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Bambino sceglie zainetto di Wonder Woman, la replica dell’attrice

Stereotipi di genere

Nel 2017 è uscito “Wonder Woman”, il primo film su un supereroe diretto da una regista (Patty Jenkins) e che è stato un grosso successo sia di critica che di pubblico, con oltre 800 milioni di dollari incassati. La particolarità della rappresentazione odierna di questo personaggio principessa delle amazzoni è che Diane Prince (il nome di Wonder Woman nel mondo degli umani) “non ha consapevolezza dei ruoli sociali. Non ha limiti relativi agli stereotipi di genere. Per lei, siamo tutti uguali.”, citando l’attrice che l’ha rappresentata sul grande schermo, Gal Gadot.

E proprio Gadot ha utilizzato recentemente il suo profilo Twitter per dire la sua su un caso che sta diventando sempre meno sporadico. Partiamo dall’inizio. Romper.com è un’enorme pubblicazione digitale realizzata per le donne dal gruppo Bustle Digital Group. Qualche giorno fa, su questo sito, è stato pubblicato l’articolo scritto da Katie Alicea sui suoi timori di madre rispetto alle scelte del suo piccolo Isaac in fatto di zainetti. Quando Katie ha portato il figlio a comprare qualche accessorio per la scuola dell’infanzia che avrebbe cominciato a frequentare da lì a poche settimane, Isaac si è fiondato sullo zainetto di Wonder Woman: “C’è la corona, mamma! E’ perfetto!”. La scrittrice ha manifestato i suoi dubbi con un “Sei sicuro?“.

Questa domanda non gli era stata fatta perché la scelta preoccupasse Katie che, assieme al marito, vuole dare ai suoi figli “l’opportunità di crescere con messaggi sulle donne che diano potere invece che toglierlo”: Isaac, infatti, vede in Wonder Woman un supereroe meraviglioso e grandioso come tutti gli altri. Quella domanda nascondeva, in realtà, un’altra preoccupazione: e se gli altri bambini faranno commenti, offenderanno ed emargineranno mio figlio? Bambini i quali, magari, sono stati meno fortunati di Isaac e sono cresciuti con genitori che usano epiteti come “femminuccia” e rimproverano i figli maschi se fanno cose “da femmina”, veicolando il concetto che, in qualche modo, femmina significhi debole e qualcosa meno che essere maschio.

Ogni stereotipo racchiude il punto di vista di una cultura e, come tale, appartiene a un dato periodo storico e a un dato luogo del pianeta: questo significa che ogni stereotipo è transitorio e destinato a modificarsi. Per esempio, un tempo anche i maschi vestivano con una gonna (basti pensare agli antichi greci, egizi, romani, ma anche a numerosi ordini religiosi ancora esistenti). Oggi, invece, una cosa del genere sarebbe vista come sovversiva, assurda, da prendere in giro. Eppure, se ci fermiamo a pensare, perché un capo d’abbigliamento dovrebbe essere vestito solo dai maschi o solo dalle femmine? Chi l’ha deciso? Non dovrebbe deciderlo chi vuole indossarlo?

Katie scrive “Se comincio a preoccuparmi per cosa pensa il mondo, anche Isaac inizierà a preoccuparsi e io non lo voglio. Isaac è uno di quelli che cambiano il mondo e non vedo l’ora di assistere a cosa ha in serbo il futuro per il bambino più cool che conosca.”

Gal Godot ha replicato a questo articolo con la seguente frase “Un argomento così importante e qualcosa in cui credo fermamente. Spero che Isaac indosserà la corona e lo zainetto Wonder Woman orgogliosamente a scuola. #WonderBoy“.

 

Riferimenti:

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