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Nuovo sondaggio: il 40% delle persone sopra i 65 anni è sessualmente attivo

Sessualmente attivo

L’aumentare dell’età media della popolazione umana si riflette su un aspetto che viene considerato molto poco nelle persone di una certa età, sarebbe a dire la vita sessuale.

L’università del Michigan, in particolare l’Institute for Healthcare Policy and Innovation, ha pubblicato nel mese di maggio un sondaggio nazionale sull’invecchiamento in salute che ha coinvolto più di mille persone tra i 65 gli 80 anni di età. I risultati di questo studio sono davvero interessanti e, per molti, potrebbero risultare sorprendenti.

Prima di tutto, sembra che in quella fascia d’età ben il 40% delle persone sia sessualmente attivo. In particolare, circa tre/quarti ha un partner con cui è impegnato in una relazione romantica. Ma, al di là dell’attuale situazione sentimentale, quasi due/terzi dei partecipanti ha riportato di essere interessato al sesso e più della metà ritiene che il sesso giochi un ruolo importante per la qualità della vita.

Un altro degli aspetti che il sondaggio ha voluto investigare è se le persone nella terza età cercano aiuto o consigli per i problemi di natura sessuale. In questo, vi è una certa differenza di genere: il 18% degli uomini e il 3% delle donne riportano di essere ricorsi a farmaci o supplementi di supporto alle funzioni relative al sesso. Tuttavia spesso l’uso dei farmaci non passa per il medico: infatti, solo il 17% afferma di essersi rivolto in proposito al proprio medico di base o altre tipologie di medico negli ultimi due anni. La maggior parte di questa percentuale, comunque, ha fatto il primo passo in prima persona, evidenziando che i medici potrebbero creare più occasioni per approcciare loro stessi i pazienti mostrando quindi attenzione e apertura sull’argomento.

È, infatti, importante che le persone vengano informate sui cambiamenti dovuti all’età. Le modificazioni fisiche non sono, comunque, l’unico fattore che influenza la qualità della vita sessuale nell’anziano: altri aspetti importanti sono, per esempio, le abitudini sessuali negli anni precedenti, la qualità della relazione con il partner se presente, lo stile di vita osservato e le conoscenze in ambito fisico e psicologico. In particolare su questi ultimi punti può intervenire il medico di base, magari indirizzando ad altri specialisti che possano educare e accompagnare la persona in questo nuovo pezzo di vita.

L’idea che la sessualità non superi la mezza età è, dunque, totalmente sbagliata. Entro il 2050 la popolazione sopra i 60 anni raddoppierà mentre quella oltre gli 80 addirittura triplicherà. In virtù di questa proiezione, è molto importante dare sempre più attenzione a queste fasce d’età e agire in sinergia tra le varie figure professionali che si occupano di salute per poter offrire le condizioni migliori per un invecchiamento in benessere.

Riferimenti:

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