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Sexting negli adolescenti: salute mentale e sviluppo sessuale

Sexting negli adolescenti

Photo by Taskin Ashiq  on Unsplash

L’uso dei social media è diventato parte integrante della vita di bambini e adolescenti. È diventato un nuovo modo di interagire tra le persone e ne influenza la vita sociale, l’opinione pubblica, nonché le decisioni di acquisto.
Qualsiasi sito web o piattaforma che consenta l’interazione sociale è considerato un sito di social media. L’uso dei social media tra i bambini di 25 paesi europei è stato riferito al 38% tra i 9-12 anni e al 77% tra i 13-16 anni. Tutti i soggetti presi in considerazione riferiscono di avere un proprio profilo su almeno un sito di social network. Il social networking offre ai bambini e agli adolescenti molte opportunità e benefici, ma comporta anche molti rischi. Tra i benefici rientrano la socializzazione e il miglioramento della comunicazione, il miglioramento delle competenze di apprendimento, l’impatto positivo sull’istruzione e sull’ottenimento di informazioni sulla salute. I potenziali rischi di utilizzo dei social media includono disturbi del sonno, dipendenza, depressione, la falsificazione di età e identità, cyberbullismo e sexting.
La pratica di creare e condividere immagini sessuali attraverso dispositivi tecnologici, conosciuta come sexting, ha ricevuto crescente attenzione negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda gli adolescenti e gli effetti negativi che può avere sullo sviluppo sessuale e sulla salute mentale.

Anche se il sexting consensuale non rappresenta di per sè un crimine, ha il potenziale per essere un comportamento rischioso e potrebbe esporre a pericolosi tipi di vittimizzazione, come estorsione sessuale, adescamento online o cyberbullismo. In questo contesto, gli adolescenti rappresentano un gruppo vulnerabile a causa della loro limitata capacità di autoregolazione, elevata suscettibilità a pressioni tra pari, tecnofilia e crescente curiosità sessuale.
Il termine sexting è stato utilizzato per la prima volta nel 2005 dal Daily Telegraph, per unificare i termini“sex” e“texting” ed è diventato una parola ufficiale nel 2009. È generalmente noto come “Invio e ricezione di contenuti sessuali (ad esempio, foto, video) via Internet e telefoni cellulari”, ma non vi è consenso sulla definizione del termine sexting nella comunità scientifica.
Alcune ricerche scientifiche includono la coercizione come parte del comportamento e lo categorizzano come comportamento deviante, mentre altri ritengono che il sexting sia volontario per definizione, normalizzando il comportamento come parte dell’espressione sessuale in una relazione. Sebbene il sexting sia un comportamento comune tra giovani ed adolescenti, la devianza sembra avere un supporto scientifico maggiore rispetto alla normalizzazione del comportamento stesso. Ad esempio, una recente meta analisi di Konseko et al., ha riscontrato una relazione significativa tra il sexting e aspetti rischiosi del comportamento sessuale, quali un numero elevato di partners, la totale assenza di contraccezione e la trasmissione di malattie sessuali. Oltre ai comportamenti sessuali a rischio, altre ricerche hanno riscontrato un collegamento tra il sexting e problemi internalizzanti, come sintomi ansiosi, depressivi ed ideazione suicidaria. Bisogna considerare però che la relazione tra la sintomatologia psicopatologica e il sexting può essere bi.direzionale.
In un interessante studio su un campione di adolescenti spagnoli, gli autori, Gámez-Guadix e de Santisteban, sostengono che i sintomi depressivi e la bassa autostima possono essere predittori della messa in atto di sexting; il sexting potrebbe rappresentare un modo per gli adolescenti di sentirsi considerati e desiderati. Inoltre, hanno sostenuto che gli adolescenti con sintomi depressivi potrebbero avere scarse abilità di coping nel resistere alle pressioni dei compagni, il che spiegherebbe perché gli adolescenti che hanno riportato sintomi più depressivi mettono in atto più spesso questo comportamento rispetto a quelli che non riportano una sintomatologia depressiva.
Simile ai risultati osservati per quanto riguarda l’analisi della relazione tra comportamenti di sexting e depressione, esiste una vasta letteratura che esplora la relazione tra comportamenti di sexting e sintomi di ansia. Uno studio di Chaudhary e colleghi, ha rilevato che i giovani che avevano riferito di aver intrapreso pratiche di sexting, riferivano una maggiore sintomatologia ansiosa: su un campione di 1760 ragazzi, il 61% esperiva ansia. Allo stesso modo, Cooper et al., hanno riscontrato un alta pervasività di sentimenti di rabbia, tristezza e disturbi d’ansia in un campione di popolazione adolescente che praticava sexting.

Il sexting potrebbe quindi di per sé rappresentare un aspetto delle relazioni tra pari, ma inserendolo in un quadro più ampio, dove è d’obbligo tenere in considerazione altre variabili, come il cyber-bullismo, la coercizione e l’uso smodato di internet, risulta quasi impossibile non considerarlo un rischio elevato per la salute mentale degli adolescenti o, viceversa, un indicatore della presenza di disturbi della sfera emotiva.

 

Riferimenti:

  • Luk JW, Gilman SE, Haynie DL, et al. Sexual orientation and depressivesymptoms in adolescents. Pediatrics 2018
  • Joris Van Ouytsel, Ph.D.a,*, Michel Walrave, Ph.D.a, and Koen Ponnet, Ph.D., An Exploratory Study of Sexting Behaviors Among Heterosexualand Sexual Minority Early Adolescents, Journal of Adolescent Health xxx (2019)
  • Barrense-Dias, Y.; Berchtoldm, A.; Surís, J.-C.; Akre, C. Sexting and the definition issue.J. Adolesc. Health2017,61, 544–554
  • Kosenko, K.; Luurs, G.; Binder, A.R. Sexting and sexual behavior 2011–2015: A critical review andmeta-analysis of a growing literature.J. Comput. Mediat. Commun.2017,22, 141–160
  • Gámez-Guadix, M.; de Santisteban, P.; Resett, S. Sexting among Spanish adolescents: Prevalence andpersonality profiles.Psicothema2017,29, 29
  • Chaudhary, P.; Peskin, M.; Temple, J.R.; Addy, R.C.; Baumler, E.; Shegog, R. Sexting and Mental Health:A School-based Longitudinal Study Among Youth in Texas.J. Appl. Res. Child. Inf. Policy Child Risk2017,8, 11.
  • Cooper, K.; Quayle, E.; Jonsson, L.; Svedin, C.G. Adolescents and self-taken sexual images: A review of theliterature.Comput. Hum. Behav.2016,55, 706–716.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cappelluccio Rosetta
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente è Consulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania . 
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