descrivere le emozioni ed un’alta sensibilità all’ansia.

Numerosi studi hanno evidenziato la presenza di disregolazione emotiva nei Disturbi di Personalità, con un’attenzione particolare al Disturbo Borderline di Personalità (DBP), nel quale la disregolazione emotiva sembra svolgere un ruolo centrale sia nella genesi che nel mantenimento dei sintomi e delle difficoltà esperite.

E’ infatti ormai universalmente accettata una forte associazione tra DBP e disregolazione emotiva (Gratz, Moore, & Tull, 2016). Studi con la DERS, un questionario autosomministrato che valuta le difficoltà nella regolazione emotiva delle emozioni spiacevoli, hanno mostrato come nel DBP sia possibile individuare la presenza di difficoltà in tutte le abilità di regolazione emotiva.

I pazienti con DBP hanno infatti evidenziato una minore consapevolezza emotiva, difficoltà nel comprendere la qualità delle emozioni sperimentate, una maggiore non accettazione delle emozioni spiacevoli e la tendenza ad evitarle e sopprimerle, più grandi difficoltà nel controllare i comportamenti quando sottoposti a situazioni stressanti e meno disponibilità a provare emozioni sgradevoli quando impegnati a raggiungere degli obiettivi.

Studi psicofisiologici hanno inoltre mostrato la presenza di una più bassa variabilità della frequenza cardiaca (Austin, Riniolo, & Porges, 2007, Kuo & Linehan, 2009), un fattore associato a difficoltà nelle capacità di regolazione emotiva, e problemi nella modulazione dei livelli di attivazione fisiologica quando esposti a stimoli emotivi (Malhi et al., 2013).

Nonostante la dimensione interpersonale sia uno degli aspetti più compromessi nel DBP, le difficoltà di regolazione emotiva sono state studiate soprattutto in termini intrapersonali. Di conseguenza, allo stato attuale, si hanno poche informazioni sulla regolazione emotiva interpersonale e su quanto strategie relazionali specifiche vengano utilizzate con l’obiettivo di regolare i propri vissuti emotivi.

In accordo con questa esigenza, alcuni autori hanno proposto modelli comprensivi di regolazione emotiva interpersonale in cui l’interazione con l’altro viene vista come orientata alla regolazione degli stati emotivi. Ad esempio, alcuni autori hanno distinto due tipi di regolazione emotiva interpersonale, una intrinseca, in cui l’individuo cerca di regolare le proprie emozioni attraverso l’altro, e una estrinseca, in cui la persona cerca di regolare lo stato emotivo altrui (Zaki & Williams, 2013).  Altri autori hanno invece utilizzato teorie di derivazione sociale per spiegare la regolazione emotiva interpersonale, ipotizzando che l’essere umano utilizzi l’altro per regolare le proprie emozioni, conservare le proprie energie, proteggere se stesso e sopravvivere (Coan & Maresh, 2014).

Per quanto riguarda il DBP, Huges e colleghi (2012) hanno ipotizzato che il fallimento nello sviluppo della regolazione emotiva interpersonale durante l’infanzia possa contribuire allo strutturarsi del DBP attraverso l’iperinvestimento in strategie regolatorie intrapersonali e la mancanza di abilità di regolazione emotiva in generale. Nello specifico, gli autori hanno ipotizzato che l’uso eccessivo delle strategie intrapersonali, a discapito di quelle interpersonali, possa gravare sulle risorse richieste per la regolazione emotiva, aumentando il rischio di strategie regolatorie impulsive e disfunzionali e interferendo con il funzionamento interpersonale.

Porre attenzione alla disregolazione emotiva sembra dunque rappresentare un elemento centrale nella comprensione e nel trattamento del Disturbo Borderline di Personalità. Trattamenti specifici strutturati come la Dialectical Behavioral Therapy (DBT), nella quale la terapia individuale viene affiancata all’intervento in gruppo, sembrano quindi rappresentare delle modalità di intervento particolarmente efficaci per intervenire sulla sintomatologia e sulle difficoltà interpersonali tipiche del DBP. Allo stesso tempo lavorare con sedute individuali per aumentare la consapevolezza sull’origine dei propri stati emotivi dolorosi e dei propri cicli interpersonali tipici sembra rappresentare una necessaria integrazione per un intervento il più completo ed efficace possibile.

Filippo Perrini

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Referenze

  • Austin, M. A., Riniolo, T. C., & Porges, S. W. (2007). Borderline personality disorder and emotion regulation: Insights from the Polyvagal Theory. Brain and Cognition, 65, 69–76.
  • Coan, J. A., & Maresh, E. L. (2014). Social baseline theory and the social regulation of emotion. In J. Gross (Ed.), Handbook of emotion regulation (2nd ed., pp. 221–236). New York, NY: Guilford Press.
  • Gratz KL, Moore KE, Tull MT. The role of emotion dysregulation in the presence, associated difficulties, and treatment of borderline personality disorder. Personal Disord. 2016 Oct;7(4):344-353. Review.
  • Gratz, K. L., & Tull, M. T. (2010). Emotion regulation as a mechanism of change in acceptance-and mindfulness-based treatments. In R. A. Baer (Ed.), Assessing mindfulness and acceptance: Illuminating the processes of change (pp. 107–134). Oakland, CA: New Harbinger Publications.
  • Gratz, K. L., Weiss, N. H., & Tull, M. T. (2015). Examining emotion regulation as an outcome, mechanism, or target of psychological treatments. Current Opinion in Psychology, 3, 85–90.
  • Hughes, A. E., Crowell, S. E., Uyeji, L., & Coan, J. A. (2012). A developmental neuroscience of borderline pathology: Emotion dysregulation and social baseline theory. Journal of Abnormal Child Psychology, 40, 21–33.
  • Kuo, J. R., & Linehan, M. M. (2009). Disentangling emotion processes in borderline personality disorder: Physiological and self-reported assessment of biological vulnerability, baseline intensity, and reactivity to emotionally evocative stimuli. Journal of Abnormal Psychology, 118, 531–544.
  • Linehan, M. M. (2015). DBT® Skills Training. (L. Barone & C. Maffei, Eds.). R. Cortina.
  • Malhi, G. S., Tanious, M., Fritz, K., Coulston, C. M., Bargh, D. M., Phan, K. L., . . . Das, P. (2013). Differential engagement of the fronto-limbic network during emotion processing distinguishes bipolar and borderline personality disorder. Molecular Psychiatry, 18, 1247–1248.
  • Zaki, J., & Williams, W. C. (2013). Interpersonal emotion regulation. Emotion, 13, 803–810.
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