Schema Therapy e Dual Focus Schema Therapy per le tossicodipendenze

Schema Therapy e Dual Focus Schema Therapy per le tossicodipendenze

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Schema Therapy e la Dual Focus Schema Therapy come proposta di trattamento delle tossicodipendenze

La Schema Therapy (ST) dello psicologo statunitense Jeffrey Young (2007), è un trattamento che integra alcuni aspetti della terapia cognitivo comportamentale con quelli della Teoria dell’Attaccamento e con tecniche derivate dai modelli della Gestalt e dell’Emotion Focused Therapy. L’approccio focalizzato sugli schemi combina tecniche cognitive, comportamentali, esperienziali e basate sul transfert, impiegando il concetto di schema come elemento unificante: il focus del modello, infatti, è incentrato sulla modifica degli schemi disfunzionali che corrispondono alla fonte della sofferenza emotiva nel paziente.

La Schema Therapy mira a individuare gli schemi maladattivi precoci e a ricostruirne lo sviluppo fin dalla prima infanzia, focalizzandosi particolarmente sulle relazioni interpersonali. Secondo la Schema Therapy, al centro dei disturbi di personalità sono identificabili diciotto Schemi Disadattivi Precoci (SDP). Nello specifico, uno schema disadattivo precoce è definito da un tema estremamente ampio e pervasivo, relativo a sé stessi e alle proprie relazioni con gli altri, che si è sviluppato nel corso dell’infanzia, è stato elaborato durante tutta la vita ed è significativamente disfunzionale. Di conseguenza, le problematiche intrapsichiche, emotive e relazionali degli individui che soffrono di psicopatologia della personalità sono causate dalla presenza di schemi disadattivi: l’esperienza di pensieri, sentimenti e impulsi associati a questi schemi provoca una forte angoscia che alcuni pazienti cercano di fronteggiare tramite l’uso di sostanze.

Diverse ricerche (Baker et al., 2004; Roper et al., 2010; Shorey et al., 2011) hanno evidenziato che le esperienze infantili caratterizzate da abuso ed abbandono dove, pertanto, è presente un’intensa frustrazione dei bisogni di attaccamento primari del bambino (come la sicurezza, la stabilità, la cura, l’empatia e l’accettazione), influiscono fortemente sullo sviluppo di schemi maladattivi appartenenti al Dominio Distacco e Rifiuto in cui il soggetto è convinto che i suoi bisogni fondamentali non saranno soddisfatti. Allo stesso tempo, gli schemi appartenenti a quest’ultimo Dominio sarebbero strettamente correlati all’abuso di sostanze: il dolore emotivo causato dagli schemi del Dominio Distacco e Rifiuto, infatti, viene fronteggiato tramite la tossicodipendenza. In altre parole, è possibile affermare che siano proprio le strategie di coping disadattivo a mediare la relazione tra gli schemi maladattivi e l’uso di sostanze dell’individuo. Secondo Kersten (2012), infatti, gli effetti psicotropi delle sostanze aiutano ad intensificare le modalità di coping evitante al fine di evitare il dolore emotivo oppure alimentano ed incrementano le modalità di coping ipercompensante rinforzando, di conseguenza, comportamenti di natura narcisista e/o antisociale.

L’abuso di sostanze, dunque, corrisponde ad un importante quadro clinico all’interno del quale valutare e trattare i disturbi di personalità data la loro alta comorbilità. Nello specifico, l’approccio della Schema Therapy si concentra simultaneamente sulla gestione dei sintomi dell’Asse-I e sul cambiamento delle credenze problematiche, delle assunzioni o degli schemi che possono essere alla base dei sintomi di una gamma più ampia di disturbi di personalità e della dipendenza da sostanze. La Schema Therapy può essere adattata al trattamento della psicopatologia e della tossicodipendenza concentrandosi sui fattori di ricaduta delle sostanze (ai quali questi individui con diagnosi di disturbo della personalità possono essere particolarmente sensibili) e sui processi (schemi disadattivi e stili di coping) che, secondo tale approccio, sono alla base dell’espressione sintomatica di entrambe le problematiche.

