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Sessismo e comportamenti sessuali a rischio negli adolescenti: esistono differenze di genere?

Sessismo

Photo by Scott Webb on Unslash

Ogni giorno nel mondo più di un milione di persone contrae un’infezione sessualmente trasmessa (IST), l’età dell’insorgenza è sempre più bassa, tanto che, ogni anno, un adolescente su 20 ne contrae una (le più frequenti:  Papillomavirus umanoCandida albicansHIVHerpes simplex virus tipo 1 e tipo 2Chlamydia trachomatisTrichomonas vaginalis).

Spesso le infezioni sono asintomatiche e facilitano l’acquisizione e la trasmissione dell’HIV oppure possono determinare gravi complicanze nel caso di mancata o errata diagnosi e terapia, come la sterilità, la gravidanza ectopica, il parto pretermine, l’aborto, danni al feto e al neonato o tumori. Le donne, inoltre, risultano essere i soggetti a più alto rischio in relazione alla struttura anatomica del loro apparato genitale, maggiormente favorevole all’insediamento degli agenti patogeni.

L’incidenza delle IST nel mondo cresce continuamente e la strategia migliore per combatterle resta dunque quella preventiva attraverso l’informazione e l’educazione a comportamenti sessuali responsabili; la prevenzione delle IST è perciò un obiettivo prioritario di salute pubblica.

Una ricerca spagnola (Ramiro Sanchez t. et al., 2018), condotta nelle scuole su 2703 adolescenti tra i 14 e i 20 anni, ha cercato di studiare la correlazione tra il sessismo, inteso come adesione agli stereotipi di genere, espresso attraverso le credenze ed i comportamenti, e l’adozione di comportamenti sessuali a rischio.

Secondo la teoria del sessismo ambivalente (Glick & Fiske, 1996) esistono due forme in cui si esprime l’ideologia sessista: una ostile ed una benevola. Il sessismo ostile è esplicito e giustifica il potere maschile enfatizzando l’inferiorità e la maggiore debolezza della donna rispetto all’uomo. Il sessismo benevolo si esprime in modo più subdolo, e a volte condiviso dalle stesse donne, considerate una sorta di “creature pure” che hanno “cavallerescamente” bisogno di essere protette dall’uomo. Ad ogni modo, entrambe le forme di sessismo contribuiscono a mantenere la diseguaglianza di genere, contribuendo a fornire dei modelli relazionali eterosessuali in cui le donne hanno meno potere degli uomini.

Nello studio spagnolo, sono stati somministrati un test (lnventory of Ambivalent Sexism for Adolescents – ISA- De Lemus et al. 2008) sulle credenze sessiste e dei questionari socio-demografici per raccogliere dati sulle esperienze relazionali e sessuali degli adolescenti, sulla tipologia e frequenza dei rapporti sessuali e sull’età del primo rapporto.

I risultati della ricerca mostrano che i ragazzi hanno maggiori credenze sessiste ambivalenti (ostili e benevole) rispetto alle ragazze, soprattutto quelli che hanno già avuto esperienze sessuali. Nello specifico, i ragazzi che hanno rapporti sessuali completi per la prima volta in età precoce sono quelli che hanno maggiori credenze di sessismo benevolo, le quali sembrerebbero utili a mantenere la relazione con la partner e soddisfare così i propri bisogni e desideri. Gli adolescenti maschi che hanno riferito di utilizzare meno frequentemente il preservativo sono invece quelli che hanno maggiori credenze di sessismo ostile; il comportamento a rischio sarebbe determinato da atteggiamenti negativi sull’uso del profilattico, poiché potrebbe minare il senso di autoefficacia durante la prestazione sessuale e, inoltre, parrebbe più in linea con l’adesione ad una visione tradizionale dei ruoli di genere in cui l’uomo impone la propria volontà alla donna.

Nelle ragazze le credenze sessiste ostili risultano invece associate ad un maggior numero di partner sessuali. Questo dato potrebbe essere considerato contraddittorio rispetto alla visione tradizionale della donna sottomessa e passiva ma in realtà, può essere spiegato dal fatto che i ragazzi con credenze sessiste ostili trovano più attraenti le ragazze che condividono la loro stessa visione del rapporto, le quali hanno perciò più opportunità di cambiare partner e, a causa dei loro atteggiamenti sottomessi, hanno maggior difficoltà a rifiutare le proposte sessuali.

In conclusione, i risultati dello studio indicano l’importanza delle credenze sessiste nel determinare i comportamenti sessuali a rischio, soprattutto tra i maschi. Ciò evidenzia come sia necessario, nei programmi di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, destinati agli adolescenti, includere degli interventi specifici sull’identificazione e modificazione delle credenze sessiste, tenendo conto delle differenze tra i generi.

 

Riferimenti:

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