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La sessualità negli anziani: amore nella terza e quarta età

sessualità negli anziani

Photo by Esther Ann on Unsplash

 

La sessualità, l’intimità e l’identità sessuale sono componenti basilari che accompagnano l’essere umano lungo tutto l’arco di vita, dall’infanzia all’anzianità.
La sessualità, quale costrutto multifattoriale, comprende l’attività sessuale, il comportamento, la motivazione e la collaborazione tra partner.

Fino a poco tempo fa, la maggior parte degli studi sulla sessualità negli adulti anziani erano prevalentemente focalizzati sull’impatto fisiologico dell’invecchiamento e sulle componenti disfunzionali e patologiche che possono influenzare il ciclo di risposta sessuale negli uomini e nelle donne. Nonostante sia indubbio che le disfunzioni sessuali subiscano un incremento con l’avanzare dell’età, sono molteplici le ricerche sul piacere sessuale che confermano che è la minoranza della popolazione anziana a percepire un effettivo disagio.

Solo recentemente, la ricerca sul benessere sessuale si sta spostando da un paradigma puramente medico ad un approccio biopsicosociale ed interpersonale.
Molti studi dimostrano che gli anziani continuano ad essere attivi sessualmente e annoverano tra i modulatori della pratica sessuale il genere, la disponibilità di partner, i precedenti livelli di attività sessuale e, soprattutto, la salute fisica e mentale.
Gli adulti più anziani rimangono sessualmente attivi e praticano una sessualità a 360 gradi, spaziando dai rapporti genitali (rapporti sessuali, sesso orale), non genitali (toccarsi, baciarsi, abbracciarsi) all’autoerotismo (masturbazione).
Un importante studio ha preso in esame un campione di 3000 adulti anziani negli Stati Uniti (USA): il 53% degli intervistati di età compresa tra 65-74 anni e il 26% degli intervistati di età compresa tra 75 e 85 anni riportavano di aver avuto rapporti sessuali negli ultimi 12 mesi. Il medesimo studio indicava il rapporto vaginale come pratica più comune, seguito dal sesso orale e dalla masturbazione.
I recenti dati del National Survey on Sexual Health and Behavior hanno mostrato risultati simili: il 53% degli uomini e il 42% delle donne tra i 60 e i 69 anni, e il 43% degli uomini e il 22% delle donne oltre i 70 anni hanno rapporti sessuali.

I fattori che influenzano l’espressione sessuale negli adulti più anziani sono molteplici. Da una prospettiva psicologica questi includono la conoscenza e gli atteggiamenti sulla sessualità, l’importanza dell’attività sessuale e le determinanti culturali. Le coppie di anziani sono più inclini ad impegnarsi in attività sessuali rispetto ad anziani single. L’aspettativa di vita più lunga nelle donne contribuisce ulteriormente alla disparità di genere nella disponibilità del partner.

Il ciclo di risposta sessuale si modifica lungo l’arco di vita e le fasi fisiologiche e psicologiche del rapporto sessuale (desiderio, eccitazione, plateau, orgasmo e risoluzione/periodo refrattario) possono essere influenzati dall’invecchiamento.
La menopausa, ad esempio, porta a cambiamenti significativi come riduzione del livello di estrogeni, atrofia vaginale, ridotta lubrificazione vaginale e diminuzione della sensibilità delle zone erogene. Il calo di testosterone può portare ad una diminuzione del desiderio e di intensità dell’orgasmo. Allo stesso modo negli uomini più anziani bassi livelli di testosterone sono associati ad una diminuzione della libido e a modificazioni nelle funzioni sessuali: le erezioni richiedono una stimolazione fisica maggiore e sono ridotte in frequenza e durata, l’eiaculazione ha una riduzione volumetrica e il periodo refrattario si prolunga.

Una recente review sulla sessualità nella terza e quarta età ha incluso in questo ampio panorama l’espressione sessuale negli anziani LGBTQ.
Ogni lettera dell’acronimo LGBTQ si riferisce ad una specifica minoranza sessuale o di genere, con caratteristiche eterogenee; in aggiunta alle differenze razziali, etniche, religiose e socio-economiche, le differenze interne alla comunità LGBTQ sono anch’esse legate all’età.

Nonostante l’accettazione da parte della società della comunità LGBTQ si sia modificata in senso positivo negli ultimi anni, molti anziani LGBTQ, soprattutto quelli che fecero coming out da giovani, hanno avuto esperienza di una o molteplici discriminazioni attribuibili alla loro identità di genere o all’orientamento sessuale. L’eredità di queste discriminazioni è l’omofobia interiorizzata e l’impatto negativo sull’espressione sessuale e sulla qualità della vita sessuale.

L’82% di anziani LGBTQ riportano almeno un episodio di discriminazione sessuale nell’arco di vita; il 64% ne riporta non meno di tre.

In particolare, lo stigma verso l’espressione sessuale negli anziani LGBTQ fa sì che questi nascondano i propri bisogni e desideri a familiari e operatori assistenziali per il timore di essere rifiutati. I pregiudizi sociali e personali sulla sessualità possono avere un impatto negativo sull’espressione sessuale degli anziani anche nelle strutture residenziali.

In conclusione, avere un quadro chiaro e completo sulla sessualità degli anziani è fondamentale per la pianificazione dei servizi assistenziali e sanitari rivolti nello specifico a questa popolazione in crescita.

Riferimenti

  • Gillespie BJ, Hibbert K, Sanguinetti A. A review of psychosocial and interpersonal determinants of sexuality in older adulthood. Curr. Sex Health Rep. 2017
  • Lindau ST, Schumm LP, Laumann EO, Levinson W, O’muircheartaigh CA, Waite LJ. A study of sexuality and health among older adults in the United States. N Engl J Med. 2007
  • Schwinn S, Dinkel S. Changing the culture of long-term care: combating heterosexism. Online J Issues Nurs. 2015
  • Srinivasan S, Glover J,Tampi RR, Tampi DJ, Sewell DD. Sexuality and the Older Adult. Current Psychiatry Reports 2019

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cappelluccio Rosetta
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente èConsulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania .
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