Un’ulteriore alternativa di trattamento corrisponde alla Dual Focus Schema Therapy (DFST; Ball, 1998; Ball & Young, 2000): una terapia individuale di 24 settimane che include tecniche tradizionali, focalizzate sui sintomi e sulle abilità di coping per la prevenzione delle ricadute per i fattori interpersonali, affettivi e di craving e tecniche focalizzate sullo schema per gli schemi e gli stili di coping disadattivi. Il DFST ipotizza che un’ampia gamma di difficoltà del paziente possa dipendere da un singolo o da pochi schemi maladattivi, pertanto, un cambiamento mirato nell’uso di sostanze e negli schemi disadattivi principali, potrebbe avere un impatto significativo, interrompendo la catena di eventi comportamentali e interpersonali disfunzionali perpetuati dal paziente. Uno dei vantaggi del suddetto modello è che agisce simultaneamente sui sintomi comportamentali (l’assunzione di sostanze, l’umore depresso e/o ansioso del paziente) e sulle determinanti intrapersonali della psicopatologia (schemi e stili di coping) così che il paziente stesso sia maggiormente consapevole, coinvolto e rispondente nel processo psicoterapeutico a lungo termine.

Bibliografia

  • Baker, T. B., Piper, M. E., McCarthy, D. E., Majeskie, M. R., & Fiore, M. C. (2004). Addiction motivation reformulated: an affective processing model of negative reinforcement. Psychological review, 111(1), 33.
  • Ball, S. A. (1998). Manualized treatment for substance abusers with personality disorders: Dual Focus Schema Therapy. Addictive Behaviors, 23, 883-891.
  • Ball, S. A., &Young, J. E. (2000). Dual Focus Schema Therapy: A treatment manual for personality disorder and addiction. Cognitive and Behavioral Practice, 7(3), 270-28.
  • Kersten, T. (2012). Schema Therapy for personality disorders and addiction. The Wiley-Blackwell handbook of Schema Therapy: Theory, research and practice, 415-424.
  • Roper, L., Dickson, J. M., Tinwell, C., Booth, P. G., & McGuire, J. (2010). Maladaptive cognitive schemas in alcohol dependence: Changes associated with a brief residential abstinence program. Cognitive Therapy and Research, 34(3), 207-215.
  • Shorey, R. C., Anderson, S., & Stuart, G. L. (2011). Early maladaptive schemas in substance use patients and their intimate partners: A preliminary investigation. Addictive disorders & their treatment, 10(4), 169.
  • Young, J.E., Klosko, J.S., Weishaar, M.E. (2007). Schema Therapy. La terapia cognitivo – comportamentale integrata per i disturbi di personalità. Firenze: Eclipsi.

Autore/i dell’articolo

Alessandro Valzania
Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Iscritto all’ordine degli psicologi della regione Lazio n. 18837. Dottore di ricerca in psicobiologia e psicofarmacologia presso il dipartimento di psicologia Università “La Sapienza di Roma”. Il Dott. Valzania è Docente dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta. Inoltre, è Docente dell’International College of Osteopathic Manual Medicine Ha conseguito il Master “Guarire il Trauma: valutazione, relazione terapeutica e trattamento del trauma semplice e complesso” presso l’Istituto A.T. Beck di Roma; ha conseguito il Master “Dipendenze da internet e gioco d’azzardo. Ritiro sociale e cyberbullismo” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il Dott. Valzania è inoltre terapeuta EMDR di I° livello. Il Dott. Valzania si occupa di clinica dell’età adulta, prevalentemente di Disturbi della personalità, Trauma semplice e complesso e di dipendenze comportamentali. Si occupa di ricerca preclinica e clinica con pubblicazioni internazionali sulla controllabilità dello stress, depressione, abuso di sostanze e trauma infantile.  
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