Schizofrenia ed abbassamento dell’aspettativa di vita

Schizofrenia ed abbassamento dell’aspettativa di vita

Schizofrenia ed abbassamento dell’aspettativa di vita

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L’aspettativa di vita delle persone affette da schizofrenia è significativamente inferiore rispetto a quella della popolazione sana ed alcuni studiosi si sono occupati di comprendere le cause di questo spiacevole fenomeno.

La schizofrenia e l’impatto sullo stile di vita

La schizofrenia è una malattia psichiatrica molto grave che si manifesta con una serie di sintomi che coinvolgono la sfera cognitiva, affettiva, comportamentale e che incidono in modo significativo sul funzionamento globale della persona.  La schizofrenia comporta una disorganizzazione del pensiero che può dar luogo a deliri ed allucinazioni (sintomi positivi), oppure a marcato ritiro sociale, apatia, deficit nella produttività dell’eloquio (sintomi negativi).

Le terapie farmacologiche unite a trattamenti di tipo psicosociale, possono ridurre l’entità delle manifestazioni della schizofrenia, tuttavia l’aspettativa di vita dei soggetti colpiti sembra essere notevolmente ridotta rispetto alla media della popolazione sana. Le persone affette da tale disturbo psicotico, infatti, morirebbero più di 25 anni prima rispetto alla popolazione generale.

Alcuni psichiatri statunitensi si sono interrogati circa le cause di morte precoce dei soggetti schizofrenici ed hanno studiato un campione di circa un milione di persone colpite da questa patologia, osservando come le più comuni cause di morte fossero le malattie cardiovascolari, il cancro (in particolare cancro al polmone), il diabete, le morti accidentali e i suicidi. Nonostante la maggior parte dei decessi dei pazienti schizofrenici sia attribuibile a malattie organiche, non è da escludere che la loro origine sia  connessa alla conduzione di uno stile di vita non sano, legato ad esempio all’eccessivo utilizzo di nicotina, fenomeno che riguarderebbe i malati di schizofrenia in una percentuale doppia, rispetto alla popolazione media.

Come prevenire i rischi di malattie organiche?

Ogni trattamento che coinvolga la salute fisica o psichica non può prescindere dalla pianificazione di un sano stile di vita. Nel caso dei soggetti schizofrenici il rischio di cancro ai polmoni potrebbe essere ridotto limitando l’utilizzo eccessivo di nicotina. Per quanto riguarda le patologie che coinvolgono il sistema cardiovascolare, esse potrebbero essere prevenute trattando le sindromi metaboliche (ovvero la combinazione tra diabete, ipertensione e obesità) dovute anche agli effetti collaterali di alcuni farmaci antipsicotici e ricorrendo all’esercizio fisico quotidiano, unito ad un’ alimentazione equilibrata, o ad una vera e propria dieta, nei casi di obesità.

È importante che gli operatori sanitari dedichino del tempo alla diffusione di informazioni e materiale psicoeducativo, utili alla tutela della salute organica dei malati di schizofrenia, questo tipo di attenzione potrebbe salvare molte vite umane.

Anche il supporto di persone vicine al paziente può essere incisivo, attraverso una comunicazione attenta e accogliente, mirata ad incoraggiare la persona a non abbandonare l’impegno verso la propria salute.

Conclusioni

Lo studio condotto dagli psichiatri statunitensi evidenzia l’importanza del considerare le abitudini di vita assunte dalle persone affette da schizofrenia, durante il percorso di cura; più in generale, la connessione tra mente e corpo è un fattore che ogni sanitario dovrebbe sempre avere presente per poter svolgere con la persona presa in carico un iter terapeutico completo.

 

 

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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