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Ecco perché “anche” i secondogeniti sono speciali

Secondogenito

È convinzione comune che i figli mezzani, i secondogeniti, siano più sfortunati dei loro fratelli: né tanto attesi quanto i primogeniti, né coccolati quanto i più piccoli. Eppure, anche se effettivamente i secondi arrivati hanno delle caratteristiche in comune, non sono quelle che solitamente si pensano.

Catherine Salmon è una psicologa e docente presso l’University of Redlands in California e ha partecipato alla stesura del libro “The Secret Power of Middle Children” (“Il Potere Segreto dei Secondogeniti). Ha dedicato gli ultimi vent’anni a studiare proprio i secondogeniti con risultati a tratti sorprendenti.

Per il suo primo studio (1998) ha chiesto a 400 studenti a chi si rivolgerebbero, tra i proprio genitori e gli altri fratelli, se avessero bisogno di aiuto. I secondogeniti tendevano a scegliere i loro fratelli, e sorelle, al contrario degli altri che, invece, si sarebbero rivolti a mamma e papà.

Questi dati sono stati letti in luce del fatto che, probabilmente, i genitori passano meno tempo con i secondogeniti i quali, quindi, si sentono più vicini ai propri fratelli. Le relazioni tra pari sono, dunque, molto importanti per loro; inoltre possiedono ottime capacità sociali, dato corroborato dal fatto che i secondogeniti sceglierebbero anche i propri amici come fonte d’aiuto più spesso di quanto farebbero i figli nati in altro ordine.

Per quanto riguarda le relazioni romantiche, gli studi della prof.ssa Salmon riportano che i secondogeniti sono eccellenti partner, in quanto vanno d’accordo con molti tipi diversi di personalità avendo dovuto negoziare durante la loro infanzia con le “ingombranti” presenze del fratello più grande e di quello più piccolo. Questa capacità ha portato Salmon a paragonarli al gruppo sanguigno 0, il quale può essere usato nelle trasfusioni di tutti gli altri gruppi. Inoltre, tenderebbero a tradire meno i propri partner.

Il fatto di aver ricevuto meno attenzioni degli altri fratelli li ha influenzati nel cercare il proprio cammino, cosa che li ha resi più indipendenti mentalmente, orientati alle novità e aperti anche ad argomenti controversi e impopolari. Questa tendenza si nota anche nella volontà leggermente maggiore di quella degli altri fratelli di provare diversi tipi di droghe.

In generale, la minore supervisione dei genitori sui figli nati secondi avrebbe l’effetto positivo di dare ai bambini la possibilità di sviluppare una personalità meno dipendente senza per questo provare invidia o risentimento. Anzi, ne guadagnano in capacità di relazionarsi con gli altri e di negoziare per ottenere quello che vogliono, non potendo contare sull’essere il più grande o il più piccolo.

Sarebbe pertanto solo un pregiudizio quello che la mancanza di totale attenzione da parte dei genitori porti i figli secondogeniti a essere meno… speciali.

 

Riferimenti:

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