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Il trauma: dalla sofferenza materna allo sviluppo del bambino

Sofferenza materna

Photo by Alicia Petresc on Unspalsh

Le esperienze traumatiche nell’infanzia (Adverse Childhood Experiences; ACEs) che includono l’esposizione ad abuso fisico, sessuale ed emotivo, la trascuratezza fisica ed emotiva e le esperienze familiari disfunzionali come la presenza di un membro della famiglia dipendente da alcol o da sostanze, in carcere, gravemente depresso o con altri disturbi mentali, la presenza di una madre trattata in modo violento e genitori divorziati, possono avere effetti negativi a lungo termine sulla salute fisica e mentale e sul benessere in età adulta (Almeida & Rovner, 2018; Espeleta, Brett, Ridings, Leavens, & Mullins, 2018).

Pochi studi, però, si sono occupati dell’impatto che le esperienze traumatiche infantile possono avere su di una donna in gravidanza e il successivo impatto sulla salute del nascituro. Gli studi finora condotti indicano che all’aumentare di esperienze traumatiche infantili aumentano anche una serie di problemi di salute mentale materna, inoltre si associano a comportamenti a rischio durante la gravidanza come consumo di alcol e fumo, a un peggior esito del parto, per esempio parti pretermine e basso peso alla nascita, maggior numero di gravidanze in età adolescenziale, e maggiori rischi psicosociali (Atzl, Narayan, Rivera, & Lieberman, 2019). Gli studi suggeriscono anche che le esperienze traumatiche materne sono associate ad un aumento dei problemi di salute fisica e mentale del bambino (Sun et al., 2017).

I problemi di salute mentale durante la gravidanza sono di particolare importanza perché la gravidanza è un periodo di sviluppo trasformativo in cui il cambiamento profondo e l’adattamento avvengono emotivamente, mentalmente e fisicamente. Anche se la gravidanza è un momento di gioia ed eccitazione per la maggior parte delle donne, il periodo prenatale è anche caratterizzato da fattori di stress unici associati ai cambiamenti emotivi, cognitivi, biologici e ormonali relativi a gravidanza, travaglio e parto. Questi fattori di stress possono essere esacerbati dalla presenza di esperienze infantili sfavorevoli, in quanto ogni futura mamma, durante la gravidanza, richiama i ricordi della propria infanzia, delle cure e delle modalità di accudimento ricevute, in previsione della maternità (Narayan, Rivera, Bernstein, Harris, & Lieberman, 2018). Una donna incinta, infatti, si prepara psicologicamente al ruolo di caregiver e immagina una relazione positiva con il suo bambino, rendendo le sue esperienze infantili molto salienti. Se purtroppo l’accudimento è stato traumatico la donna avrà difficoltà a percepirsi come una madre in grado di accudire al meglio il suo bambino conducendo ad una relazione negativa madre-bambino o, viceversa, cercherà di far di tutto per non ripetere gli stessi errori che sono stati commessi dai suoi caregiver, perdendo comunque la naturalezza e la spontaneità dell’essere madre e rischiando di adattarsi troppo o troppo poco ai bisogni di quel bambino.

Questo mondo nuovo, imprevedibile e immaginato, diventa fortemente stressante per la donna che sta già vivendo un momento particolare della sua vita e in alcuni casi può favorire l’insorgenza di sintomatologia psicopatologica in donne vulnerabili a causa della loro storia. Le difficoltà psicologiche maggiormente presenti nelle gestanti sono la depressione e il disturbo post-traumatico da stress. La sintomatologia psicologica della madre diventa un ulteriore fattore di rischio per la relazione madre-bambino e per la salute mentale del nuovo arrivato, esacerbando inoltre la condizione psicologica materna attraverso un circolo vizioso che si perpetua nel tempo. La letteratura ha indicato che le esperienze traumatiche materne, in particolare il maltrattamento infantile, sono legate alla diminuzione della sensibilità materna e all’aumentata probabilità di punizioni corporali durante l’infanzia e la prima infanzia. Ci sono inoltre evidenze che dimostrano che l’esposizione ad abuso sessuale e psicologico, trascuratezza e l’ambiente familiare disfunzionale può condurre a maggiori preoccupazioni e vissuti di ansia verso lo sviluppo del bambino, ma anche a relazioni diadiche madre-figlio significativamente disfunzionali (Sun et al., 2017).

Il trauma infantile, quindi, può accompagnare la donna durante le fasi più importanti della sua vita agendo negativamente sulla salute in gravidanza e sul caregiving una volta che il bambino sarà nato, il quale subirà una serie di esperienze sfavorevoli a sua volta, dando luogo alla trasmissione intergenerazionale delle esperienze traumatiche.

Le esperienze traumatiche in età infantile sono da considerare dei seri problemi clinici e di salute pubblica che possono attraversare due generazioni; le esperienze negative a cui sono esposti i bambini piccoli, infatti, possono avere conseguenze per tutta la vita e possono influenzare la prossima generazione in una sequela che comprende esperienze traumatiche, salute materna e sviluppo infantile. Sarebbe importante quindi individuare le mamme che hanno subito un’esperienza traumatica in età infantile, favorendo prima di tutto il supporto familiare e sociale e informare gestante e partner delle conseguenze avverse delle proprie vulnerabilità e difficoltà a livello psicologico, proponendo anche interventi mirati per prevenire problemi sullo sviluppo psicologico e relazionale del bambino.

RIFERIMENTI

  • Almeida, M., & Rovner, M. R. (2018). Long-term medical consequences of the crisis at the US–Mexico Border. Journal of Public Health. https://doi.org/10.1093/pubmed/fdy194
  • Atzl, V. M., Narayan, A. J., Rivera, L. M., & Lieberman, A. F. (2019). Adverse childhood experiences and prenatal mental health: Type of ACEs and age of maltreatment onset. Journal of Family Psychology. https://doi.org/10.1037/fam0000510
  • Espeleta, H. C., Brett, E. I., Ridings, L. E., Leavens, E. L. S., & Mullins, L. L. (2018). Childhood adversity and adult health-risk behaviors: Examining the roles of emotion dysregulation and urgency. Child Abuse & Neglect, 82, 92–101. https://doi.org/10.1016/j.chiabu.2018.05.027
  • Narayan, A. J., Rivera, L. M., Bernstein, R. E., Harris, W. W., & Lieberman, A. F. (2018). Positive childhood experiences predict less psychopathology and stress in pregnant women with childhood adversity: A pilot study of the benevolent childhood experiences (BCEs) scale. Child Abuse & Neglect, 78, 19–30. https://doi.org/10.1016/j.chiabu.2017.09.022
  • Sun, J., Patel, F., Rose-Jacobs, R., Frank, D. A., Black, M. M., & Chilton, M. (2017). Mothers’ Adverse Childhood Experiences and Their Young Children’s Development. American Journal of Preventive Medicine, 53(6), 882–891. https://doi.org/10.1016/j.amepre.2017.07.015
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