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Sindrome dell’Oggetto Splendente e FOMO

Sindrome dell’Oggetto Splendente e FOMO

Photo by Hudson Hintze on Pexels

Il fascino della novità

La maggior parte della gente è attratta da nuove idee. Lo vediamo nel numero di persone che segue l’attualità, i TG o le mode. In ogni cosa associamo “nuovo” a “meglio”. Pensiamo che le nuove tecnologie siano migliori delle vecchie, e quindi crediamo anche che seguire le novità e andare dietro alle nuove idee ci porti necessariamente a essere più aggiornati, più competenti, in breve a risultati più fruttuosi.

La soluzione a tutti i tuoi problemi è… nella prossima pagina (o notizia, o idea)!

Per questo motivo, spesso andiamo dietro all’idea o al progetto più recente, a cui ne segue un altro e poi un altro ancora. Come una gazza ladra che mira qualcosa che luccica, un oggetto splendente. Crediamo che la chiave del nostro successo sia nel prossimo libro, nella prossima notizia, nella prossima porta segreta che ci condurrà alla vita dei nostri sogni.

Questo ci porta ad accumulare nozioni, ad accumulare tecniche, ad accumulare informazioni, che sul momento ci sembra che ci porteranno lontano, ma poi l’oggetto splendente si opacizza e si rivela per ciò che realmente è: un semplice rottame.

E allora, finita la magia, pensiamo che sia solo un caso. Che in realtà la vera chiave, l’oggetto più splendente, o il vero oggetto splendente, sia quello che non abbiamo ancora visto, il successivo. L’idea dopo sarà la migliore, la prossima notizia sarà quella che ci stupirà, il progetto seguente sarà quello che ci servirà, il libro ancora da leggere sarà quello in cui sarà deposto il segreto della nostra vita.

Ma il problema è che non c’è nessun segreto. Non c’è nessun oggetto luccicante. E nel momento in cui qualcuno ce lo fa capire, e ci dice di lavorare con ciò che abbiamo, ci sentiamo male. Ci sentiamo male perché temiamo di perdere qualcosa. Di perdere materiale utile o di perdere un’occasione imperdibile.

La paura di “restare indietro”

E spesso i venditori stessi, i giornalisti o gli autori, giocano sul principio di scarsità: “se non guardi ora, resterai indietro e perderai questa notizia per sempre!”.

Ci fanno sentire e ci sentiamo “non aggiornati”. Chissà cosa ci staremo perdendo! Se non seguiamo tutto, saremo obsoleti. La novità ci coglierà impreparati. Non cresceremo mai, se siamo giovani, o, al contrario, resteremo dei boomer ignoranti per tutta la vita se siamo più in là con l’età.

È il principio di massimizzazione: meglio seguire tutto per non perdersi niente. Al contrario di questa idea, però, la realtà è un’altra, come ci spiega professore di computer science e saggista Cal Newport: solo in un ambiente “minimalista”, privo di distrazioni, e in cui il focus è il “deep work”, cioè l’abilità di concentrarsi senza distrarsi, si ottengono risultati (Newport, 2016; Newport, 2019).

FOMO: Fear of Missing Out

Se però proviamo ad applicare questo minimalismo digitale alle notizie, ai nuovi libri, alle nuove tecniche, alle nuove app, alle nuove occasioni, sentiamo dentro di noi una paura. Questa paura è detta FOMO, “Fear Of Missing Out”, che vuol dire: “paura di essere tagliati fuori”. Temiamo che perderemo materiale prezioso, novità succulenti, eventi irripetibili, e che non potremo più rimetterci al passo con il mondo (Milyavskaya et al, 2018; Hayran et al, 2020). 
Resteremo tagliati fuori.

SOS: Sindrome dell’Oggetto Splendente o Shiny Object Syndrome

E se poi a questa FOMO ci aggiungiamo la “Shiny Object Syndrome” o, in italiano, “Sindrome dell’Oggetto Splendente”, siamo messi ancora peggio, perché penseremo non solo di aver perso un’occasione, ma l’occasione della nostra vita. Quella che avrebbe rivoluzionato tutto. Quella che ci avrebbe permesso di convincere tutti i nostri clienti o di acquisirne di nuovi, di risolvere tutti i nostri problemi, di scoprire il segreto dei segreti, l’arcana arcanorum, il sacro Graal della nostra vita.
Con il solo costo di restare costantemente in ansia navigando tra infinito “nuovo materiale” di cui, lo sappiamo ma non osiamo dirlo, il 99% è spazzatura. E lo facciamo perché pensiamo di trovare delle pepite d’oro scavando nella sabbia, senza renderci conto che invece l’oro lo avremmo trovato lasciando stare ogni distrazione e focalizzandoci su ciò che abbiamo (Boudreau & Rice, 2015; Conbere & Heorhiadi, 2017).

La soluzione è il Deep Work: lavorare con ciò che si ha senza distrazioni

E se qualcosa mancherà dal nostro progetto? Allora integreremo quando ne avremo bisogno. E integreremo esclusivamente con ciò di cui abbiamo bisogno e non altro.
Non serve riempirsi di materiale inutile, o temere costantemente di non riuscire ad aggiornarsi in tempo annaspando tra notizie, proposte di idee o nuovi progetti (Newport, 2016). 

Essere schiavi del futuro è come essere schiavi del passato: non ci permette di scoprire le potenzialità che abbiamo già in noi. Come dice Lev Grossman nella sua serie di romanzi “Il Mago” (Grossman, 2009):

“Per un solo secondo, guarda la tua vita e vedi quanto è perfetta. Smetti di cercare la prossima porta segreta che ti condurrà alla tua vita reale. Smettila di aspettare. Ecco: non c’è nient’altro. È qui, e faresti meglio a decidere di godertela o sarai infelice ovunque tu vada, per il resto della tua vita, per sempre.”

 

 

Riferimenti

  • Newport, Cal. (2016). Deep Work: Rules for Focused Success in a Distracted World. Grand Central Publishing.
  • Newport, Cal. (2019). Digital Minimalism: Choosing a Focused Life in a Noisy World. Portfolio.
  • Conbere, J. P., & Heorhiadi, A. (2017). Escaping the Tower of Babble: implementing organizational change. Organization Development Practitioner, 49(1),28-34.
  • Boudreau, J., & Rice, S. (2015). Bright, Shiny Objects and the Future of HR. Harvard Business Review, 93 (July-August): 72-78.
  • Milyavskaya M, Saffran M, Hope N, Koestner R. (2018). Fear of missing out: prevalence, dynamics, and consequences of experiencing FOMO. Motivation and Emotion, 42: 725–37.
  • Hayran C, Anik L, Gürhan-Canli Z. (2020). A threat to loyalty: Fear of missing out (FOMO) leads to reluctance to repeat current experiences. PLoS ONE 15(4): e0232318.
  • Grossman, Lev. (2009). The Magicians. Viking Press.

Autore/i dell’articolo

Alberto Infante
  • Dottore in Psicologia
  • Redattore Volontario per la ONLUS Il Vaso di Pandora - La Speranza dopo il Trauma
  • Content Creator per l'Istituto Beck

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